martedì 17 gennaio 2012

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RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 17 gennaio 2012
Anno X° n° 01
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ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “ FATELE GIRARE”
la redazione.

RIAB INFO, riprendiamo con il nuovo anno le nostre uscite, anche se, per la verità, novità e certezza degne di nota ce ne sono poche.
Come tutti, anche Riab Info, è in attesa di capire come si muoverà il nuovo Governo che, per il fine settimana, si appresta a varare un Decreto Legge che potrebbe contenere delle novità alla voce “professioni”.
Non ci resta quindi che attendere per capire quali potranno essere queste novità e quali i passaggi successivi per portare riforme ed equità anche nel nostro settore.
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RIAB INFO, l’ approvazione della mozione n°142/11 sulle dirigenze di area votata, a maggioranza assoluta, dal Consiglio regionale lombardo, lo scorso 17 maggio, ha trovato seguito, pochi giorni fa, in una delibera della Giunta avente come oggetto: «Determinazioni in ordine alle gestioni del servizio socio-sanitario regionale per l’anno 2012».
Infatti, ai punti 3 e 4 della pagina 5 dell’allegato n. 2 e pagina 30 della delibera si può leggere:
- punto 3 “Valorizzazione, nell’ambito della autonomia organizzativa aziendale, degli incarichi dirigenziali di natura professionale, come previsto dalle disposizioni contrattuali vigenti”.
- punto 4 “Valutazione della possibilità di istituire, in relazione a particolari complessità delle Aziende Sanitarie, Unità Operative Complesse delle professioni sanitarie, senza oneri aggiuntivi, nel rispetto dei vigenti Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e del vincolo di riduzione previsto al precedente punto 3”.

Questo era un passaggio obbligato. Ora la mozione è inserita in una norma regionale e, anche se la strada potrebbe essere ancora in salita, la possibilità di superare le logiche anguste dei Sitra si fanno più concrete, magari in alcune realtà più sensibili a questa tematica.
Un grande risultato, raggiunto dopo molti anni di sforzi in questa direzione.
Allo stato attuale, secondo quanto previsto dalle normative deliberate, l’Istituzione delle unità operative delle professioni sanitarie deve avvenire di concerto tra l’Assessore regionale alla sanità, il Direttore generale alla sanità ed il Direttore generale della ASL, dell'Azienda Ospedaliera o dell’IRCCS.
Queste tre figure devono ritenere, in modo concorde, che sia effettiva la necessità della presenza di unità operative professionali d’area in una specifica azienda senza che l’istituzione delle nuove strutture comporti costi aggiuntivi.
Il tutto, come ha chiarito il dottor Giorgio Puricelli, Consigliere Regionale lombardo e Relatore del provvedimento, in una situazione delicata di contenimento dei costi ove per l’anno 2012 è prevista una riduzione delle strutture semplici e complesse pari al 10% rispetto al numero delle strutture attivate al 31 dicembre 2011.
Comunque sia, la strada per superare le astrusità dei Sitra, che in più di una occasione si sono dimostrati incapaci sia di valorizzare le professioni sanitarie, che di dare un valore aggiunto al sistema sanitario, è aperta.
Staremo a vedere, ma ora Regione Lombardia dovrebbe completare quanto ha fatto informando le Aziende sanitarie che, per Sitra, si intendono solo quei servizi con più di una dirigenza, di diversa area, al loro interno. In caso contrario dovrebbero essere più correttamente definiti per quello che sono, così come li enuncia la legge 251/00 e cioè Servizi Infermieristici/ostetrici.
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RIAB INFO, anche Riabilitazione Oggi di dicembre commenta va il Decreto interministeriale Salute-Università del 23 novembre che aveva aggiunto altri 963 posti ai precedenti 9.501 a medicina.

MEDICI IN ESTINZIONE NEL 2018? RESTA UNA BUFALA!
Di Gianni Melotti
Sta ormai prendendo piede, con tutta probabilità anche nel nuovo esecutivo, l'idea che, in un futuro non molto lontano, potremmo avere meno medici di quelli che ci sono ora. Per la verità la cosa in sé è vera, ma arrivare, per questo motivo, a fasciarci la testa e a parlare di una carenza ce ne corre. Questo argomento l'avevo trattato a maggio e, già allora, facevo notare come, chi ha studiato la cosa, conti alla mano, asseriva che l'attuale situazione è attestata su esorbitante 3,7 medici mille abitanti e nel 2018, data per la quale si paventano 20.000 medici in meno, saremo comunque ancora al 3,5, cioè ancora abbondantemente al di sopra di quel 3,1 per mille che è l'attuale media europea. Insomma una vera bufala che a forza di essere ripetuta finisce per rendersi credibile. Una bufala che potrebbe portarci a mantenere una inflazione di questa figura, mantenendo in essere una pletora, nata negli anni settanta e che è unica nel panorama mondiale. Così facendo continueremo a medicalizzare tutto lasciando le briciole alle altre professioni sanitarie. Cito ancora perchè fa riflettere quanto apparso sul settimanale sanità del Sole 24 ore, a firma di Giuseppe Tonutti, Direttore Generale dell'Asl n.6 del Friuli Occidentale che potrebbe farci evitare i facili abbagli e le più che probabili strumentalizzazioni. L'articolista si pone una semplice, quanto fondata domanda : “Quella che si prospetta all'orizzonte è un reale carenza? O è dovuta al fatto che la nostra organizzazione odierna deriva da quella impostata quando il problema era inverso, cioè soffrivamo della pletora di medici? Non è che abbiamo medicalizzato troppo e fatto fare ai medici ciò che nel resto d'Europa svolgono altri professionisti della salute? Siamo così certi che l'apporto dei medici in determinate attività porti un reale valore aggiunto?” Continua più avanti Tonutti: ”La realtà è che la carenza medica non può essere affrontata se non intervenendo sull'organizzazione, alla luce dei livelli di istruzione e formazione raggiunti dalle altre professioni sanitarie”. Sante parole che meriterebbero più di un approfondimento perchè il rovescio della medaglia non può che essere il mantenimento dell'esistente, senza che nulla cambi nel concreto e a pagare lo scotto della marginalizzazione non potranno che essere le nostre professioni, che si sono viste decurtare del 5% il numero delle matricole, per l'anno accademico 2011-2012, a favore di quelle della Facoltà di Medicina, che, invece, sono state aumentate del 5,6%.
Ma non è finita perchè con un recente provvedimento congiunto, Salute-Miur, i neo Ministri Balduzzi e Profumo hanno dato la possibilità di incrementare, fino al 10%, le immatricolazioni a medicina per un massimo di 963 aspiranti medici in più negli Atenei italiani. Per la verità il nuovo Ministro all'Università ha dato anche la possibilità di incrementare di 168 posti i corsi di laurea in infermieristica, con un decreto del 23 novembre, pubblicato in gazzetta ufficiale n. 287 il 10 dicembre.
Ma questo forse è solo una goccia nel mare magnum della carenza, questa si vera ed accertabile, di personale infermieristico che credo poco si accorgerà del fatto che, con questo provvedimento, si aumenteranno di 120 i posti a Messina, di 40 a Roma Tor vergata e di 8 a Torino.
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RIAB INFO, da Riabilitazione Oggi di novembre 2011

SI AL SEQUESTRO DI CENTRI DI FISIOTERAPIA SENZA FISIOTERAPISTI
di Mg
Dopo la più che probabile e, spero tanto, illusoria ubriacatura piemontese, che li ha visti mettere il naso anche sui nostri studi libero professionali e la momentanea pausa di riflessione dei loro colleghi emiliano romagnoli, che non sono riusciti nell'impresa, i fisiatri potrebbero ora tirare un sospiro di sollievo per una citazione incidentale in una recente sentenza della Cassazione che, però, dice ben altro. Certo, quanto sto per esporvi si riferisce praticamente solo alla conferma un sequestro “preventivo” di un bene, per impedire l’eventuale reiterazione di un reato, in attesa della decisione di merito su un processo penale che continua, ma, quanto sancito dalla Suprema Corte il 31 ottobre, non può passare comunque sotto silenzio e, in certi ambienti, sta procurando gli stessi devastanti effetti di un terremoto vero e proprio.
In buona sostanza, d'ora in poi, rischieranno la misura cautelare del sequestro preventivo quei centri di fisioterapia che fanno curare i propri pazienti da personale privo della laurea necessaria a praticare le attività riabilitative.
Secondo i giudici del riesame, che hanno confermato la validità del sequestro, infatti, “La libera disponibilità delle struttura sanitaria comporterebbe il rischio di reiterazione della condotta delittuosa, cioè consentirebbe la continuazione di una attività paramedica o medica abusiva, con conseguenze negative non solo per le categorie professionali interessate, ma anche per la salute dei clienti del centro".
Lo dicevo, una botta, ma è quanto sostiene la Suprema Corte di Cassazione, che, con la sentenza 39292/11, ha confermando il sequestro cautelare del centro fisioterapico 'Heracles' di Cattolica Eraclea, nell'agrigentino, nel quale la riabilitazione veniva esercitata da due “massoterapeuti” privi di laurea. Pronta, in rete, la reazione dei Mft post riordino. Loro non hanno nulla a che fare con questi due “massoterapeuti”, ma la loro è una una “excisatio non petita” bella e buona. Chi gli ha mai chiesto niente?
Quanto sostiene la sentenza si commenta da sé e non ci sarebbe nemmeno la necessità di farla tanto lunga, ma, come ben sapete, io mi pregio di spiegarvi ciò che accade secondo una sorta di “combinato disposto delle idee” che albergano nella mia testa, perchè le cose storte non nascono quasi mai da sole, specie in questo ambito. Ragion per cui, per capire chi ha sempre contribuito a sollevare, magari ad arte, cortine fumogene, vendendo fumo e disseminando disinformazione alle Regioni, bisogna tornare proprio a quell’insignificante termine citato dal giudice :”massoterapeuti”. Un termine che non dice granchè ma è così troppo simile a quello di “massoterapista” da sempre sponsorizzato dai fisiatri fin dai tempi del vecchio professor Giustini, già Presidente della Simfer, che candidamente, sul suo sito, asseriva che:
“Altro aspetto delicato purtroppo ancora aperto è quello della figura del Massoterapista/Massofisioterapista che da sempre ha svolto un grande ed idoneo compito nell’erogazione delle prestazioni di Medicina Fisica e Riabilitazione (in particolare ambulatoriali ma non solo) . Infatti abbiamo ritenuto fortemente negativo il tentativo sostenuto dal Ministero della Sanità (di ribadire che sono ad esaurimento e che non se ne sarebbero dovuti più formare Ndr) Anche in questo ambito stiamo positivamente sostenendo lo sforzo di molte Regioni per riappropriarsi di questo settore formativo e di definire la figura del Massoterapista anche nei parametri e standards di accreditamento delle strutture riabilitative.”
Roba da matti, a nulla, evidentemente, deve essere servito l’intervento del Ministero della Salute che aveva precisato, in una sua nota (12/9/2002, DIRP/V/02/2715), che "la figura del Massoterapista NON ESISTE e che dunque i relativi corsi non sono abilitanti”.
E ancora, il Giustini, sempre come Presidente Simfer, in una lettera a tutti i soci, del 2 Febbraio 2005, amplia il giro e così scriveva: “…In questo senso abbiamo scelto alcuni campi che riteniamo particolarmente significativi: Terapia Occupazionale, recupero dopo stroke e dopo lesione midollare, attività ambulatoriali e territoriali, formazione del Massoterapista, dell’Educatore Motorio, dell’Infermiere e delle altre figure indispensabili per la completezza della presa in cura anche al di là del solo mondo sanitario…”. Concetti, questi, che tornano e non servono certo a fare chiarezza, nella Relazione dello stesso Presidente al Congresso Nazionale Simfer di Chieti, il 5 dicembre 2005: “…le intese realizzate con i Terapisti Occupazionali, con gli Infermieri, con Massofisioterapisti e con Chinesiologi e gli Psicologi nell’ottica di stimolare sempre più una condivisione globale delle linee di sviluppo che noi per primi riteniamo essenziali per la Riabilitazione nel nostro Paese.…”
E volete forse che mi dimentichi il candore e l’innocenza con i quali si enuncia la candida topica, come se si parlasse di una cosa del tutto ovvia ed accettata, contenuta in un documento del 14 aprile 2002, a firma di Giuliano Camparozzi, Dirigente del IV Servizio-Personale del Sistema Sanitario Regionale e Formazione degli operatori dell’Umbria, riguardante l’attivazione di alcuni corsi per Massofisioterapisti, autorizzati in quella Regione presso un istituto di Perugia, dove si può leggere che: “La programmazione annuale dei corsi tiene conto della domanda, sia a livello regionale che nazionale, di tale operatore; per l’attivazione dei corsi per l’anno 2001 si è tenuto conto della relazione presentata dalla SOCIETA' ITALIANA DI MEDICINA FISICA E RIABILITAZIONE (SIMFER).”
Ma che bravi! Altro che cortine fumogene, c’è da farsi venire più di un dubbio sull’operato di questa onorata società scientifica, visto anche che ci si riferisce a corsi attivati nel 2001, in aperto conflitto con l’art. 6, comma 3, del Dlgs 30.12.92 n. 502, che aveva stabilito che tutti i corsi di studio per operatori sanitari non convertiti in titolo universitario, non dovevano più essere autorizzati dopo il 1996.
Interpretazione, questa, confermata anche dal l' art.4-quater della Legge 27/2006 e, guarda caso anche dalla sentenza n. 5/10 del Tar di Perugia, esecutiva e pendente al CdS, che, pur di far continuare questi corsi, li degrada a “operatori di interesse sanitario” tipo Oss! Ma, anche qui, guarda caso, ancora una volta, la Regione, per prendere le sue decisioni, si è affidata unicamente alla associazione dei fisiatri, perchè, come si legge in sentenza, “Anche in una prospettiva comparativa, la posizione dell’associazione ricorrente (Aifi ndr) si distingueva ed appariva antitetica a quella della Società Scientifica dei Medici Fisiatri, rappresentativa della categoria che assume la responsabilità direttiva tecnico-scientifica nei confronti dell’attività dei massofisioterapisti (ad esempio, come esposto, svolgendo la funzione di direttore sanitario negli ambulatori massofisioterapici) e quindi ha un interesse specifico all’organizzazione della formazione di tale figura professionale ed è la più idonea ad esprimersi in ordine ai relativi fabbisogni”. Interessante! Peccato che la figura come la si intendeva un tempo non esista più, se non nell'immaginario della Simfer.
Lo stesso immaginario che, rivolgendosi ai Massaggiatori Capi Bagnini (Mcb), per un loro intervento in occasione del terremoto di Haiti, ci fa capire come qualcuno intenda la riabilitazione. Visto poi che il fabbisogno annuo e la sponsorizzazione del Mft post '96, ad oggi figura abusiva o quanto meno sospetta di esserlo, è opera fisiatrica, è come se ci stessero dicendo, fuor da ogni metafora, che l'importante è che ci siano loro, tanto per le quattro cosette da fare, per rendere disponibile la riabilitazione al cittadino utente, ci si può accontentare di un qualunque ferro vecchio. Insomma una confusione che viene da lontano e che per fortuna si sta finalmente dipanando costruendo, come in un mosaico, tessera dopo tessera, l’identikit di chi ha tramato per anni anche ai nostri danni e ha causato notevoli problemi alle Regioni e a chi ci ha creduto. Queste potrebbero avere una precisa matrice in chi ha pensato che si potesse garantire un qualche suo privilegio, tentando inutilmente di conservare uno “ status quo”, in continuo divenire, e non certo per altruismo. Ma chi ci è andato di mezzo, frequentando corsi farlocchi, dalle sponsorizzazioni altisonanti, che deve fare ora? Con chi dovrebbe prendersela? Resto stupito dalla superficialità di questa gente che, evidentemente ancora immersi nelle nebbie, continua a credere a chi li ha inguaiati. Ne fa fede, tempo fa, la pubblicazione, sul sito della Simfer, di una lettera di deferenza e servilismo di una sedicente associazione di Mft di difficile collocazione nelle norme esistenti, checché ne dica il sito del Ministero della Salute. Costoro nella loro ingenuità sono convinti che ha rovinargli l'esistenza siano stati quelli dell'AITR/AIFI. Probabilmente, per avere risposte ai loro interrogativi, dovranno cercare altrove.
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Abruzzo: stop ai fisioterapisti abusivi, ristabilito il regime autorizzativo
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MAIL Mastrillo n. 1, del 16 gennaio 2012

1) CORSI DI LAUREA FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
2) OSSERVATORIO DEL MIUR PER LE PROFESSIONI SANITARIE
3) CONFERENZA CORSI DI LAUREA PROFESSIONI SANITARIE
4) RIFORMA GELMINI
5) EQUIVALENZA
6) ORDINI e ALBI

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