mercoledì 3 agosto 2011

ORDINI, UN PASSO IN AVANTI

RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 3 agosto 2011
Anno IX° n° 16
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ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “FATELE GIRARE”
la redazione.
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RIAB INFO, è senz’altro positivo il fatto che le forze politiche, all’unanimità, abbiano deciso di licenziare, in Commissione Sanità del Senato, il ddl sugli Ordini.
Registriamo positivamente come, almeno questa volta, la legge non preveda nessuna delega. Questa, infatti, portò, nei precedenti tentativi di istituire gli Ordini, all’affossamento del tutto.
Quanto successo è’ sicuramente un passo in avanti, ma non possiamo nasconderci il fatto che il traguardo sia ancora lontano, visto che di passi, questo provvedimento, ne dovrà fare ancora almeno altri tre e, visto il clima politico e le difficoltà nelle quali versa il Paese, l’obiettivo non pare proprio a portata di mano.
Visto però che da noi di miracoli se ne dovranno fare molti e in molti settori, per modernizzarci, speriamo che, quanto accaduto, sia uno dei necessari passaggi.
Comunque sia continueremo, vigili, a seguire l’iter del provvedimento.
A seguire i comunicati del Co.N.A.P.S., dell’Ansa e le dichiarazioni di voto al provvedimento.

RIAB INFO, dal sito Co.N.A.P.S.
COMUNICATO STAMPA
APPROVATO IN SENATO IL DDL 1142
LE PROFESSIONI SANITARIE AVRANNO GLI ORDINI PROFESSIONALI
Roma, 3 agosto 2011 - La XII Commissione Igiene e sanità del Senato ha approvato all'unanimità il ddl 1142. Il disegno di legge - che porta come prima firma quella di Rossana Boldi - istituisce gli ordini e gli albi delle professioni sanitarie, infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione garantendo maggiormente la salute dei cittadini, ponendo un serio ostacolo all'abusivismo e promuovendo la qualità delle prestazioni erogate.
"Ieri - spiega il presidente, Antonio Bortone, in una missiva inviata oggi a tutti i presidenti delle associazioni - è stato compiuto un ulteriore passo verso il completamento di un percorso iniziato quasi venti anni fa e che tutte le professioni sanitarie attendevano da tempo. La nostra determinazione ci ha permesso di raggiungere il 50% del risultato in un ramo del Parlamento; raggiungeremo l'obiettivo completo con l'approvazione in deliberante del provvedimento ovvero una sua rapida calendarizzazione in Aula per il definitivo licenziamento da parte del Senato. Sarà proprio da questo punto che riprenderemo il discorso dopo l'estate. Stesso intenso lavoro seguirà nell'altro ramo del Parlamento. Il percorso è ancora in salita, persiste tuttora un drammatico ritardo, ma l'aver smobilitato il ddl dalla "palude" delle Commissioni che lo hanno ricevuto in analisi rappresenta per noi un risultato gratificante, che ci incoraggia a perseverare nella strategia intrapresa. Per ora un sentito ringraziamento va a tutti coloro che hanno creduto nella politica associativa e hanno indirizzato le loro energie e risorse per questo comune obiettivo".
http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=4995
Ufficio stampa Conaps
Tel. 349.6355598
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DALL'ANSA
SANITA': COMM. SENATO,APPROVATO DDL SU PROFESSIONI SANITARIE ISTITUITI UNA VENTINA DI NUOVI ALBI PER 400MILA OPERATORI
(ANSA) - ROMA, 2 AGO - Sono circa una ventina i nuovi albi e ordini di professioni sanitarie, tra cui ostetrica, ortottista, logopedista, infermiere e infermiere pediatrico, che vengono istituite con il disegno di legge approvato questo pomeriggio dalla commissione sanita' del Senato. Il testo, votato all'unanimita', ha iniziato il suo iter parlamentare nel 2008 e dopo il rallentamento presso la commissione Bilancio, che ha dato il suo ok a fine giugno, adesso dovra' arrivare all'Aula del Senato. Gli albi riguardano le professioni non mediche, dunque quelle infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, tra cui anche l'igienista dentale, l'educatore professionale, il terapista occupazionale e il dietista.

''Complessivamente sono oltre 400mila gli operatori professionali coinvolti - spiega Antonio Tomassini, presidente della commissione - Con questo provvedimento inoltre e' stato anche stabilito il percorso, formativo, burocratico e sanzionatorio, per i nuovi profili sanitari che potrebbero sorgere in futuro, senza dunque bisogno di una nuova legge''.
''Grande soddisfazione - aggiunge Rossana Boldi (Lega), prima firmataria del provvedimento - per l'approvazione all'unanimita' di un ddl che garantisce la salute dei cittadini, pone un serio ostacolo all'abusivismo e promuove la qualita' delle prestazioni erogate''.
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Legislatura 16º - 12ª Commissione permanente - Resoconto sommario n. 276 del 02/08/2011
IN SEDE REFERENTE
(1142) BOLDI ed altri. - Istituzione degli ordini e albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico - sanitarie e della prevenzione
(573) CAFORIO ed altri. - Nuove norme in materia di ordini ed albi delle professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico - sanitarie e della prevenzione, fatto proprio dal Gruppo parlamentare Italia dei Valori, ai sensi dell'articolo 79, comma 1, del Regolamento.
(Seguito e conclusione dell'esame congiunto)
(omissis)
Si passa quindi alle dichiarazioni di voto sul conferimento del mandato alla relatrice a riferire favorevolmente all'Assemblea.

Il senatore BOSONE (PD) esprime, a nome del suo Gruppo, un giudizio positivo sul complesso del provvedimento in titolo, trattandosi a suo avviso di un intervento normativo di indubbio rilievo, poiché al riconoscimento delle professionalità in campo sanitario si aggiunge la garanzia per il paziente circa la qualità dell'attività svolta, non soltanto in ambito ospedaliero, ma anche a livello libero professionale, con particolare riferimento all'assistenza domiciliare. Ritiene quindi prioritario configurare gli ordini professionali quale punto di riferimento per le esigenze di professionalità reclamate dai pazienti. Oltretutto, si tratta di professioni per le quali è richiesto il conseguimento di uno specifico corso di laurea, ragione per cui gli ordini professionali costituiscono anche il naturale completamento rispetto ad un processo formativo già definito.
Coglie tuttavia l'occasione per esprimere talune perplessità, di cui sono ampia testimonianza le proposte emendative presentate dal suo Gruppo e che non hanno trovato accoglimento: paventa in particolare il rischio di un'eccessiva proliferazione di ordini professionali, cui si sarebbe potuto ovviare mediante l'accorpamento di più professioni e la successiva articolazione interna in distinti albi professionali. In questo quadro, nel richiamare i contenuti dell'Atto Camera n. 4274 in merito al riordino delle professioni sanitarie mediche, esprime l'auspicio che la seconda lettura possa costituire l'occasione per riaprire una riflessione in merito a taluni aspetti problematici che residuano relativamente alla disciplina in esame. Coglie altresì l'occasione per svolgere alcune considerazioni sull'utilità dell'esame di Stato, tenuto conto che per quanto riguarda le professioni sanitarie non mediche il corso universitario è direttamente abilitante per l'accesso all'ordine professionale di riferimento.
Rileva quindi il suo vivo compiacimento per l'accoglimento della proposta emendativa 6.100, inteso ad una più compiuta modernizzazione degli ordini attraverso lo scambio di informazioni tra professionisti e verso l'utenza, nella prospettiva di trasformare il sistema ordinistico quanto più possibile in un servizio reso in favore del cittadino. Con l'occasione lamenta il mancato accoglimento degli emendamenti volti a sancire l'impegno degli organismi ordinistici nella formazione, poichè a suo giudizio, al di là dei programmi ministeriali di Educazione continua in medicina (ECM), l'ordine professionale deve arricchirsi di una funzione formativa, non soltanto in merito agli aspetti tecnico-sanitari, ma anche ai profili normativi per lo svolgimento dell'attività professionale.
Alla luce delle considerazioni espresse, nonostante le perplessità formulate e nell'auspicio di poter avviare una riflessione organica nel corso del menzionato disegno di legge governativo, esprime il voto favorevole del suo Gruppo, cogliendo altresì l'occasione per riconoscere l'importanza del ruolo svolto dalle professioni sanitarie contemplate dalla proposta legislativa in titolo.

Il senatore CAFORIO (IdV) esprime ampia soddisfazione per la conclusione dell'iter legislativo in Commissione, richiamando l'esigenza ineludibile di completare un percorso normativo che si trascina ormai da due legislature. Nonostante si sia trattato di un esame assai complesso, occorre altresì l'impegno di tutte le forze politiche per facilitarne l'iter anche presso l'altro ramo del Parlamento. Osserva infine come l'esigenza prioritaria sia quella di assicurare la soddisfazione del paziente, soprattutto per contrastare il fenomeno dell'abusivismo nell'esercizio di professioni sanitarie, le quali potranno finalmente trovare una loro propria e definitoria regolamentazione.

Il senatore D'AMBROSIO LETTIERI (PdL), dopo aver rilevato con soddisfazione come un disegno di legge di iniziativa parlamentare abbia concluso il suo iter in Commissione, coglie l'occasione per esprimere apprezzamento per il lavoro svolto dalla relatrice nel riassumere i temi centrali del dibattito sull'utilità degli ordini professionali in un rapporto dialettico e costruttivo tra maggioranza e opposizione, dichiarandosi altresì sicuro che nel corso dell'esame in Assemblea potrà registrarsi la necessaria convergenza su ulteriori spunti di riflessione.
La disciplina organica che si propone è volta a superare la dicotomia tra le professioni sanitarie rappresentate in ordini e quelle di cui sono prive, rilanciando altresì la funzione stessa di tali organismi nello svolgimento del ruolo ausiliario in termini di garanzia, vigilanza e rispetto delle norme deontologiche, impedendo allo stesso tempo la percezione di voler tutelare indebite forme di corporativismo. In particolare, avverso l'abusivismo professionale si prevede l'istituzione di un organo terzo di disciplina interna improntato ai principi di terzietà, ferma restando la garanzia di trasparenza dell'attività svolta, di tutela delle minoranze e di pari opportunità di accesso. Conclude quindi esprimendo l'auspicio che anche l'esame dell'Atto Camera n. 4274, nella parte recante la delega per la revisione dell'ordinamento delle discipline sanitarie, sia contraddistinto da analogo spirito nella prospettiva di improntare l'intero sistema ordinistico ad una veste nuova e più credibile.

Il senatore FOSSON (UDC-SVP-AUT:UV-MAIE-VN-MRE-PLI), nel dichiarare il voto favorevole del suo Gruppo, osserva come il disegno di legge in titolo costituisca un intervento di indubbia rilevanza per la modernizzazione del sistema sanitario nazionale, contribuendo ad una maggiore chiarezza nella funzione degli ordini professionali e ad assicurare più ampie garanzie di tutela per i pazienti. Coglie l'occasione per esprimere il vivo ringraziamento nei confronti della relatrice per aver accolto le istanze promananti dalle regioni di ridotte dimensioni, nell'eliminazione del numero minimo di iscritti ai fini dell'istituzione di ordini professionali a valenza regionale.

La senatrice BOLDI (LNP), intervenendo per dichiarazione di voto favorevole, rileva come si sia compiuto un significativo passo in avanti nel percorso di sistematizzazione delle professioni sanitarie, iniziato con la legge n. 502 del 1992 e proseguito con la legge delega n. 43 del 2006, di cui è stata relatrice ed il cui testo - tiene a precisare - fu la risultante delle proposte presentate a firma dell'allora presidente Tomassini e della senatrice Bettoni Brandani. Nonostante la legge di delega sia rimasta tuttavia inattuata per scadenza dei termini, essa ha assunto un'importante valenza nel sancire il principio della regolamentazione delle professioni sanitarie e nell'istituzione della funzione di coordinamento. In questo quadro, la disciplina in esame costituisce la punta più avanzata di tale indirizzo in quanto, anzichè ricorrere allo strumento della delega, provvede direttamente all'istituzione nel dettaglio degli ordini professionali necessari. Si tratta a suo giudizio di un nodo cruciale per il Servizio sanitario nazionale, nell'ottica di tutelare i professionisti e la salute del cittadino-utente dai fenomeni dell'abusivismo professionale. Coglie quindi l'occasione per sottolineare come la liberalizzazione delle professioni intellettuali non passi attraverso l'abolizione dell'ordine professionale di riferimento, ma esclusivamente garantendo il libero accesso attraverso corsi di laurea abilitanti, il cui unico limite è costituito dal numero chiuso connesso alla disponibilità didattica dei corsi universitari.

Dopo aver ringraziato i cofirmatari, la relatrice Bianconi, il Presidente, il ministro Fazio - che ha sostenuto la positiva conclusione dell'iter parlamentare - esprime l'auspicio di una convergenza unanime di tutte le forze politiche, raccomandando altresì il sollecito esame in Assemblea.
La Commissione conferisce quindi mandato alla relatrice a riferire favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge n. 1142, come modificato per effetto degli emendamenti accolti, chiedendo altresì l'autorizzazione alla relazione orale. Autorizza altresì la relatrice ad apportare le modificazione di coordinamento formale che si dovessero ritenere necessarie, con l'assorbimento del disegno di legge n. 573.
Il presidente TOMASSINI interviene per esprimere un sentito ringraziamento rivolto alla relatrice Bianconi, ai firmatari dei disegni di legge in titolo, nonché al ministro Fazio. Nel sottolineare il rilevante contributo offerto dalla maggioranza e dall'opposizione, rammenta l'impegno ad assicurare un celere iter in Assemblea
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RIAB INFO è ritornato in rete l’annuario della riabilitazione http://annuarioriabilitazione.it
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RIAB INFO, novità per il corso di Laurea in medicina e per la durata dei corsi di specializzazione. Fisiatria, ad esempio, passa da cinque a tre anni. Ecco come commenta la notizia Doctor News del 29 luglio.

Medicina: nuova laurea con specializzazione più breve
Il percorso di studi sarà più corto, la specializzazione durerà un anno in meno, ci sarà la possibilità di svolgere il dottorato contemporaneamente alla specializzazione e il tirocinio di tre mesi che oggi si svolge dopo la laurea sarà incorporato nella stessa. Sono queste le principali novità della riforma del corso di studi di medicina illustrate ieri, a Palazzo Chigi, dai ministri dell'Istruzione, Mariastella Gelmini e della Salute, Ferruccio Fazio. «Si tratta di una riforma strutturale» ha spiegato Fazio «che consente l'ingresso dei giovani nel lavoro con grandissimo anticipo immettendoli nel Servizio sanitario nazionale, anche se con contratti a termine e ciò ci mette in linea con gli altri paesi industrializzati». La durata dei corsi di specializzazione viene avvicinata a quella europea: le specialità chirurgiche passano da 6 a 5 anni, quelle mediche da 5 a 4 anni o 3 per alcune aree particolari. Continua, inoltre, un lavoro di selezione per garantire che soltanto le sedi più qualificate dal punto di vista scientifico possano ospitare le scuole di specializzazione (in 3 anni si è passati da 1.800 a 1.100 scuole). Attualmente ci sono 4 medici ogni 1.000 abitanti a fronte di una media Ocse di 3,3, come ha ricordato Fazio: «Con le nuove regole la nostra media scenderà a 3,5 rimanendo dunque ancora superiore a quella Ocse. Il numero di medici che escono dalle facoltà a numero chiuso copre le necessità del Paese e non riteniamo - ha concluso Fazio - di aver bisogno di nuovi medici». D'intesa con il Consiglio universitario nazionale (Cun) saranno definiti ordinamenti delle scuole che prevedano una maggiore partecipazione degli specializzandi all'attività professionale, con un modello 2+2 o 3+2 e cioè con una prima metà di formazione più teorica, seguita da una seconda metà dedicata all'attività diretta dello specializzando. In sostanza, dopo due o tre anni di specializzazione, lo studente potrà cominciare a lavorare all'interno dell'ospedale. Altra novità è la possibilità di svolgere durante l'ultimo anno di specializzazione anche il dottorato, per accorciare ulteriormente il percorso di studi ed entrare nel mondo del lavoro ancora più rapidamente. Per quanto riguarda il raggiungimento della laurea, l'intenzione dell'Italia è quella di confermare la durata di 6 anni del percorso, mentre il tirocinio valutativo di tre mesi, oggi previsto dopo la laurea, dovrebbe essere incorporato nella stessa. L'esame di laurea, quindi, inglobando anche l'esame di Stato, permetterebbe di conseguire una laurea "abilitante". «Questa scelta, però» ha precisato Gelmini «dovrà avvenire, previo confronto in sede europea, dove è già in atto il dibattito, in modo da garantire l'uniformità delle scelte del nostro ordinamento con quelle dell'Europa». Quando otterrà il via libera comporterà un consistente risparmio di tempo: oggi, infatti, lo studente che si laurea a febbraio del sesto anno, quindi in corso, non può concorrere alle prove di ammissione per le scuole di specializzazione che si svolgono a marzo poiché deve ancora svolgere il periodo di tirocinio. Di fatto, dunque, lo studente perde un intero anno prima di poter partecipare al concorso di specializzazione. «Riusciremo a coniugare due esigenze: il rafforzamento della qualità e il risparmio di tempo da parte degli studenti» ha aggiunto il ministro Gelmini.
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RIAB INFO, dal Gazzettino, edizione di Pordenone del 21 luglio. Un “botta e risposta” alle improvvide dichiarazioni di un assessore regionale sui servizi e dirigenze di area. A seguire l’articolo del quotidiano e la risposta al giornale.

Dirigenti assunti. Bocciata l`Ass 6
PORDENONE - L`Ass 6 dovrà sospendere temporaneamente la delibera con la quale il direttore Giuseppe Tonutti aveva disposto l`assunzione di cinque dirigenti infermieristici.
A comunicarlo è stato il consigliere regionale del Pd, Paolo Pupulin, dopo aver avuto la segnalazione da parte dell`assessore regionale Kosic dell`invio della disposizione al direttore
generale dell`Azienda territoriale. «Al fine di evitare l`assunzione di determinazioni in violazione di legge che renderebbero privi di effetto i provvedimenti medesimi e fino a definitivo chiarimento sull`argomento - scrive l`assessore a Tonutti - c`è la necessità di sospendere, in via cautelare, l`attuazione di atti già assunti al riguardo come di ogni iniziativa correlata all`assunzione di dirigenti infermieristici».
La vicenda aveva avuto molto eco. Nel mirino era finito il direttore dell`Ass 6 che aveva scelto, anziché assumere infermieri "semplici" in grossa carenza di di organico, di optare per cinque dirigenti inferimeristici. Da qui le proteste di Pupulin che aveva presentante una nota all`assessore regionale.
Ieri la decisione di bloccare l`atto di Tonutti. «Finalmente dopo tanto tempo ed altrettante sollecitazioni ho avuto la fortuna di ricevere dall`assessore regionale e dal direttore centrale Basaglia, con l`ufficialità della firma congiunta, una risposta precisa rispetto alla mia denuncia sull`assunzione di ben 5 dirigenti infermieristici, delibera contestata puntualmente da tutte le organizzazioni sindacali sia per questioni di merito che di legalità. Nel merito spiega Pupulin - perché sarebbe stato grandemente preferibile in un periodo di "vacche magre" per la sanità, dare priorità all`assunzione di personale operativo, di cui anche in questi giorni si è
denunciata la carenza, piuttosto che quello dirigenziale di cui non se ne sentiva il bisogno. Per motivi di legittimità, perché si è deciso di utilizzare impropriamente vecchie graduatorie,
scelta che pregiudica la possibilità di infermieri, magari già operanti nella sanità pordenonese, in possesso dei requisiti specifici di poter partecipare ad un concorso pubblico con il fine neanche troppo recondito di favorire personale affine all`attuale dirigenza. Dalla lettura del testo della lettera - va avanti Pupulin - si comprende la totale sconfessione politica e la messa in discussione della delibera dell` Asso. Il mio invito è, conseguentemente, di avviare subito il processo di assunzione di personale operativo, che manca in troppi servizi sul territorio, come continuamente denunciato dai rappresentanti del personale soprattutto nel Distretto Nord, Maniago e Spilimbergo”

Signor Direttore de' Il Gazzettino (edizione di Pordenone)
Hanno dell'incredibile, se non del demagogico, le affermazioni del Consigliere regionale Paolo Pupulin, che ho letto sulla vostra edizione di Pordenone del 21 luglio. Pensare che l'ASS di Tonutti debba tornare sui suoi passi e bloccare l'assunzione di 5 dirigenti di area infermieristica solo perchè, in un periodo di vacche magre, sarebbe stato meglio assumere “infermieri semplici”, oltre a non fare un buon servizio alla realtà dei fatti, rischia di fare solo confusione. Queste affermazioni, poi, suonano quantomeno strane ai professionisti afferenti alle aree infermieristico-ostetriche, tecnico sanitarie, di riabilitazione e prevenzione. Tutti sanno, infatti, che, come recita la legge istitutiva dei Servizi e delle Dirigenze di area, la 251/00, questi Dirigenti con Laurea quinquennale, vengono assunti, praticamente a costo zero, con manovre compensative sulla pianta organica dell'area dirigenziale e non del comparto. Continuando su questa strada, appena prenderà piede la gran balla della futura carenza di personale medico, ora al 3,7 per mille abitanti e nel 2018 ancora al 3,5, cioè abbondantemente al di sopra di quel 3,1 per mille che è l'attuale media europea, che faranno in Friuli? Con la stessa logica bloccheranno l'assunzione di infermieri a favore dei medici? Non è forse meglio intervenire per tempo, come mi pare stesse facendo Tonutti, “ sull'organizzazione, alla luce dei livelli di istruzione e formazione raggiunti dalle altre professioni sanitarie” creando per l'appunto Dirigenze e Servizi per area o più semplicemente assumendo personale di comparto, se serve, senza per questo pensare che si debbano bloccare le assunzioni nell'area della dirigenza? Insomma non si confondano le capre con i cavoli.


Gianni Melotti
fisioterapista

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RIAB INFO, mentre sulla rete si trovano le notizie più disparate e qualcuno sta preparando la rivoluzione per il 20 settembre a Roma, proviamo a tornare con i piedi per terra. A questo scopo si pubblicano questi articoli apparsi su Riabilitazione Oggi di giugno.

MFT POST 96, SORTE APPESA AL PRONUNCIAMENTO DEL CdS
di Gianni Melotti
Se i problemi dei massofisioterapisti, formatosi dopo il 1996, fossero solo quelli di un «bersagliamento su internet», come ha scritto uno di loro su un quotidiano locale, non ci sarebbe di che preoccuparsi. Comunque sia, senza voler scomodare troppa magistratura amministrativa, sembra che una certa interpretazione delle leggi, che per noi fisioterapisti sono ormai chiare, incominci a trovare consenso anche tra i giudici. Infatti, pur tra alcuni svarioni, ai quali siamo abituati, come una recente sentenza del CdS, il cui giudizio verrà sicuramente corretto in sede di discussione di un nostro ricorso contro la sentenza n. 5 del Tar di Perugia, l'orientamento, che sta venendo avanti, è quello confermato a Perugia secondo il quale: «Come esposto, in base all'articolo 1, della legge 43/2006, la soppressione delle figure professionali sanitarie non più attuali deriva automaticamente dalla mancata inclusione nell'elenco di quelle espressamente riconosciute dal d.m. 29 marzo 2001», tra le quali non figura più il Mft. Ricordo che, su questa sentenza, non è stata accolta una richiesta di sospensiva dell'Aifi, che, come ho appena detto, è ora ricorsa al Consiglio di Stato perché chiarisca che il titolo, rilasciato da istituti privati, non ha alcun valore giuridico-abilitante, ma sia solo di tipo culturale. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il Tar di Catania nel 2009: «In attuazione del richiamato art. 6 (comma 3 del Dlgs 502/92 ndr), i corsi per Mft sono stati soppressi a decorrere dal 1° gennaio 1996, ad eccezione di quelli per "Mft non vedenti", fatti salvi con DM Sanità 10 luglio 1988, che li ha espressamente prorogati». Parlare poi di un doppio canale formativo in riabilitazione, uno universitario e l'altro no, mi pare, svarioni a parte, un azzardo dopo quanto si legge anche nella recente sentenza n. 676 del 9 marzo 2011 del Tar di Milano: «Tutte le altre tipologie di impiego nel settore (della riabilitazione ndr) sono state considerate soppresse, così come i relativi corsi di formazione, salvo l'eventuale riordino in base alla nuova normativa sull'ordinamento universitario (omissis), per cui se ne può concludere che l'unica figura professionale ormai ammessa dall'ordinamento nell'indicato settore di attività è quella di fisioterapista». Insomma un gran guazzabuglio e, se è di tutta evidenza che i Mft triennali pre 1996 sono da considerarsi a tutti gli effetti fisioterapisti, e i biennali pre '96 potrebbero esserlo a breve, grazie ad un recente accordo raggiunto il 10 febbraio in Conferenza Stato- Regioni, la cosa non è così chiara per gli altri. Infatti su chi ha conseguito il titolo successivamente al 17 marzo 1999 pende la spada di Damocle del Consiglio di Stato chiamato a dire la parola finale sulla validità dei titoli stessi. È lo stesso Ministero della salute a dare questa chiave di lettura quando, a luglio dello scorso anno, arriva a dire che: «La questione delle competenze delle figure professionali che operano nel settore di cui trattasi, è attualmente in fase di valutazione da parte della magistratura. A tal proposito, si segnala che con la recente sentenza n. 5/2010, il Tar dell'Umbria è intervenuto sulla figura del massofisioterapista, collocando la stessa non già fra le professioni sanitarie (ausiliarie ndr) (come indicato dalle legge 403/71), bensì fra gli operatori di interesse sanitario di cui alla legge 43/2006. Detto inquadramento sistematico, se confermato dal Consiglio di Stato presso cui la citata sentenza è stata impugnata, collocherebbe i massofisioterapisti ad un livello inferiore rispetto non solo alle professioni sanitarie, ma anche rispetto alle arti ausiliarie delle professioni sanitarie». Non voglio farla lunga, ma mi pare proprio che il senso di tutto questo è che i bisogni e le risposte che i cittadini si attendono in campo sanitario sono ormai incompatibili con quanto era previsto dal vecchio ordinamento che le norme di questi ultimi anni hanno voluto superare. Staremo a vedere.

MCB, UN LIMITE AL RICONOSCIMENTO CREDITIZIO
di Gianni melotti
La Dirigente Ada Fiore, della Direzione Generale Istruzione, formazione e lavoro, di Regione Lombardia, è personaggio noto ai nostri lettori. E' la stessa che, dopo essersi inventata tre distinte figure professionali di massaggiatore e operatore della salute, operatore del massaggio sportivo e quello di tecniche orientali, miseramente abortiti dalla magistratura amministrativa, aveva proceduto, in acque più tranquille, con l'approdo al Massaggiatore Capo Bagnino ( Mcb) con una sua riesumazione “settica”, proponendolo esattamente così come risulta ancora normato da Regio Decreto 1334 del 1928.
Figura, questa, poi proposta, ai centri di formazione professionale (Cfp), come la soluzione ai problemi creati dagli stop arrivati dai Giudici. E che fosse così lo si intuisce dal fatto che, i Cfp, non solo hanno potuto iniziarne la formazione, ma hanno anche potuto valutare eventuali crediti formativi a coloro che era già stati buggerati, a vario titolo, dalla Regione per potersi, così, riconvertire in questa “nuova” figura. Inequivocabile, a questo proposito, il dettato di un decreto del 2009, che, stabiliva: “che le competenze acquisite dagli allievi che hanno frequentato o che stanno frequentando percorsi formativi afferenti il profilo di Massaggiatore e Operatore della Salute costituiscono valore di credito formativo per l’ammissione in altri percorsi formativi del sistema di Istruzione e Formazione Professionale, in coerenza con il sistema di certificazione delle competenze stabilito dalla legge regionale n. 19/2007”.
Le cose sono andate a meraviglia e, con la velocità di una saetta, furono formati, in men che non si dica, i primi Mcb lombardi. I primi del nuovo millennio! Per chiarire meglio questo concetto,e poter valutare la bontà dell'operazione, basta dire che, grazie ai crediti, i Mcb spuntarono come funghi già il 30 novembre 2009, cioè a 25 giorni esatti dalla data di inizio dei primi corsi! Ora, a distanza di tre anni, forte anche della recente sentenza del Tar di Milano, che conferma il fatto che Regione Lombardia non ha creato una nuova figura professionale, ma si è limitata ad istituire corsi per una figura già compiutamente individuata dalla normativa statale del 1928, la dottoressa Fiore, torna sull'argomento dei crediti, ponendo un tetto massimo, con la stessa solerzia di chi chiude la stalla dopo che sono già scappati tutti i buoi. Infatti con il decreto n° 4070, 6 maggio 2011, pone un limite al riconoscimento dei crediti formativi a coloro che hanno partecipato o hanno concluso percorsi formativi nell'ambito dei sistemi di Istruzione e Formazione Professionale delle Regioni. E se in suo precedente decreto, il 10043 del 2009, stabiliva che, questi, potessero essere riconosciuti anche in misura superiore al 50% delle ore totali del percorso standard, modificando un precedente decreto del 2008, ora riporta tutto alla regola generale e stabilisce, bontà sua, che questi possano essere riconosciuti solo fino ad un massimo del 50% delle ore totali del percorso formativo.
Non sappiamo ancora se Aifi e Fncm siano o meno interessate a ricorrere al CdS contro la sentenza del Tar di Milano n. 676/11, che ha respingendo un loro ricorso per l'annullamento del decreto regionale n. 10043/09 sull'istituzione dei corsi per l'arte ausiliaria di Massaggiatore Capo Bagnino degli stabilimenti idroterapici, che ho commentato sul giornale di marzo, ma temo che di questi argomenti dovrò ancora occuparmene.

AIFI- SM, UN TAVOLO NATO VECCHIO E DA CHIUDERE IN FRETTA
di Gianni Melotti
Ha stupito un po' tutti la convocazione di Aifi e delle Associazione di diplomati Isef e Laureati in Scienze Motorie, fatta dal Ministero della Salute, lo scorso 31 maggio, per discutere della divisione di compiti tra noi e SM. La cosa sa, però, un tantino di stantio, visto che l'articolo 1 septies, che aveva paventato una improbabile equipollenza della laurea in SM alla nostra, è stato definitivamente abolito. Non mi resta, quindi, da pensare che questo tavolo, messo in piedi quando le condizioni erano del tutto diverse dalle attuali, quando cioè era ancora possibile operare un condizionamento sul ministero della Salute perchè desse corso al decreto attuativo dell’art.1 septies, per altro già firmato, due anni orsono, dai Ministri Fazio e Gelmini, sia stato aperto con il solo compito di dichiararne la chiusura. Questo il mio auspicio, d’altronde ora non avrebbe più nessuna ragione di esistere visto che le competenze delle due professioni, con l’abrogazione dell’equipollenza, sono state definitivamente ribadite. Resta ovviamente aperta la discussione sul ruolo del Laureato in SM, che non può trovare i suoi naturali sbocchi occupazionali saturi di persone che, con un corso di poche ore, pretendono di avere le stesse competenze, ma questo è un altro fronte sul quale questi professionisti non possono che avere anche il nostro appoggio.
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MAIL Mastrillo n. 9, del 27 luglio 2011

Indice:
1) CORSI DI LAUREA MAGISTRALE DELLE PROFESSIONI SANITARIE
2) CONFERENZA CORSI DI LAUREA DELLE PROFESSIONI SANITARIE
3) OSSERVATORIO DEL MIUR PER LE PROFESSIONI SANITARIE
4) RIFORMA UNIVERSITARIA GELMINI
5) ANVUR e CUN
6) ORDINI e ALBI

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