RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 1 dicembre 2011
Anno IX° n° 21
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ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “FATELE GIRARE”
la redazione.
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RIAB INFO, non avevamo dubbi. L'aver messo le sorti della sanità italiana nelle mani di un costituzionalista avrebbe, prima o poi, fatto emergere il fatto che, nella discussione “Ordini si, Ordini no”, tutti si possono cancellare non quelli che preservano un bene costituzionalmente garantito, come avviene nel resto d'Europa.
La salute è proprio uno di questi.
Gioco forza, se si mantengono gli Albi dei medici e degli infermieri, non si capisce perchè mai le altre professioni debbano essere discriminate.
Ci pare questo il senso della prima uscita Parlamentare, in commissione Sanità del Senato, del neo Ministro alla Salute Renato Balduzzi, che avvalorano le prime dichiarazioni rese anche dal ministro della Giustizia, Paola Severino, che ha escluso che ci sia da parte sua la volontà di abolire gli Ordini.
Resta da capire come si muoverà il Governo e cioè se farà approvare il Dll presentato al Senato e approvato all’unanimità da tutte le forze politiche in commissione Sanità, o procederà con un atto proprio accorpando le varie proposte in campo.
Si pubblica uno stralcio dei lavori di ieri al Senato. La versione completa potrete trovarla cliccando sul link che segue.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=619929
Legislatura 16º - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 291 del 30/11/2011
IGIENE E SANITA' (12ª)
MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE 2011
291ª Seduta
Presidenza del Presidente
TOMASSINI
Interviene il ministro della salute Balduzzi.
La seduta inizia alle ore 15,05
Comunicazioni del Ministro della salute sugli indirizzi generali della politica del suo Dicastero
Il MINISTRO,.....
Sottolinea la centralità del diritto alla salute riconosciuta con speciale forza dall'articolo 32 della Costituzione, nonché la bontà di fondo del sistema sanitario, che non impedisce comunque di ravvisare la necessità di opportuni interventi di manutenzione al sistema stesso: richiama in tal senso la necessità di migliorare le regole ed il rapporto tra valutazione politica e vertici sanitari, nonché l'importanza di lavorare per l'individuazione di regole trasparenti e chiare per una corretta relazione tra professionista sanitario e paziente....
Il PRESIDENTE dà quindi la parola ai senatori per lo svolgimento degli interventi.
Il senatore SACCOMANNO(PdL), dopo aver ringraziato il Ministro per l'attenzione riservata ai lavori della Commissione e all'impegno per un coinvolgimento sempre più ampio a livello parlamentare, ricorda quanto già espresso nel corso del dibattito sulla fiducia al nuovo Governo, in cui la propria parte politica ha manifestato una posizione volta al dialogo costruttivo in linea con quanto peraltro ha sempre caratterizzato lo spirito e i lavori della Commissione.
Si sofferma poi sul disegno di legge in materia di limiti alla vendita e al consumo di tabacco, invitando il rappresentante del Governo ad una proficua collaborazione e ad un lavoro sinergico anche con il coinvolgimento del Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di rimarcare gli ambiti della formazione e informazione che connotano tale proposta legislativa. Ricorda altresì le carenze del sistema italiano rispetto agli standard internazionali per quanto concerne il tema della responsabilità professionale del personale sanitario; carenze che impediscono ai medici di garantire ai cittadini il miglior servizio possibile; senza trascurare poi i vantaggi economici che deriverebbero dalla riduzione della medicina difensivistica. Coglie l'occasione per ricordare il lavoro fatto su tale tema con il Ministro Fazio per individuare una nozione di atto medico. Auspica inoltre un confronto condiviso sul tema della sperimentazione clinica e sulla riforma degli ordini delle professioni sanitarie, formulando invece osservazioni critiche sui meccanismi dei piani di rientro rispetto ai quali occorre lavorare per garantire un livello effettivo di assistenza al di là del quadro meramente nominale dei LEA
Il senatore FOSSON(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), dopo aver ringraziato il Ministro per il proprio intervento, esprime apprezzamento per l'auspicio ad un lavoro condiviso in un'ottica di manutenzione del sistema sanitario nazionale al fine di migliorare i livelli essenziali di assistenza. Si sofferma, in particolare, sul tema dell'albo delle professionalità sanitarie ed infermieristiche e richiama l'opportunità di approfondire il tema delle specializzazioni mediche nonché la questione della mobilità tra le diverse regioni del Paese, nell'ottica di garantire una maggiore efficienza ed appropriatezza dei servizi.
Il senatore RIZZI (LNP) esprime apprezzamento per l'auspicio formulato dal Ministro circa un metodo condiviso sui temi all'attenzione della Commissione, garantendo in tal senso uno spirito costruttivo e fattivo anche da parte della propria parte politica. Ricorda il tema degli albi delle professioni sanitarie, richiamando la necessità di un chiarimento resosi necessario rispetto al quadro comunitario, al fine di pervenire ad una regolarizzazione di professionalità che garantirebbe una maggiore qualità dei servizi ai cittadini. Esprime poi apprezzamento per la posizione espressa dal Ministro circa gli interventi di manutenzione da operare sul sistema sanitario nazionale, richiamando altresì gli interventi dei senatori Marino e Saccomanno circa gli ambiti in cui operare per la riduzione degli sprechi e per il miglior controllo dei piani di rientro, non solo in un'ottica di rispetto dei vincoli economico finanziari, ma anche di garanzia della qualità dei servizi. Sottolinea la necessità di garantire la tempestività nell'attuazione dei costi standard, mentre sulle questioni emerse come prioritarie nell'ambito dell'attività della Commissione ricorda la non procrastinabilità dell'approvazione del disegno di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario, non solo per la tutela dei medici ma anche per la garanzia dei cittadini. Dopo aver richiamato infine la necessità di una revisione delle specializzazioni mediche, già emersa nel corso degli interventi, ricorda infine l'indagine conoscitiva che la Commissione sta completando in tema di Croce Rossa Italiana, auspicando che il documento conclusivo possa essere espresso in tempi congrui rispetto all'iter normativo in materia.
La senatrice PORETTI (PD) richiama l'attenzione sulla revisione dei LEA, soprattutto per quanto riguarda il nomenclatore relativo alle persone disabili, mentre esprime l'auspicio che la relazione sullo stato di attuazione della legge n. 194 del 1978 sia presentata al Parlamento nei tempi previsti, consentendo, tra l'altro, un necessario approfondimento sull'incremento dei casi di obiezione di coscienza. Tra le iniziative legislative che meritano particolare attenzione, segnala il disegno di legge n. 53 (tutela degli animali utilizzati per fini scientifici); reputa poi necessaria una riflessione sui criteri di nomina dei dirigenti delle ASL e degli ospedali in quanto essi sono ispirati più a motivazioni politiche che a ragioni di tipo manageriale.
Sollecita quindi il Ministro anche sul tema della donazione di sangue da cordone ombelicale in quanto è opportuna una verifica sul numero assai elevato di biobanche pubbliche; con riferimento poi al disegno di legge n. 1142 si augura che il nuovo Esecutivo mostri un atteggiamento diverso rispetto al passato in merito alla istituzione di nuovi ordini ed albi professionali.
Infine, ritiene auspicabile che il Ministro della salute rivolga la necessaria attenzione anche al tema degli ospedali psichiatrici giudiziari.
Si chiude quindi il dibattito.
Il ministro BALDUZZI, intervenendo in sede di replica, ringrazia il Presidente ed i senatori intervenuti che hanno fornito una sintesi impressionante delle varie problematiche che investono il Servizio sanitario nazionale. Solo per ragioni legate alla ristrettezza dei tempi disponibili per la replica, ritiene utile soffermarsi su alcuni temi emersi con forza durante il dibattito, a partire dall'esigenza di riprendere l'iter del disegno di legge sulla responsabilità professionale medica: a suo avviso, l'iniziativa legislativa costituisce l'occasione per ottimizzare le risorse mediche, soprattutto alla luce delle difficoltà che alcune specialità mediche possono subire in prospettiva. Condivide poi l'attenzione mostrata dai senatori intervenuti sulla esigenza di coordinare l'obiettivo dell'equilibrio economico finanziario con quello della qualità dell'assistenza sanitaria, con la conseguente sinergia dei tavoli e delle sedi di confronto che si misurano su questi problemi. Dopo aver osservato che si riserva di verificare la praticabilità della riforma dei LEA che dovrebbe, a suo parere, ispirarsi ad un approccio graduale, conferma che è sua intenzione aprire un approfondimento sull'ipotesi di riordino della Croce rossa, anche tenendo conto dei risultati dell'indagine conoscitiva che la Commissione si è impegnata a concludere in tempi solleciti.
Nel riservarsi di riferire in una prossima occasione anche sull'andamento dei piani di rientro dai deficit sanitari, ritiene utili le precisazioni fornite da alcuni senatori in merito alla istituzione degli ordini ed albi riguardanti le professioni sanitarie infermieristiche nell'ottica di regolarizzare chi opera in tale settore. Ritiene poi che nel nuovo Patto per la salute debbano essere rilanciati gli investimenti; in tal senso, è convinto che la Commissione sia la sede propizia anche per effettuare i necessari confronti tra il Dicastero della salute e le Regioni. Reputa poi condivisibili gli spunti forniti sulla valutazione degli esiti delle prestazioni sanitarie il cui utilizzo non può certo essere diretto ad una mera classificazione delle strutture buone e di quelle cattive.
Nel ringraziare ancora la Commissione, evidenzia che ispirerà la propria azione da Ministro secondo le proposte che, all'indomani della liberazione, il CLN del Veneto elaborò, preconizzando un’organizzazione a base regionale, con la creazione di un apposito Ministero della sanità non pletorico e non accentratore, ma con funzioni direttive e di propulsione.
La seduta termina alle ore 16,30.
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http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=1396
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=6334
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RIAB INFO, ecco cosa ci dice, su questo argomento, Riabilitazione Oggi di Dicembre in distribuzione. Sorprendentemente ricalca le dichiarazione di Balduzzi. Interessante,poi, la proposta che fa l'articolista: perchè non istituire un sottosegretariato con delega per le professioni sanitarie? Non è forse ora che anche a quei livelli ci sia anche qualcun' altro altre ai medici?
Ricordiamo che, RIABILITAZIONE OGGI, dal prossimo anno, tornerà ad una periodicità bimensile (dai 10 attuali passerà a 5 numeri all'anno, con esclusione dei mesi di luglio e agosto). La quota di abbonamento prevista è di euro 20 (se sottoscritto entro il 15 gennaio) ed è comprensiva dell'iscrizione al "Riabilitazione Oggi CARD Club" per il 2012, con possibilità di usufruire degli sconti e dei servizi previsti per i Soci. Dopo il 15 gennaio la quota di abbonamento è di 10 euro.
I versamenti vanno effettuati sul c.c. postale n. 35228204 intestato a Editrice Speciale Riabilitazione - Via Lattanzio 15 - 20137 Milano.
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BALDUZZI, UN COSTITUZIONALITA ALLA SALUTE
di Gianni Melotti
Con il nuovo Governo arrivano facce nuove e anche alla Salute si respira aria fresca. Non che il Ministro uscente, il buon Ferruccio Fazio, anche lui un tecnico, non fosse all'altezza del compito, ma era un medico. Magari un bravo clinico, ma tolto da questo ambito, sulle professioni sanitarie, gli hanno fatto bere di tutto e alla fine si è trovato come un coccio tra i vasi di ferro come il buon don Abbondio di manzoniana memoria. Certo che, se avesse creato un sottosegretariato, titolo conferito pure alla Santanchè, per le professioni sanitarie non gli avrebbero fatto fare la figuraccia di pubblicare sul sito del ministero che il Mft post'96 è professione sanitaria. Nessuno gli avrebbe fatto mantenere in vita un tavolo tecnico per chiarire le competenze del Fisioterapista e del laureato in Scienze Motorie, ad 1 septies abrogato. Comunque sia ora abbiamo a che fare con Renato Balduzzi, neo Ministro della Salute, costituzionalista ed esperto in materia sanitaria. Balduzzi proviene dalla presidenza dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, carica ricoperta dal 2007 ed è professore ordinario di diritto costituzionale all'Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”. E' stato consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992), delle politiche per la famiglia (2006-2008) e della sanità (1996-2000) come Capo ufficio legislativo con la ministro Rosy Bindi contribuendo a scrivere la legge 229/99, conosciuta come riforma Bindi che tra, le altre cose, ha sancito l'esclusività del rapporto del medico con il Ssn e ha introdotto la libera professione intramuraria, a prezzi concordati con l'azienda sanitaria. Riforma questa, lo ricorderete, particolarmente osteggiata dai medici.
L'impegno che si è assunto Balduzzi è sicuramente oneroso e da parte nostra non possiamo che augurargli un grosso in bocca al lupo da parte di tutte le nostre professioni che si attendono di essere prese finalmente in considerazione per poter dare il loro apporto al sistema, come avviene nel resto del mondo.
Inutile negarci che da un esperto in materia sanitaria prima o poi gli chiederemo conto della pubblicazione anomala, apparsa sul sito del ministero, e sicuramente saremo pronti a pressarlo anche sugli ordini. Un costituzionalista comprenderà che nelle discussioni che si stanno facendo su sugli ordini, per riformarli o abrogarli, resteranno comunque in piedi quelli che garantiscono i beni tutelati dalla Costituzione e la salute è uno di questi. Gioco forza se dovesse sopravvivere quelli di medici ed infermieri non si comprenderebbe perchè gli altri debbano essere esclusi dalla partita. Staremo a vedere. Per ora ancora un grosso in bocca al lupo!
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RIAB INFO, a questo link è possibile firmare una petizione in favore degli Ordini
http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2011N15715
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RIAB INFO, ecco come commenta Riabilitazione Oggi di ottobre l’inserimento del Mft tra le professioni sanitarie sul sito del ministero
IL GIOCATORE FASULLO
ROMUALDO CARINI - Fisioterapista*
Qualche anno fa comparve, nelle cronache sportive dei giornali, una notiziola curiosa e, nella sostanza e nei fatti, abbastanza divertente.
Un super tifoso di una squadra di calcio straniera (non ricordo se di club o nazionale), desideroso come non mai di stare vicino ai suoi beniamini, escogitò un singolare stratagemma per farsi immortalare con loro.
In occasione di una importante partita internazionale, nel trambusto generale che la precedeva, riuscì ad intrufolarsi negli spogliatoi, con la stessa casacca, calzoncini, parastinchi e scarpette dei suoi eroi ed eludendo, magari con la complicità di qualche addetto, il Servizio d’Ordine, entrò con loro addirittura sul terreno di gioco.
Qui, dopo aver sgambettato per un po’ sul campo, con mossa fulminea, al momento della solita foto di gruppo, che precede gli incontri, “con gli 11” messi 6 in piedi e 5 accucciati, andò a posizionarsi come dodicesimo giocatore, e, senza dare nell’occhio, riuscì a farsi fotografare con loro, coronando il suo sogno.
Subito dopo venne però scoperto, e, prima che potesse mettersi in testa qualche altra bravata, venne acchiappato ed accompagnato, un po’ con le buone e un po’ con le cattive, a bordo campo; non possiamo dire “espulso”, perché era un giocatore fasullo, che non corrispondeva alle caratteristiche vantate, anche se indossava la casacca di quelli veri, per cui non meritava neppure un’espulsione. Una pagliacciata spiritosa e divertente che ci conferma come l’abito non faccia il monaco o che la forma non faccia la sostanza.
Simile pagliacciata, ma meno divertente e spiritosa, perché si tenta di farla passare per cosa reale, è stata organizzata nei confronti della “squadra” delle Professioni Sanitarie.
Ecco che come d’incanto, alcuni giorni fa, nel sito del Ministero della Salute, nell’elenco delle Professioni Sanitarie (la “formazione”), si è intrufolata, come “Professione Sanitaria non riordinata prevista da norme vigenti”, quella del Massofisioterapista, che invece, proprio in forza di norme vigenti, non avrebbe più motivo di esistere, essendo ormai stata ricompresa, tramite l’equipollenza (D.M. 27 luglio 2000) e la recente equivalenza (DPCM 26 luglio 2011) nella Professione del Fisioterapista.
A nostro giudizio, quindi, il tentativo di portarsi a casa una “foto ricordo”, come professione che non corrisponde alle caratteristiche vantate, accucciati per un momento di gloria accanto alle Professioni Sanitarie legalmente riconosciute. Una boutade che però, oltre a non essere gradita dalle citate Professioni, può ingenerare confusione nell’utenza e va quindi appropriatamente e celermente cancellata.
Varrà la pena ricordare che anche secondo l’opinione comune di alcuni giuristi ed esperti di legislazione sanitaria:
1) Con il D. M. Salute del 29 marzo 2001, il Ministero ha identificato e classificato le Professioni Sanitarie formalmente riconosciute e giuridicamente esistenti, da inserire nelle aree previste dalla Legge 251/2000. Questo Decreto, nell’elencare fra le professioni sanitarie riabilitative il fisioterapista (art. 3), non cita i massaggiatori-massofisioterapisti.
2) L’art. 1 della Legge 43/2006, ricomprende poi in tutta la sua evidenza quanto stabilito dal DM di marzo 2001, ribadendo che le figure professionali che vi figurano sono in “numerus clausus”, individuando tassativamente quelle al momento esistenti e classificabili come tali e disciplinando le procedure per l’eventuale riconoscimento di nuove.
3) Nello specifico, la norma di legge stabilisce che «sono professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, quelle previste ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, e del D.M. 29 marzo 2001 del Ministro della sanità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2001, i cui operatori svolgono, in forza di un titolo abilitante rilasciato dallo Stato, attività di prevenzione, assistenza, cura o riabilitazione» e in tali disposizioni legislative, come detto, il massofisioterapista non compare.
4) Anche i Tribunali Amministrativi hanno, in alcune occasioni, confermato tale orientamento giurisprudenziale. In particolare il TAR dell’Umbria, cambiando addirittura un suo iniziale orientamento, risalente al 2000, ha riconosciuto che “nel frattempo sono mutate la disciplina normativa e la sua attuazione. Come esposto, in base all’articolo 1, della legge 43/2006, la soppressione delle figure professionali sanitarie non più attuali deriva automaticamente dalla mancata inclusione nell’elenco di quelle espressamente riconosciute dal d.m. 29 marzo 2001”. Di conseguenza viene logico pensare che la figura del massofisioterapista non esiste più nell’ordinamento vigente.
5) Una professione sanitaria che oggi si voglia qualificare come tale, deve rispondere a precisi requisiti di legge, sia per la sua individuazione (non deve sovrapporsi, quanto a competenze, ad altre professioni già esistenti), che per il requisito basilare che il Legislatore ha oggi posto, cioè il possesso di una Laurea e il massofisioterapista non è certamente un laureato. Chiarisce quanto asseriamo l’articolo 4 quater della Legge n. 27/2006, che così recita: “Ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, la formazione per l’accesso alle professioni sanitarie infermieristiche e tecniche della riabilitazione e della prevenzione è esclusivamente di livello universitario”.
6) Tenendo quindi presenti le sopraccitate disposizioni legislative e della giurisprudenza amministrativa, diventa sempre più arduo continuare ad affermare, ai nostri giorni, che esiste ancora la figura del massofisioterapista ex Legge 403/1971.
Insomma, hanno provato ad intrufolarsi definendosi “Professione sanitaria non riordinata prevista dalle norme vigenti”, ma, ci permettiamo di obiettare:
a) Come possono definirsi “professione” se non hanno il requisito della laurea?
b) Come possono definirsi “professione sanitaria” se non sono citati nell’elenco di quelle riconosciute nel DM 29 marzo 2001?
c) Siccome, ad oggi, l’unica cosa fatta è l’aggiunta del termine Mft sulla Home page del Ministero, senza che nulla sia cambiato nelle norme che abbiamo citato, siamo propensi a pensare che non basti loro, per redimersi, uno strano Ordine del Giorno, teso a salvaguardare i corsi per i mft ciechi, per altro contro la volontà degli stessi interessati, accettato dal Governo in sede di approvazione alla Camera del DDL omnibus, per pensare che questi si possano sentire promossi sul campo.
Riteniamo in conclusione, quello descritto, uno dei soliti “assalti alla diligenza”, un ulteriore tentativo, messo in atto da abusivi autorerenziatisi riabilitatori, finalizzato ad ottenere un riconoscimento legale che invece loro non tocca. Ci aspettiamo quindi che quanto prima chi di dovere (soprattutto se ha inizialmente sbagliato) provveda ad allontanare dal campo della Riabilitazione questo giocatore fasullo, introdottosi indebitamente nella squadra delle Professioni Sanitarie, per rispetto dei veri giocatori e degli utenti.
Quanto accaduto ha però suscitato non pochi interrogativi e perplessità.
Come hanno potuto eludere (o convincere) l’Ufficio Giuridico del Ministero della Salute (il Servizio d’Ordine del nostro campo sportivo) e farsi inserire in quell’elenco, anche solo per farsi pubblicità? Quale “addetto alla sorveglianza in campo” li ha lasciati passare? Chi è il mentore dell’iniziativa? Il famigerato art. 1-septies insegna.
Sembra vi siano state spinte da parte di parlamentari della Lega Nord, in particolare dell’On. Laura Molteni, Capogruppo di quella Forza Politica nella Commissione Affari Sociali della Camera. Viene allora da domandarsi se in questo partito, come si suol dire, la mano destra sappia ciò che fa la mano sinistra e viceversa. Questo perchè se da un lato abbiamo la senatrice Rossana Boldi, prima firmataria e strenua sostenitrice del DDL 1142, istitutivo degli Ordini e Albi delle Professioni Sanitarie (attualmente in fase di stallo al Senato), dichiaratamente da lei voluto per valorizzare la professionalità di quegli operatori sanitari legittimi, che attualmente ne sono privi e per “contrastare il dilagante fenomeno dell’abusivismo in sanità”, dall’altro lato abbiamo l’on. Laura Molteni, che, con l’appoggio dato a questi sedicenti riabilitatori, sembra sconfessare la linea della collega. A che gioco giochiamo? (Anche qui, come per gli Ordini).
Se si tratta di manovre dettate da calcoli pre-elettorali o clientelari, si sappia che le Professioni Sanitarie, in particolare quelle della Riabilitazione, i conti li stanno già facendo da tempo ed è inevitabile che sia così. Quando sarà il momento di tirare le somme e “soppesare” ciò che si è ottenuto rispetto a quanto era stato più volte solennemente promesso, anche il “giocatore fasullo” verrà messo sul piatto della bilancia: dipenderà dal piatto che spingeranno a scegliere.
Nel frattempo meditate e vigilate Colleghi.
* Direttore Responsabile di Riabilitazione Oggi.
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RIAB INFO, nella nostra precedente uscita accennavamo solo ad alcuni passaggi dei due articoli che seguono e che sono usciti sul mensile diretta da Romualdo Carini. Ora possiamo proporveli per intero.
SM CONTESTA IL FATTO DI NON POTER FARE IL MEDICO
di Mg
Ve la ricordate quella canzoncina dello Zecchino d'oro sui ” 44 gatti, fila per sei, con il resto di due”? Beh, qualcosa del genere, ma molto più in grande, si erano messi in testa di organizzarlo, in piazza Montecitorio, lo scorso 20 settembre, anche alcuni Isef e Laureati in Scienze Motorie, storicamente, da sempre, affini al mondo della riabilitazione. L'avevano studiata in grande: dall'abbigliamento (camice bianco – t-shirt o camicia bianca e jeans), alla parte coreografica. Si sarebbero dovuti assembrare a drappelli di 100. Disporsi su file 10 per 10, distanziati di un paio di metri l'uno dall'altro, con tanto di responsabile per ogni gruppo. Costui sarebbe stato deputato a dire: “ ORGANIZZIAMOCI !” A questo segnale ogni manipolo avrebbe dovuto assumere una posizione di semi attenti, in silenzio, eseguendo un “sinist-riga” per allinearsi. Sarebbe poi seguito “l'onore dei Laureati in SM alle Istituzioni della Repubblica Italiana” e l'inno di Mameli. Il tutto mi ricorda tanto quando andavo in colonia a Cervia cinquant'anni fa, o l'alzabandiera quando ero militare. Ma forse più Cervia perchè nessun Ufficiale di Picchetto mi ha mai fatto fare le cose che intendevano fare costoro (non scherzo): otto squat a braccia in avanti; 12 slanci delle braccia avanti; 12 braccia in alto; skip lento modello marcetta; 12 calciate lente; 12 slanci delle braccia avanti alternati ad altrettanti delle braccia in alto! Insomma una vera scemenza visto che lo scopo dichiarato era quello di rivendicare l'inclusione del Laureato in SM in sanità. Comunque sia tutto stò ambaradan è poi miseramente naufragato sui numeri. L'effetto coreografico alla fine non c'è stato perchè dei 3000 partecipanti attesi se ne sono contato poco più di una cinquantina.. Giusto sufficienti mettersi in “fila per sei, con il resto di due”!. Ma cosa erano così fermamente decisi a chiedere alle istituzioni? Se si fossero limitati a rivendicare il posto che spetta loro di diritto nelle attività motorie e sportive, avrebbero sfondato un cancello aperto. Questa evidentemente, però, non era una delle loro priorità visto che hanno poi chiesto il ritiro del ddl n. 796 (Caforio ed altri) in discussione, che ne valorizzerebbe il ruolo. L'idea era un'altra e se da una lato se la sono presa con il ddl 1142, ora impantanato al Senato, sull'istituzione dei nostri Ordini, dall'altro hanno chiesto a gran voce l'abrogazione del comma sette dell'articolo 2 del DL n. 178/1998 istitutivo del loro corso di Laurea che così recita: “Il diploma di laurea in scienze motorie non abilita all'esercizio delle attivita' professionali sanitarie di competenza dei laureati in medicina e chirurgia e di quelle di cui ai profili professionali disciplinati ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni”.
Ora è più chiaro, direte voi, questi stanno chiedendo, ufficialmente, di fare i fisioterapisti. No, per come la leggo io, se si chiede l'abolizione totale del comma, stanno chiedendo di fare anche il medico! Provate a darmi torto. Comunque sia, anche se per ora tutto sto “ambaradan” non ha sortito altro che un classico buco nell'acqua, varrà la pena tenere gli occhi aperti e le orecchie dritte.
Dimenticavo, alla fine i responsabili avrebbero dovuto dire: “ROMPETE LE RIGHE”. Già, rompete.
A SORPRESA IL MFT SBUCA ANCORA SUL SITO DEL MINISTERO
di Mg
Mentre si va chiarendo il quadro normativo, che permetterà ai Mft pre '96 di poter usufruire dell'equivalenza al fisioterapista, grazie al Dpcm del 26 luglio che, come sapete, ha recepito l'Accordo Stato-Regioni n. 17 del 10 febbraio 2011, un altro fatto, per ora quasi inspiegabile, ha movimentato questo ultimo caldo scorcio d'estate. Una sorta di nuovo caso “1 septies”, ma senza una precisa norma contro la quale scagliare i nostri strali.Ma andiamo per ordine. Il 20 settembre è stata pubblicata la circolare ministeriale che detta alle Regioni e alle Province autonome le modalità operative necessarie ad uniformare l'attività istruttoria, di loro competenza, per l'attivazione delle procedure di riconoscimento dell'equivalenza ai diplomi universitari dell'area sanitaria dei titoli del vecchio ordinamento. Per quanto riguarda le professioni di area riabilitativa, ad esempio, si prevede che, il tutto, verrà avviato a partire dal mese di giugno 2012. Tutto chiaro dunque? Io, francamente, credevo di si. Infatti, a ragion di logica, ora che a tutti i Mft pre '96, diplomatisi in base alla legge 403/71, viene data la possibilità di convertirsi in fisioterapisti, pensavo che non dovessero esserci più dubbi sul fatto che questa professione, prevista dal vecchio ordinamento, sia stata soppressa, perchè riordinata. A dar man forte a questa mia convinzione mi viene in aiuto anche la legge 43/06 quando asserisce che “la soppressione delle figure professionali sanitarie non più attuali deriva automaticamente dalla mancata inclusione nell’elenco di quelle espressamente riconosciute dal d.m. 29 marzo 2001”. Elenco nel quale non risulta la professione ausiliaria del Mft. Al tempo stesso la sentenza n. 5/2010 del Tar di Perugia, attualmente impugnata davanti al Consiglio di Stato, nel dire le stesse cose, colloca i Mft post '96 (o '99) ad un livello addirittura inferiore a quello proprio delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie, prendendo per buono quanto asserisce il comma due dell'articolo uno della Legge 43/06 :” Resta ferma la competenza delle regioni nell'individuazione e formazione dei profili di operatori di interesse sanitario non riconducibili alle professioni sanitarie come definite dal comma “. Possiamo quindi stare tranquilli? Ma neanche per idea! Infatti con una decisione che ha quasi dell'incredibile, a sorpresa, il dieci di ottobre dal sito del ministero della Salute apprendiamo che la figura del Massofisioterapista è definita, ancora, come “professione sanitaria non riordinata”. Il tutto nel bel mezzo di strani sommovimenti che hanno visto apparire e poi sparire un articolo nel ddl ominibus che inseriva anche il Mft in farmacia e nell'accoglimento di un ordine del giorno per salvaguardare i corsi per i mft ciechi, per altro contro la volontà degli stessi interessati, in sede di approvazione dello stesso provvedimento alla Camera. Il senso di tutto questo anacronistico movimentismo mi sfugge, ma, come si dice, a pensare male si pecca, ma ci si potrebbe azzeccare. Per ora mi limito ad osservare che, se da un lato, tutto ciò ha fatto letteralmente imbufalire la categoria, dall'altro ha ringalluzzito gli interessati. Costoro, alzata immediatamente la cresta, hanno iniziato una sorta di caccia alle streghe nei confronti dei massaggiatori sportivi, a loro dire, abusivi, mentre altri hanno pensato bene di proporre il carcere duro (41 Bis) per Antonio Bortone Presidente dell'Aifi. Altri, ancora, hanno scritto che per l'Aifi sta per incominciare l'incubo, assieme ai tanti soci chiacchieroni che si prodigano su vari giornali nazionali. L'ubriacatura mediatica per una semplice modifica sull' “home page” ministeriale, senza che ancora si sia cambiato nulla in concreto nelle norme, ha portato qualcun' altro addirittura ad evocare un passato che vorremmo lasciarci alle spalle. E' il caso di un tizio che, abbandonata la pacatezza con la quale si è presentato un paio di volte su un quotidiano bresciano, si lascia andare a frasi poco commendevoli come quella che riporto:” Adesso, però, chi ha sbagliato paghi...senza pietà alcuna. Ventuno anni sono lunghi ora spero che inizi l'OPERAZIONE NORIMBERGA. A processo i dittatori della fisioterapia!!! SENZA PIETA'!!!” . (http://www.aimfi.it/comment.php?comment.news.313)
Insomma è bastato un più che probabile svarione, sul sito del ministero, che hanno dato di matto tutti. Svarione dicevo, perchè quella del Mft non può essere definita come una professione sanitaria “tout court”, mancando dei requisiti oggi richiesti per potersi definire tale e cioè una Laurea. O per dirla come recita l’articolo 4 quater della Legge 3 febbraio 2006, n. 27: “Ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, la formazione per l’accesso alle professioni sanitarie infermieristiche e tecniche della riabilitazione e della prevenzione è esclusivamente di livello universitario”. Ma, sul sito, non si poteva nemmeno asserire che questa fosse una professione sanitaria ausiliaria, perchè queste non esistono più, essendo state abrogate dalla legge 42/99. Insomma un bel pasticcio che se ha visto la pronta reazione dell'Aifi, non ha mancato di creare sommovimenti anche nella categoria. Basti citare la diffida che quattro colleghi, dopo aver tentato inutilmente di coinvolgere qualcun' altro, grazie ad un blog creato in rete, hanno intenzione di fare al Ministero; accollarsi per intero le spese. Riassumendo, come si può leggere su un sito di una sedicente associazione di post '96: “QUELLA DEL MASSOFISIOTERAPISTA E' UNA PROFESSIONE NON RIORDINATA APPARTENENTE ALL'AREA RIABILITATIVA ED INSERITA NELL' ELENCO DELLE PROFESSIONI SANITARIE DEL MINISTERO DELLA SALUTE”, e per ora solo e unicamente li. Siamo in attesa di capire il perchè, visto che, come ho letto in rete, “ Le mansioni di questa figura, ausiliaria non riordinata, devono sottostare alla disciplina attuale e vigente, quella passata è stata riformata con equivalenze e equipollenze”, cioè, ad oggi, solo ed unicamente da una Circolare del Ministro Fazio.
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RIAB INFO, sicuramente l' info che segue sarà apprezzata da molti che aspettano, con ansia, che parta un sistema complementare anche nel settore pubblico. Ecco cosa scrive Doctor News di ven 25 nov 2011
Al via il fondo pensione complementare della Sanità
Al via anche per i lavoratori della sanità pubblica e degli enti locali il fondo pensione complementare di categoria. A dare l'ok la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), che spiega il funzionamento: Perseo - questo è il nome del fondo che interesserà circa 1,2 milioni di lavoratori pubblici - prevede un contributo a carico delle amministrazioni pari all'1% della retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto (Tfr), al quale si aggiunge un contributo minimo di pari importo a carico del lavoratore, che può, se vuole, corrispondere un versamento aggiuntivo. Oltre a tali importi, è prevista la destinazione al Fondo pensione del Tfr e, per i lavoratori già in servizio al primo gennaio 2001, di una ulteriore quota figurativa pari all'1,5% del contributo di riferimento per il calcolo dell'indennità del premio di servizio (Ips). Con riguardo al Tfr, i lavoratori assunti dal primo gennaio 2001 verseranno l'intera quota maturata nell'anno, mentre quelli assunti precedentemente dovranno versare il 2% della retribuzione utile al calcolo del Tfr. Perseo potrà raccogliere le adesioni anche di dipendenti di case di cura private e del personale di strutture ospedaliere gestite da enti religiosi e di imprese private che offrono servizi socio sanitari. Gli aderenti possono iscrivere al fondo pensione anche i familiari fiscalmente a carico.
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RIAB INFO, ecco, ora, solo alcuni passaggi di un paio di articoli, che potrete leggere per intero su Riabilitazione Oggi di dicembre. Il primo è a commento del sequestro “preventivo” di un centro, ad opera della Cassazione, per impedire l’eventuale reiterazione di un reato, a margine di un processo penale che continua.
Il secondo si riferisce ad un bel colpo messo a segno dall'Aifi Emilia Romagna
SI AL SEQUESTRO DI CENTRI DI FISIOTERAPIA SENZA FISIOTERAPISTI
di Mg
Dopo la più che probabile e, spero tanto, illusoria ubriacatura piemontese, che li ha visti mettere il naso anche sui nostri studi libero professionali e la momentanea pausa di riflessione dei loro colleghi emiliano romagnoli, che non sono riusciti nell'impresa, i fisiatri potrebbero ora tirare un sospiro di sollievo per una citazione incidentale in una recente sentenza della Cassazione che, però, dice ben altro......In buona sostanza, d'ora in poi, rischieranno la misura cautelare del sequestro preventivo quei centri di fisioterapia che fanno curare i propri pazienti da personale privo della laurea necessaria a praticare le attività riabilitative......infatti, “La libera disponibilità delle struttura sanitaria comporterebbe il rischio di reiterazione della condotta delittuosa, cioè consentirebbe la continuazione di una attività paramedica o medica abusiva, con conseguenze negative non solo per le categorie professionali interessate, ma anche per la salute dei clienti del centro". Lo dicevo, una botta, ma è quanto sostiene la Suprema Corte di Cassazione, che, con la sentenza 39292/11, ha confermando il sequestro cautelare del centro fisioterapico ......nel quale la riabilitazione veniva esercitata da due “massoterapeuti” privi di laurea. Pronta, in rete, la reazione dei Mft post riordino. Loro non hanno nulla a che fare con questi due “massoterapeuti”, ma la loro è una una “excisatio non petita” bella e buona. Chi gli ha mai chiesto niente? Quanto sostiene la sentenza si commenta da sé e non ci sarebbe nemmeno la necessità di farla tanto lunga, ma, come ben sapete, io mi pregio di spiegarvi ciò che accade secondo una sorta di “combinato disposto delle idee” che albergano nella mia testa, perchè le cose storte non nascono quasi mai da sole, specie in questo ambito. Ragion per cui, per capire chi ha sempre contribuito a sollevare, magari ad arte, cortine fumogene, vendendo fumo e disseminando disinformazione alle Regioni, bisogna tornare proprio a quell’insignificante termine citato dal giudice :”massoterapeuti”. Un termine che non dice granchè ma è così troppo simile a quello di “massoterapista” da sempre sponsorizzato dai fisiatri fin dai tempi del vecchio professor Giustini, già Presidente della Simfer, che candidamente, sul suo sito, asseriva che......Insomma una confusione che viene da lontano e che per fortuna si sta finalmente dipanando costruendo, come in un mosaico, tessera dopo tessera, l’identikit di chi ha tramato per anni anche ai nostri danni e ha causato notevoli problemi alle Regioni e a chi ci ha creduto.......Ma chi ci è andato di mezzo......che deve fare ora? Con chi dovrebbe prendersela? Resto stupito dalla superficialità di questa gente che.......continua a credere a chi li ha inguaiati. Ne fa fede, tempo fa, la pubblicazione, sul sito della Simfer, di una lettera di deferenza e servilismo di una sedicente associazione di Mft di difficile collocazione nelle norme esistenti, checché ne dica il sito del Ministero della Salute. Costoro nella loro ingenuità sono convinti che ha rovinargli l'esistenza siano stati quelli dell'AITR/AIFI. Probabilmente, per avere risposte ai loro interrogativi, dovranno cercare altrove.
EQUIVALENZE, LA NOTIZIA SI DIFFONDE, CON I FISIATRI AL PALO IN EMILIA ROMAGNA
di Mg
Nonostante tutte le scemenze che potete trovare tranquillamente su qualche sito internet, compreso quello del Ministero delle Salute, si sta chiudendo il cerchio e si stanno risolvendo tutte le criticità legate al riconoscimento dei titoli, di area riabilitativa, emessi con il precedente ordinamento........ Ci sono Regioni, come Lombardia e Veneto, che hanno già dato notizia di tutto ciò. Infatti, per informare gli interessati di questa interessante opportunità, offerta dalla Legge 42/99 finalmente in via di attuazione, hanno pubblicando sia il DPCM del 26 luglio, che l’accordo Stato Regioni del 20 febbraio 2011.
Potrebbe, invece, aver preso due piccioni con una fava l' AIFI ER che, interloquendo come associazione di riferimento con la Regione , in un colpo solo, sembra abbia risolto sia un’ annosa questione legata alla direzione sanitaria nei nostri studi libero professionali, che la faccenda dell’equivalenza dei titoli pregressi........... nel chiarire che il Fisioterapista non necessita di alcuna autorizzazione per l’esercizio libero professionale, potendo utilizzare gli elettromedicali di competenza, eccezion fatta per laser ed onde d’urto, senza doversi necessariamente dotare di un direttore sanitario........ Chiarisce quello vi sto dicendo la nota che segue, apparsa sul sito di AIFI E.R.: “I "massofisioterapisti equiparati" ai laureati in fisioterapia citati dalla circolare sono coloro che, a fronte di formazione triennale conseguita entro il 17 marzo 1999, sono equipollenti al fisioterapista; nel corso dell'anno, inoltre, anche i massofisioterapisti con formazione biennale, sempre conseguita entro il 17 marzo 1999, dovrebbero poter accedere alle procedure di equivalenza del loro titolo alla laurea in fisioterapia. Nessun altro titolo, come quelli di massofisioterapista conseguiti oltre il 17 marzo 1999, sono validi per esercitare la professione di fisioterapista e le competenze contenute nel proprio profilo professionale”. Mi sembra l'interpretazione più ovvia, ed è anche quello che ho sempre sostenuto da queste pagine e che, per la verità, mi ha procurato tutta una serie di insulti gratuiti in rete da alcuni imbecilli che, e lo cito a mò di esempio, incapaci di sostenere un ragionamento serio, hanno finito per dare del “cornuto” e fare apprezzamenti pesanti sulla compagna di un collega nei loro sproloqui. Costui..... non ha trovato di meglio che fare “coming-aut”. Ecco allora che le loro stupide attenzioni si sono rivolte immediatamente alla moglie di un altro tizio a voi molto noto. Dico solo che l’interessata non l’ha presa per niente bene.
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Aperiodico del’IPY
Newsletter del 1 dicembre 2011
Anno IX° n° 21
Ci si può iscrivere a Riab Info inviando una e-mail a riab.info@libero.it
Graditi i commenti di chi ci legge.
ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “FATELE GIRARE”
la redazione.
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RIAB INFO, non avevamo dubbi. L'aver messo le sorti della sanità italiana nelle mani di un costituzionalista avrebbe, prima o poi, fatto emergere il fatto che, nella discussione “Ordini si, Ordini no”, tutti si possono cancellare non quelli che preservano un bene costituzionalmente garantito, come avviene nel resto d'Europa.
La salute è proprio uno di questi.
Gioco forza, se si mantengono gli Albi dei medici e degli infermieri, non si capisce perchè mai le altre professioni debbano essere discriminate.
Ci pare questo il senso della prima uscita Parlamentare, in commissione Sanità del Senato, del neo Ministro alla Salute Renato Balduzzi, che avvalorano le prime dichiarazioni rese anche dal ministro della Giustizia, Paola Severino, che ha escluso che ci sia da parte sua la volontà di abolire gli Ordini.
Resta da capire come si muoverà il Governo e cioè se farà approvare il Dll presentato al Senato e approvato all’unanimità da tutte le forze politiche in commissione Sanità, o procederà con un atto proprio accorpando le varie proposte in campo.
Si pubblica uno stralcio dei lavori di ieri al Senato. La versione completa potrete trovarla cliccando sul link che segue.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=619929
Legislatura 16º - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 291 del 30/11/2011
IGIENE E SANITA' (12ª)
MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE 2011
291ª Seduta
Presidenza del Presidente
TOMASSINI
Interviene il ministro della salute Balduzzi.
La seduta inizia alle ore 15,05
Comunicazioni del Ministro della salute sugli indirizzi generali della politica del suo Dicastero
Il MINISTRO,.....
Sottolinea la centralità del diritto alla salute riconosciuta con speciale forza dall'articolo 32 della Costituzione, nonché la bontà di fondo del sistema sanitario, che non impedisce comunque di ravvisare la necessità di opportuni interventi di manutenzione al sistema stesso: richiama in tal senso la necessità di migliorare le regole ed il rapporto tra valutazione politica e vertici sanitari, nonché l'importanza di lavorare per l'individuazione di regole trasparenti e chiare per una corretta relazione tra professionista sanitario e paziente....
Il PRESIDENTE dà quindi la parola ai senatori per lo svolgimento degli interventi.
Il senatore SACCOMANNO(PdL), dopo aver ringraziato il Ministro per l'attenzione riservata ai lavori della Commissione e all'impegno per un coinvolgimento sempre più ampio a livello parlamentare, ricorda quanto già espresso nel corso del dibattito sulla fiducia al nuovo Governo, in cui la propria parte politica ha manifestato una posizione volta al dialogo costruttivo in linea con quanto peraltro ha sempre caratterizzato lo spirito e i lavori della Commissione.
Si sofferma poi sul disegno di legge in materia di limiti alla vendita e al consumo di tabacco, invitando il rappresentante del Governo ad una proficua collaborazione e ad un lavoro sinergico anche con il coinvolgimento del Ministero dell'economia e delle finanze, al fine di rimarcare gli ambiti della formazione e informazione che connotano tale proposta legislativa. Ricorda altresì le carenze del sistema italiano rispetto agli standard internazionali per quanto concerne il tema della responsabilità professionale del personale sanitario; carenze che impediscono ai medici di garantire ai cittadini il miglior servizio possibile; senza trascurare poi i vantaggi economici che deriverebbero dalla riduzione della medicina difensivistica. Coglie l'occasione per ricordare il lavoro fatto su tale tema con il Ministro Fazio per individuare una nozione di atto medico. Auspica inoltre un confronto condiviso sul tema della sperimentazione clinica e sulla riforma degli ordini delle professioni sanitarie, formulando invece osservazioni critiche sui meccanismi dei piani di rientro rispetto ai quali occorre lavorare per garantire un livello effettivo di assistenza al di là del quadro meramente nominale dei LEA
Il senatore FOSSON(UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI-PSI), dopo aver ringraziato il Ministro per il proprio intervento, esprime apprezzamento per l'auspicio ad un lavoro condiviso in un'ottica di manutenzione del sistema sanitario nazionale al fine di migliorare i livelli essenziali di assistenza. Si sofferma, in particolare, sul tema dell'albo delle professionalità sanitarie ed infermieristiche e richiama l'opportunità di approfondire il tema delle specializzazioni mediche nonché la questione della mobilità tra le diverse regioni del Paese, nell'ottica di garantire una maggiore efficienza ed appropriatezza dei servizi.
Il senatore RIZZI (LNP) esprime apprezzamento per l'auspicio formulato dal Ministro circa un metodo condiviso sui temi all'attenzione della Commissione, garantendo in tal senso uno spirito costruttivo e fattivo anche da parte della propria parte politica. Ricorda il tema degli albi delle professioni sanitarie, richiamando la necessità di un chiarimento resosi necessario rispetto al quadro comunitario, al fine di pervenire ad una regolarizzazione di professionalità che garantirebbe una maggiore qualità dei servizi ai cittadini. Esprime poi apprezzamento per la posizione espressa dal Ministro circa gli interventi di manutenzione da operare sul sistema sanitario nazionale, richiamando altresì gli interventi dei senatori Marino e Saccomanno circa gli ambiti in cui operare per la riduzione degli sprechi e per il miglior controllo dei piani di rientro, non solo in un'ottica di rispetto dei vincoli economico finanziari, ma anche di garanzia della qualità dei servizi. Sottolinea la necessità di garantire la tempestività nell'attuazione dei costi standard, mentre sulle questioni emerse come prioritarie nell'ambito dell'attività della Commissione ricorda la non procrastinabilità dell'approvazione del disegno di legge sulla responsabilità professionale del personale sanitario, non solo per la tutela dei medici ma anche per la garanzia dei cittadini. Dopo aver richiamato infine la necessità di una revisione delle specializzazioni mediche, già emersa nel corso degli interventi, ricorda infine l'indagine conoscitiva che la Commissione sta completando in tema di Croce Rossa Italiana, auspicando che il documento conclusivo possa essere espresso in tempi congrui rispetto all'iter normativo in materia.
La senatrice PORETTI (PD) richiama l'attenzione sulla revisione dei LEA, soprattutto per quanto riguarda il nomenclatore relativo alle persone disabili, mentre esprime l'auspicio che la relazione sullo stato di attuazione della legge n. 194 del 1978 sia presentata al Parlamento nei tempi previsti, consentendo, tra l'altro, un necessario approfondimento sull'incremento dei casi di obiezione di coscienza. Tra le iniziative legislative che meritano particolare attenzione, segnala il disegno di legge n. 53 (tutela degli animali utilizzati per fini scientifici); reputa poi necessaria una riflessione sui criteri di nomina dei dirigenti delle ASL e degli ospedali in quanto essi sono ispirati più a motivazioni politiche che a ragioni di tipo manageriale.
Sollecita quindi il Ministro anche sul tema della donazione di sangue da cordone ombelicale in quanto è opportuna una verifica sul numero assai elevato di biobanche pubbliche; con riferimento poi al disegno di legge n. 1142 si augura che il nuovo Esecutivo mostri un atteggiamento diverso rispetto al passato in merito alla istituzione di nuovi ordini ed albi professionali.
Infine, ritiene auspicabile che il Ministro della salute rivolga la necessaria attenzione anche al tema degli ospedali psichiatrici giudiziari.
Si chiude quindi il dibattito.
Il ministro BALDUZZI, intervenendo in sede di replica, ringrazia il Presidente ed i senatori intervenuti che hanno fornito una sintesi impressionante delle varie problematiche che investono il Servizio sanitario nazionale. Solo per ragioni legate alla ristrettezza dei tempi disponibili per la replica, ritiene utile soffermarsi su alcuni temi emersi con forza durante il dibattito, a partire dall'esigenza di riprendere l'iter del disegno di legge sulla responsabilità professionale medica: a suo avviso, l'iniziativa legislativa costituisce l'occasione per ottimizzare le risorse mediche, soprattutto alla luce delle difficoltà che alcune specialità mediche possono subire in prospettiva. Condivide poi l'attenzione mostrata dai senatori intervenuti sulla esigenza di coordinare l'obiettivo dell'equilibrio economico finanziario con quello della qualità dell'assistenza sanitaria, con la conseguente sinergia dei tavoli e delle sedi di confronto che si misurano su questi problemi. Dopo aver osservato che si riserva di verificare la praticabilità della riforma dei LEA che dovrebbe, a suo parere, ispirarsi ad un approccio graduale, conferma che è sua intenzione aprire un approfondimento sull'ipotesi di riordino della Croce rossa, anche tenendo conto dei risultati dell'indagine conoscitiva che la Commissione si è impegnata a concludere in tempi solleciti.
Nel riservarsi di riferire in una prossima occasione anche sull'andamento dei piani di rientro dai deficit sanitari, ritiene utili le precisazioni fornite da alcuni senatori in merito alla istituzione degli ordini ed albi riguardanti le professioni sanitarie infermieristiche nell'ottica di regolarizzare chi opera in tale settore. Ritiene poi che nel nuovo Patto per la salute debbano essere rilanciati gli investimenti; in tal senso, è convinto che la Commissione sia la sede propizia anche per effettuare i necessari confronti tra il Dicastero della salute e le Regioni. Reputa poi condivisibili gli spunti forniti sulla valutazione degli esiti delle prestazioni sanitarie il cui utilizzo non può certo essere diretto ad una mera classificazione delle strutture buone e di quelle cattive.
Nel ringraziare ancora la Commissione, evidenzia che ispirerà la propria azione da Ministro secondo le proposte che, all'indomani della liberazione, il CLN del Veneto elaborò, preconizzando un’organizzazione a base regionale, con la creazione di un apposito Ministero della sanità non pletorico e non accentratore, ma con funzioni direttive e di propulsione.
La seduta termina alle ore 16,30.
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http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=1396
http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=6334
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RIAB INFO, ecco cosa ci dice, su questo argomento, Riabilitazione Oggi di Dicembre in distribuzione. Sorprendentemente ricalca le dichiarazione di Balduzzi. Interessante,poi, la proposta che fa l'articolista: perchè non istituire un sottosegretariato con delega per le professioni sanitarie? Non è forse ora che anche a quei livelli ci sia anche qualcun' altro altre ai medici?
Ricordiamo che, RIABILITAZIONE OGGI, dal prossimo anno, tornerà ad una periodicità bimensile (dai 10 attuali passerà a 5 numeri all'anno, con esclusione dei mesi di luglio e agosto). La quota di abbonamento prevista è di euro 20 (se sottoscritto entro il 15 gennaio) ed è comprensiva dell'iscrizione al "Riabilitazione Oggi CARD Club" per il 2012, con possibilità di usufruire degli sconti e dei servizi previsti per i Soci. Dopo il 15 gennaio la quota di abbonamento è di 10 euro.
I versamenti vanno effettuati sul c.c. postale n. 35228204 intestato a Editrice Speciale Riabilitazione - Via Lattanzio 15 - 20137 Milano.
Per ulteriori informazioni contattare la Segreteria allo 02/550.12.550 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 12,30.
BALDUZZI, UN COSTITUZIONALITA ALLA SALUTE
di Gianni Melotti
Con il nuovo Governo arrivano facce nuove e anche alla Salute si respira aria fresca. Non che il Ministro uscente, il buon Ferruccio Fazio, anche lui un tecnico, non fosse all'altezza del compito, ma era un medico. Magari un bravo clinico, ma tolto da questo ambito, sulle professioni sanitarie, gli hanno fatto bere di tutto e alla fine si è trovato come un coccio tra i vasi di ferro come il buon don Abbondio di manzoniana memoria. Certo che, se avesse creato un sottosegretariato, titolo conferito pure alla Santanchè, per le professioni sanitarie non gli avrebbero fatto fare la figuraccia di pubblicare sul sito del ministero che il Mft post'96 è professione sanitaria. Nessuno gli avrebbe fatto mantenere in vita un tavolo tecnico per chiarire le competenze del Fisioterapista e del laureato in Scienze Motorie, ad 1 septies abrogato. Comunque sia ora abbiamo a che fare con Renato Balduzzi, neo Ministro della Salute, costituzionalista ed esperto in materia sanitaria. Balduzzi proviene dalla presidenza dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, carica ricoperta dal 2007 ed è professore ordinario di diritto costituzionale all'Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”. E' stato consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992), delle politiche per la famiglia (2006-2008) e della sanità (1996-2000) come Capo ufficio legislativo con la ministro Rosy Bindi contribuendo a scrivere la legge 229/99, conosciuta come riforma Bindi che tra, le altre cose, ha sancito l'esclusività del rapporto del medico con il Ssn e ha introdotto la libera professione intramuraria, a prezzi concordati con l'azienda sanitaria. Riforma questa, lo ricorderete, particolarmente osteggiata dai medici.
L'impegno che si è assunto Balduzzi è sicuramente oneroso e da parte nostra non possiamo che augurargli un grosso in bocca al lupo da parte di tutte le nostre professioni che si attendono di essere prese finalmente in considerazione per poter dare il loro apporto al sistema, come avviene nel resto del mondo.
Inutile negarci che da un esperto in materia sanitaria prima o poi gli chiederemo conto della pubblicazione anomala, apparsa sul sito del ministero, e sicuramente saremo pronti a pressarlo anche sugli ordini. Un costituzionalista comprenderà che nelle discussioni che si stanno facendo su sugli ordini, per riformarli o abrogarli, resteranno comunque in piedi quelli che garantiscono i beni tutelati dalla Costituzione e la salute è uno di questi. Gioco forza se dovesse sopravvivere quelli di medici ed infermieri non si comprenderebbe perchè gli altri debbano essere esclusi dalla partita. Staremo a vedere. Per ora ancora un grosso in bocca al lupo!
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RIAB INFO, a questo link è possibile firmare una petizione in favore degli Ordini
http://petizionepubblica.it/PeticaoVer.aspx?pi=P2011N15715
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RIAB INFO, ecco come commenta Riabilitazione Oggi di ottobre l’inserimento del Mft tra le professioni sanitarie sul sito del ministero
IL GIOCATORE FASULLO
ROMUALDO CARINI - Fisioterapista*
Qualche anno fa comparve, nelle cronache sportive dei giornali, una notiziola curiosa e, nella sostanza e nei fatti, abbastanza divertente.
Un super tifoso di una squadra di calcio straniera (non ricordo se di club o nazionale), desideroso come non mai di stare vicino ai suoi beniamini, escogitò un singolare stratagemma per farsi immortalare con loro.
In occasione di una importante partita internazionale, nel trambusto generale che la precedeva, riuscì ad intrufolarsi negli spogliatoi, con la stessa casacca, calzoncini, parastinchi e scarpette dei suoi eroi ed eludendo, magari con la complicità di qualche addetto, il Servizio d’Ordine, entrò con loro addirittura sul terreno di gioco.
Qui, dopo aver sgambettato per un po’ sul campo, con mossa fulminea, al momento della solita foto di gruppo, che precede gli incontri, “con gli 11” messi 6 in piedi e 5 accucciati, andò a posizionarsi come dodicesimo giocatore, e, senza dare nell’occhio, riuscì a farsi fotografare con loro, coronando il suo sogno.
Subito dopo venne però scoperto, e, prima che potesse mettersi in testa qualche altra bravata, venne acchiappato ed accompagnato, un po’ con le buone e un po’ con le cattive, a bordo campo; non possiamo dire “espulso”, perché era un giocatore fasullo, che non corrispondeva alle caratteristiche vantate, anche se indossava la casacca di quelli veri, per cui non meritava neppure un’espulsione. Una pagliacciata spiritosa e divertente che ci conferma come l’abito non faccia il monaco o che la forma non faccia la sostanza.
Simile pagliacciata, ma meno divertente e spiritosa, perché si tenta di farla passare per cosa reale, è stata organizzata nei confronti della “squadra” delle Professioni Sanitarie.
Ecco che come d’incanto, alcuni giorni fa, nel sito del Ministero della Salute, nell’elenco delle Professioni Sanitarie (la “formazione”), si è intrufolata, come “Professione Sanitaria non riordinata prevista da norme vigenti”, quella del Massofisioterapista, che invece, proprio in forza di norme vigenti, non avrebbe più motivo di esistere, essendo ormai stata ricompresa, tramite l’equipollenza (D.M. 27 luglio 2000) e la recente equivalenza (DPCM 26 luglio 2011) nella Professione del Fisioterapista.
A nostro giudizio, quindi, il tentativo di portarsi a casa una “foto ricordo”, come professione che non corrisponde alle caratteristiche vantate, accucciati per un momento di gloria accanto alle Professioni Sanitarie legalmente riconosciute. Una boutade che però, oltre a non essere gradita dalle citate Professioni, può ingenerare confusione nell’utenza e va quindi appropriatamente e celermente cancellata.
Varrà la pena ricordare che anche secondo l’opinione comune di alcuni giuristi ed esperti di legislazione sanitaria:
1) Con il D. M. Salute del 29 marzo 2001, il Ministero ha identificato e classificato le Professioni Sanitarie formalmente riconosciute e giuridicamente esistenti, da inserire nelle aree previste dalla Legge 251/2000. Questo Decreto, nell’elencare fra le professioni sanitarie riabilitative il fisioterapista (art. 3), non cita i massaggiatori-massofisioterapisti.
2) L’art. 1 della Legge 43/2006, ricomprende poi in tutta la sua evidenza quanto stabilito dal DM di marzo 2001, ribadendo che le figure professionali che vi figurano sono in “numerus clausus”, individuando tassativamente quelle al momento esistenti e classificabili come tali e disciplinando le procedure per l’eventuale riconoscimento di nuove.
3) Nello specifico, la norma di legge stabilisce che «sono professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, quelle previste ai sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, e del D.M. 29 marzo 2001 del Ministro della sanità, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 23 maggio 2001, i cui operatori svolgono, in forza di un titolo abilitante rilasciato dallo Stato, attività di prevenzione, assistenza, cura o riabilitazione» e in tali disposizioni legislative, come detto, il massofisioterapista non compare.
4) Anche i Tribunali Amministrativi hanno, in alcune occasioni, confermato tale orientamento giurisprudenziale. In particolare il TAR dell’Umbria, cambiando addirittura un suo iniziale orientamento, risalente al 2000, ha riconosciuto che “nel frattempo sono mutate la disciplina normativa e la sua attuazione. Come esposto, in base all’articolo 1, della legge 43/2006, la soppressione delle figure professionali sanitarie non più attuali deriva automaticamente dalla mancata inclusione nell’elenco di quelle espressamente riconosciute dal d.m. 29 marzo 2001”. Di conseguenza viene logico pensare che la figura del massofisioterapista non esiste più nell’ordinamento vigente.
5) Una professione sanitaria che oggi si voglia qualificare come tale, deve rispondere a precisi requisiti di legge, sia per la sua individuazione (non deve sovrapporsi, quanto a competenze, ad altre professioni già esistenti), che per il requisito basilare che il Legislatore ha oggi posto, cioè il possesso di una Laurea e il massofisioterapista non è certamente un laureato. Chiarisce quanto asseriamo l’articolo 4 quater della Legge n. 27/2006, che così recita: “Ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, la formazione per l’accesso alle professioni sanitarie infermieristiche e tecniche della riabilitazione e della prevenzione è esclusivamente di livello universitario”.
6) Tenendo quindi presenti le sopraccitate disposizioni legislative e della giurisprudenza amministrativa, diventa sempre più arduo continuare ad affermare, ai nostri giorni, che esiste ancora la figura del massofisioterapista ex Legge 403/1971.
Insomma, hanno provato ad intrufolarsi definendosi “Professione sanitaria non riordinata prevista dalle norme vigenti”, ma, ci permettiamo di obiettare:
a) Come possono definirsi “professione” se non hanno il requisito della laurea?
b) Come possono definirsi “professione sanitaria” se non sono citati nell’elenco di quelle riconosciute nel DM 29 marzo 2001?
c) Siccome, ad oggi, l’unica cosa fatta è l’aggiunta del termine Mft sulla Home page del Ministero, senza che nulla sia cambiato nelle norme che abbiamo citato, siamo propensi a pensare che non basti loro, per redimersi, uno strano Ordine del Giorno, teso a salvaguardare i corsi per i mft ciechi, per altro contro la volontà degli stessi interessati, accettato dal Governo in sede di approvazione alla Camera del DDL omnibus, per pensare che questi si possano sentire promossi sul campo.
Riteniamo in conclusione, quello descritto, uno dei soliti “assalti alla diligenza”, un ulteriore tentativo, messo in atto da abusivi autorerenziatisi riabilitatori, finalizzato ad ottenere un riconoscimento legale che invece loro non tocca. Ci aspettiamo quindi che quanto prima chi di dovere (soprattutto se ha inizialmente sbagliato) provveda ad allontanare dal campo della Riabilitazione questo giocatore fasullo, introdottosi indebitamente nella squadra delle Professioni Sanitarie, per rispetto dei veri giocatori e degli utenti.
Quanto accaduto ha però suscitato non pochi interrogativi e perplessità.
Come hanno potuto eludere (o convincere) l’Ufficio Giuridico del Ministero della Salute (il Servizio d’Ordine del nostro campo sportivo) e farsi inserire in quell’elenco, anche solo per farsi pubblicità? Quale “addetto alla sorveglianza in campo” li ha lasciati passare? Chi è il mentore dell’iniziativa? Il famigerato art. 1-septies insegna.
Sembra vi siano state spinte da parte di parlamentari della Lega Nord, in particolare dell’On. Laura Molteni, Capogruppo di quella Forza Politica nella Commissione Affari Sociali della Camera. Viene allora da domandarsi se in questo partito, come si suol dire, la mano destra sappia ciò che fa la mano sinistra e viceversa. Questo perchè se da un lato abbiamo la senatrice Rossana Boldi, prima firmataria e strenua sostenitrice del DDL 1142, istitutivo degli Ordini e Albi delle Professioni Sanitarie (attualmente in fase di stallo al Senato), dichiaratamente da lei voluto per valorizzare la professionalità di quegli operatori sanitari legittimi, che attualmente ne sono privi e per “contrastare il dilagante fenomeno dell’abusivismo in sanità”, dall’altro lato abbiamo l’on. Laura Molteni, che, con l’appoggio dato a questi sedicenti riabilitatori, sembra sconfessare la linea della collega. A che gioco giochiamo? (Anche qui, come per gli Ordini).
Se si tratta di manovre dettate da calcoli pre-elettorali o clientelari, si sappia che le Professioni Sanitarie, in particolare quelle della Riabilitazione, i conti li stanno già facendo da tempo ed è inevitabile che sia così. Quando sarà il momento di tirare le somme e “soppesare” ciò che si è ottenuto rispetto a quanto era stato più volte solennemente promesso, anche il “giocatore fasullo” verrà messo sul piatto della bilancia: dipenderà dal piatto che spingeranno a scegliere.
Nel frattempo meditate e vigilate Colleghi.
* Direttore Responsabile di Riabilitazione Oggi.
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RIAB INFO, nella nostra precedente uscita accennavamo solo ad alcuni passaggi dei due articoli che seguono e che sono usciti sul mensile diretta da Romualdo Carini. Ora possiamo proporveli per intero.
SM CONTESTA IL FATTO DI NON POTER FARE IL MEDICO
di Mg
Ve la ricordate quella canzoncina dello Zecchino d'oro sui ” 44 gatti, fila per sei, con il resto di due”? Beh, qualcosa del genere, ma molto più in grande, si erano messi in testa di organizzarlo, in piazza Montecitorio, lo scorso 20 settembre, anche alcuni Isef e Laureati in Scienze Motorie, storicamente, da sempre, affini al mondo della riabilitazione. L'avevano studiata in grande: dall'abbigliamento (camice bianco – t-shirt o camicia bianca e jeans), alla parte coreografica. Si sarebbero dovuti assembrare a drappelli di 100. Disporsi su file 10 per 10, distanziati di un paio di metri l'uno dall'altro, con tanto di responsabile per ogni gruppo. Costui sarebbe stato deputato a dire: “ ORGANIZZIAMOCI !” A questo segnale ogni manipolo avrebbe dovuto assumere una posizione di semi attenti, in silenzio, eseguendo un “sinist-riga” per allinearsi. Sarebbe poi seguito “l'onore dei Laureati in SM alle Istituzioni della Repubblica Italiana” e l'inno di Mameli. Il tutto mi ricorda tanto quando andavo in colonia a Cervia cinquant'anni fa, o l'alzabandiera quando ero militare. Ma forse più Cervia perchè nessun Ufficiale di Picchetto mi ha mai fatto fare le cose che intendevano fare costoro (non scherzo): otto squat a braccia in avanti; 12 slanci delle braccia avanti; 12 braccia in alto; skip lento modello marcetta; 12 calciate lente; 12 slanci delle braccia avanti alternati ad altrettanti delle braccia in alto! Insomma una vera scemenza visto che lo scopo dichiarato era quello di rivendicare l'inclusione del Laureato in SM in sanità. Comunque sia tutto stò ambaradan è poi miseramente naufragato sui numeri. L'effetto coreografico alla fine non c'è stato perchè dei 3000 partecipanti attesi se ne sono contato poco più di una cinquantina.. Giusto sufficienti mettersi in “fila per sei, con il resto di due”!. Ma cosa erano così fermamente decisi a chiedere alle istituzioni? Se si fossero limitati a rivendicare il posto che spetta loro di diritto nelle attività motorie e sportive, avrebbero sfondato un cancello aperto. Questa evidentemente, però, non era una delle loro priorità visto che hanno poi chiesto il ritiro del ddl n. 796 (Caforio ed altri) in discussione, che ne valorizzerebbe il ruolo. L'idea era un'altra e se da una lato se la sono presa con il ddl 1142, ora impantanato al Senato, sull'istituzione dei nostri Ordini, dall'altro hanno chiesto a gran voce l'abrogazione del comma sette dell'articolo 2 del DL n. 178/1998 istitutivo del loro corso di Laurea che così recita: “Il diploma di laurea in scienze motorie non abilita all'esercizio delle attivita' professionali sanitarie di competenza dei laureati in medicina e chirurgia e di quelle di cui ai profili professionali disciplinati ai sensi dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni”.
Ora è più chiaro, direte voi, questi stanno chiedendo, ufficialmente, di fare i fisioterapisti. No, per come la leggo io, se si chiede l'abolizione totale del comma, stanno chiedendo di fare anche il medico! Provate a darmi torto. Comunque sia, anche se per ora tutto sto “ambaradan” non ha sortito altro che un classico buco nell'acqua, varrà la pena tenere gli occhi aperti e le orecchie dritte.
Dimenticavo, alla fine i responsabili avrebbero dovuto dire: “ROMPETE LE RIGHE”. Già, rompete.
A SORPRESA IL MFT SBUCA ANCORA SUL SITO DEL MINISTERO
di Mg
Mentre si va chiarendo il quadro normativo, che permetterà ai Mft pre '96 di poter usufruire dell'equivalenza al fisioterapista, grazie al Dpcm del 26 luglio che, come sapete, ha recepito l'Accordo Stato-Regioni n. 17 del 10 febbraio 2011, un altro fatto, per ora quasi inspiegabile, ha movimentato questo ultimo caldo scorcio d'estate. Una sorta di nuovo caso “1 septies”, ma senza una precisa norma contro la quale scagliare i nostri strali.Ma andiamo per ordine. Il 20 settembre è stata pubblicata la circolare ministeriale che detta alle Regioni e alle Province autonome le modalità operative necessarie ad uniformare l'attività istruttoria, di loro competenza, per l'attivazione delle procedure di riconoscimento dell'equivalenza ai diplomi universitari dell'area sanitaria dei titoli del vecchio ordinamento. Per quanto riguarda le professioni di area riabilitativa, ad esempio, si prevede che, il tutto, verrà avviato a partire dal mese di giugno 2012. Tutto chiaro dunque? Io, francamente, credevo di si. Infatti, a ragion di logica, ora che a tutti i Mft pre '96, diplomatisi in base alla legge 403/71, viene data la possibilità di convertirsi in fisioterapisti, pensavo che non dovessero esserci più dubbi sul fatto che questa professione, prevista dal vecchio ordinamento, sia stata soppressa, perchè riordinata. A dar man forte a questa mia convinzione mi viene in aiuto anche la legge 43/06 quando asserisce che “la soppressione delle figure professionali sanitarie non più attuali deriva automaticamente dalla mancata inclusione nell’elenco di quelle espressamente riconosciute dal d.m. 29 marzo 2001”. Elenco nel quale non risulta la professione ausiliaria del Mft. Al tempo stesso la sentenza n. 5/2010 del Tar di Perugia, attualmente impugnata davanti al Consiglio di Stato, nel dire le stesse cose, colloca i Mft post '96 (o '99) ad un livello addirittura inferiore a quello proprio delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie, prendendo per buono quanto asserisce il comma due dell'articolo uno della Legge 43/06 :” Resta ferma la competenza delle regioni nell'individuazione e formazione dei profili di operatori di interesse sanitario non riconducibili alle professioni sanitarie come definite dal comma “. Possiamo quindi stare tranquilli? Ma neanche per idea! Infatti con una decisione che ha quasi dell'incredibile, a sorpresa, il dieci di ottobre dal sito del ministero della Salute apprendiamo che la figura del Massofisioterapista è definita, ancora, come “professione sanitaria non riordinata”. Il tutto nel bel mezzo di strani sommovimenti che hanno visto apparire e poi sparire un articolo nel ddl ominibus che inseriva anche il Mft in farmacia e nell'accoglimento di un ordine del giorno per salvaguardare i corsi per i mft ciechi, per altro contro la volontà degli stessi interessati, in sede di approvazione dello stesso provvedimento alla Camera. Il senso di tutto questo anacronistico movimentismo mi sfugge, ma, come si dice, a pensare male si pecca, ma ci si potrebbe azzeccare. Per ora mi limito ad osservare che, se da un lato, tutto ciò ha fatto letteralmente imbufalire la categoria, dall'altro ha ringalluzzito gli interessati. Costoro, alzata immediatamente la cresta, hanno iniziato una sorta di caccia alle streghe nei confronti dei massaggiatori sportivi, a loro dire, abusivi, mentre altri hanno pensato bene di proporre il carcere duro (41 Bis) per Antonio Bortone Presidente dell'Aifi. Altri, ancora, hanno scritto che per l'Aifi sta per incominciare l'incubo, assieme ai tanti soci chiacchieroni che si prodigano su vari giornali nazionali. L'ubriacatura mediatica per una semplice modifica sull' “home page” ministeriale, senza che ancora si sia cambiato nulla in concreto nelle norme, ha portato qualcun' altro addirittura ad evocare un passato che vorremmo lasciarci alle spalle. E' il caso di un tizio che, abbandonata la pacatezza con la quale si è presentato un paio di volte su un quotidiano bresciano, si lascia andare a frasi poco commendevoli come quella che riporto:” Adesso, però, chi ha sbagliato paghi...senza pietà alcuna. Ventuno anni sono lunghi ora spero che inizi l'OPERAZIONE NORIMBERGA. A processo i dittatori della fisioterapia!!! SENZA PIETA'!!!” . (http://www.aimfi.it/comment.php?comment.news.313)
Insomma è bastato un più che probabile svarione, sul sito del ministero, che hanno dato di matto tutti. Svarione dicevo, perchè quella del Mft non può essere definita come una professione sanitaria “tout court”, mancando dei requisiti oggi richiesti per potersi definire tale e cioè una Laurea. O per dirla come recita l’articolo 4 quater della Legge 3 febbraio 2006, n. 27: “Ai sensi dell’articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, la formazione per l’accesso alle professioni sanitarie infermieristiche e tecniche della riabilitazione e della prevenzione è esclusivamente di livello universitario”. Ma, sul sito, non si poteva nemmeno asserire che questa fosse una professione sanitaria ausiliaria, perchè queste non esistono più, essendo state abrogate dalla legge 42/99. Insomma un bel pasticcio che se ha visto la pronta reazione dell'Aifi, non ha mancato di creare sommovimenti anche nella categoria. Basti citare la diffida che quattro colleghi, dopo aver tentato inutilmente di coinvolgere qualcun' altro, grazie ad un blog creato in rete, hanno intenzione di fare al Ministero; accollarsi per intero le spese. Riassumendo, come si può leggere su un sito di una sedicente associazione di post '96: “QUELLA DEL MASSOFISIOTERAPISTA E' UNA PROFESSIONE NON RIORDINATA APPARTENENTE ALL'AREA RIABILITATIVA ED INSERITA NELL' ELENCO DELLE PROFESSIONI SANITARIE DEL MINISTERO DELLA SALUTE”, e per ora solo e unicamente li. Siamo in attesa di capire il perchè, visto che, come ho letto in rete, “ Le mansioni di questa figura, ausiliaria non riordinata, devono sottostare alla disciplina attuale e vigente, quella passata è stata riformata con equivalenze e equipollenze”, cioè, ad oggi, solo ed unicamente da una Circolare del Ministro Fazio.
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RIAB INFO, sicuramente l' info che segue sarà apprezzata da molti che aspettano, con ansia, che parta un sistema complementare anche nel settore pubblico. Ecco cosa scrive Doctor News di ven 25 nov 2011
Al via il fondo pensione complementare della Sanità
Al via anche per i lavoratori della sanità pubblica e degli enti locali il fondo pensione complementare di categoria. A dare l'ok la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), che spiega il funzionamento: Perseo - questo è il nome del fondo che interesserà circa 1,2 milioni di lavoratori pubblici - prevede un contributo a carico delle amministrazioni pari all'1% della retribuzione utile per il calcolo del trattamento di fine rapporto (Tfr), al quale si aggiunge un contributo minimo di pari importo a carico del lavoratore, che può, se vuole, corrispondere un versamento aggiuntivo. Oltre a tali importi, è prevista la destinazione al Fondo pensione del Tfr e, per i lavoratori già in servizio al primo gennaio 2001, di una ulteriore quota figurativa pari all'1,5% del contributo di riferimento per il calcolo dell'indennità del premio di servizio (Ips). Con riguardo al Tfr, i lavoratori assunti dal primo gennaio 2001 verseranno l'intera quota maturata nell'anno, mentre quelli assunti precedentemente dovranno versare il 2% della retribuzione utile al calcolo del Tfr. Perseo potrà raccogliere le adesioni anche di dipendenti di case di cura private e del personale di strutture ospedaliere gestite da enti religiosi e di imprese private che offrono servizi socio sanitari. Gli aderenti possono iscrivere al fondo pensione anche i familiari fiscalmente a carico.
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RIAB INFO, ecco, ora, solo alcuni passaggi di un paio di articoli, che potrete leggere per intero su Riabilitazione Oggi di dicembre. Il primo è a commento del sequestro “preventivo” di un centro, ad opera della Cassazione, per impedire l’eventuale reiterazione di un reato, a margine di un processo penale che continua.
Il secondo si riferisce ad un bel colpo messo a segno dall'Aifi Emilia Romagna
SI AL SEQUESTRO DI CENTRI DI FISIOTERAPIA SENZA FISIOTERAPISTI
di Mg
Dopo la più che probabile e, spero tanto, illusoria ubriacatura piemontese, che li ha visti mettere il naso anche sui nostri studi libero professionali e la momentanea pausa di riflessione dei loro colleghi emiliano romagnoli, che non sono riusciti nell'impresa, i fisiatri potrebbero ora tirare un sospiro di sollievo per una citazione incidentale in una recente sentenza della Cassazione che, però, dice ben altro......In buona sostanza, d'ora in poi, rischieranno la misura cautelare del sequestro preventivo quei centri di fisioterapia che fanno curare i propri pazienti da personale privo della laurea necessaria a praticare le attività riabilitative......infatti, “La libera disponibilità delle struttura sanitaria comporterebbe il rischio di reiterazione della condotta delittuosa, cioè consentirebbe la continuazione di una attività paramedica o medica abusiva, con conseguenze negative non solo per le categorie professionali interessate, ma anche per la salute dei clienti del centro". Lo dicevo, una botta, ma è quanto sostiene la Suprema Corte di Cassazione, che, con la sentenza 39292/11, ha confermando il sequestro cautelare del centro fisioterapico ......nel quale la riabilitazione veniva esercitata da due “massoterapeuti” privi di laurea. Pronta, in rete, la reazione dei Mft post riordino. Loro non hanno nulla a che fare con questi due “massoterapeuti”, ma la loro è una una “excisatio non petita” bella e buona. Chi gli ha mai chiesto niente? Quanto sostiene la sentenza si commenta da sé e non ci sarebbe nemmeno la necessità di farla tanto lunga, ma, come ben sapete, io mi pregio di spiegarvi ciò che accade secondo una sorta di “combinato disposto delle idee” che albergano nella mia testa, perchè le cose storte non nascono quasi mai da sole, specie in questo ambito. Ragion per cui, per capire chi ha sempre contribuito a sollevare, magari ad arte, cortine fumogene, vendendo fumo e disseminando disinformazione alle Regioni, bisogna tornare proprio a quell’insignificante termine citato dal giudice :”massoterapeuti”. Un termine che non dice granchè ma è così troppo simile a quello di “massoterapista” da sempre sponsorizzato dai fisiatri fin dai tempi del vecchio professor Giustini, già Presidente della Simfer, che candidamente, sul suo sito, asseriva che......Insomma una confusione che viene da lontano e che per fortuna si sta finalmente dipanando costruendo, come in un mosaico, tessera dopo tessera, l’identikit di chi ha tramato per anni anche ai nostri danni e ha causato notevoli problemi alle Regioni e a chi ci ha creduto.......Ma chi ci è andato di mezzo......che deve fare ora? Con chi dovrebbe prendersela? Resto stupito dalla superficialità di questa gente che.......continua a credere a chi li ha inguaiati. Ne fa fede, tempo fa, la pubblicazione, sul sito della Simfer, di una lettera di deferenza e servilismo di una sedicente associazione di Mft di difficile collocazione nelle norme esistenti, checché ne dica il sito del Ministero della Salute. Costoro nella loro ingenuità sono convinti che ha rovinargli l'esistenza siano stati quelli dell'AITR/AIFI. Probabilmente, per avere risposte ai loro interrogativi, dovranno cercare altrove.
EQUIVALENZE, LA NOTIZIA SI DIFFONDE, CON I FISIATRI AL PALO IN EMILIA ROMAGNA
di Mg
Nonostante tutte le scemenze che potete trovare tranquillamente su qualche sito internet, compreso quello del Ministero delle Salute, si sta chiudendo il cerchio e si stanno risolvendo tutte le criticità legate al riconoscimento dei titoli, di area riabilitativa, emessi con il precedente ordinamento........ Ci sono Regioni, come Lombardia e Veneto, che hanno già dato notizia di tutto ciò. Infatti, per informare gli interessati di questa interessante opportunità, offerta dalla Legge 42/99 finalmente in via di attuazione, hanno pubblicando sia il DPCM del 26 luglio, che l’accordo Stato Regioni del 20 febbraio 2011.
Potrebbe, invece, aver preso due piccioni con una fava l' AIFI ER che, interloquendo come associazione di riferimento con la Regione , in un colpo solo, sembra abbia risolto sia un’ annosa questione legata alla direzione sanitaria nei nostri studi libero professionali, che la faccenda dell’equivalenza dei titoli pregressi........... nel chiarire che il Fisioterapista non necessita di alcuna autorizzazione per l’esercizio libero professionale, potendo utilizzare gli elettromedicali di competenza, eccezion fatta per laser ed onde d’urto, senza doversi necessariamente dotare di un direttore sanitario........ Chiarisce quello vi sto dicendo la nota che segue, apparsa sul sito di AIFI E.R.: “I "massofisioterapisti equiparati" ai laureati in fisioterapia citati dalla circolare sono coloro che, a fronte di formazione triennale conseguita entro il 17 marzo 1999, sono equipollenti al fisioterapista; nel corso dell'anno, inoltre, anche i massofisioterapisti con formazione biennale, sempre conseguita entro il 17 marzo 1999, dovrebbero poter accedere alle procedure di equivalenza del loro titolo alla laurea in fisioterapia. Nessun altro titolo, come quelli di massofisioterapista conseguiti oltre il 17 marzo 1999, sono validi per esercitare la professione di fisioterapista e le competenze contenute nel proprio profilo professionale”. Mi sembra l'interpretazione più ovvia, ed è anche quello che ho sempre sostenuto da queste pagine e che, per la verità, mi ha procurato tutta una serie di insulti gratuiti in rete da alcuni imbecilli che, e lo cito a mò di esempio, incapaci di sostenere un ragionamento serio, hanno finito per dare del “cornuto” e fare apprezzamenti pesanti sulla compagna di un collega nei loro sproloqui. Costui..... non ha trovato di meglio che fare “coming-aut”. Ecco allora che le loro stupide attenzioni si sono rivolte immediatamente alla moglie di un altro tizio a voi molto noto. Dico solo che l’interessata non l’ha presa per niente bene.
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