sabato 14 maggio 2011

SIMFER A CANOSSA

RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 14 maggio 2011
Anno IX° n° 12
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ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “ FATELE GIRARE”
la redazione
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RIAB INFO, sono bastate poco meno di 48 e la Simfer, lavorando anche la domenica, ha doverosamente corretto la sua posizione sull'’esentabilità dell'’Iva sulle nostre prestazioni perché, comunque esplicitate, restano prestazioni sanitarie e quindi in regime di esenzione e, francamente, se la sono cavata con poco: una letterina.
Andò molto peggio ad Enrico IV, che, per farsi perdonare da Gregorio VII, se ne dovette stare a Canossa per tre giorni e tre notti in mezzo alla neve, a piedi scalzi ed in abito da penitente, per ricevere, solo il quarto giorno, il perdono.
Non si pretende tanto, non stiamo parlando, infatti, di Imperatori e di Papi, ma varrà comunque la pena che la Simfer faccia, qualche volta, autocritica su questo e su altri fatti che la vedono impegnata in una sorta di battaglia di trincea, che, come in questo caso, l’aveva lasciata con il cerino acceso e con il rischio reale di scottarsi le dita.

Comunicato Aifi
La S.I.M.F.E.R. riconosce correttamente il proprio errore
La S.I.M.F.E.R. ha accolto l'invito a rettificare il documento "Linee guida sul Giudizio di Plausibilità e Congruità delle Spese per Trattamenti Fisioterapici in Caso di Traumi Minori" .
Viene così ribadito che le prestazioni del Fisioterapista, sia che quest'ultimo agisca in riferimento alla diagnosi e prescrizione del medico, sia che agisca in maniera indipendente in rapporto diretto con la persona assistita, sono comunque esenti IVA.

Lettera della Simfer
Gentile Dott Antonio Bortone,
ti ringrazio per la segnalazione del mancato aggiornamento nel sito del documento “Linee Guida per il giudizio di Plausibilità e Congruità delle Spese per Trattamenti Fisioterapici in Caso di Traumi Minori”. Tale mancato aggiornamento è solo legato al passaggio al vecchio al nuovo sito. Personalmente né io né il presidente ne abbiamo mai avuto segnalazioni fino al 6 maggio 2011. D’altra parte, subito dopo la segnalazione, è stato cancellato dal sito (mattina del 7 maggio 2011) e sostituito con quello aggiornato. Questo testimonia l’'attenzione della Simfer per la correttezza formale e sostanziale rispetto all'’informazione in ambito riabilitativo.
Sulla base di queste considerazioni auspichiamo una pronta correzione dei toni della news pubblicata visto che il documento di aggiornamento del 2008 è stato comunque frutto della commissione mista Gruppo di Studio M.Gioia (Dr. Giovanni Cannavò e Dr. Luigi Mastroroberto) e Gruppo di Studio Simfer (Dr. Carlo Cisari e Dr. Pasquale Pace). Anche la Simfer ha partecipato alla modifica, l'’unico errore è il mancato aggiornamento. Nell’'auspicio di una proficua discussione , invio un cordiale saluto
8 maggio 2011
Dr. Mauro Zampolini
(Dir. Area internet Simfer)
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RIAB INFO, vi invitiamo, caldamente, a prendere visione del recente documento sulle Cure palliative dei pazienti con patologie respiratorie croniche avanzate non oncologiche promosso e coordinato da AIPO con la collaborazione di SIARTI e ARIR e il contributo di AISLA.
Il documento è presente sui siti delle tre associazioni scientifiche: quella degli Pneumologi, degli Anestesisti e dei Colleghi che si occupano dell’insufficienza respiratoria.
Come potrete rendervi conto voi stessi, il documento è particolarmente importante per la nostra figura professionale perché rende noto e documenta il fatto che il nostro intervento professionale non si limita alla sola area della riabilitazione ma rientra a pieno titolo anche nei campi della prevenzione, cura e palli azione, rafforzando la necessità di svincolarci dalla esclusiva collaborazione che i medici fisiatri pretendono di avere con la nostra figura o dalla intermediazione che pretendono di attuare con le altre figure mediche.

Il documento può essere reperito su questi siti www.arirassociazione.org
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RIAB INFO, siccome sappiamo di essere letti a livello di più di un Ministero, si pubblica e si fa nostra al richiesta che ci arriva da una nostra lettrice. Se non si darà la possibilità, anche al pubblico dipendente, di accedere ad un trattamento integrativo si rischieranno pensioni intorno al 40-50% dell’ultimo stipendio per le nuove generazioni ancora prive di un fondo di previdenza complementare, nonostante le promesse

Spett Riab Info, sono una farmacista, dipendente di Asl. Ho letto un vostro articolo, a dicembre, dal titolo "Parte il fondo Perseo" , poichè sono interessata ad accedervi, sapreste indicarmi che fine ha fatto, dal momento che se ne sono perse le tracce?
Grazie
dott E. B. - ASS1 Triestina
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RIAB INFO, nel informarvi che l’'abrogazione dell'’articolo 1 septies è stata pubblicata in «Gazzetta Ufficiale» (la n. 104 del 6 maggio 2011) con il numero 63/2011 e che, la stessa, entrerà in vigore sabato 21 maggio, si pubblica il commento che ne fa Riabilitazione Oggi di aprile in distribuzione.

GIUSTIZIA E' FATTA. ABROGATO DEFINITIVAMENTE L'1 SEPTIES! (di Mg)
Finalmente, dopo 5 anni di attesa ce l'abbiamo fatta. Martedì 5 aprile il Senato ha definitivamente affossato l'articolo 1 septies della legge n. 27 del 3 febbraio 2006! Finalmente, come ha detto anche l'Aifi, “La più "sconcertante" aggressione che una Professione intellettuale abbia mai dovuto subire nel nostro paese è stata respinta".
C'è voluto tutto questo tempo per eliminare questa norma assurda che avrebbe potuto equiparare la Laurea in Scienze Motorie alla nostra. Per la cronaca il provvedimento è passato praticamente all'unanimità, con due astenuti e uno che ha “marcato visita”; guarda caso proprio il sen Firrarello, autore del misfatto giusto un lustro fa.
Sono stati 5 anni che ci hanno visto sprecare energie preziose che avremmo potuto convogliare su altri e più importanti obiettivi come gli ordini, le dirigenze, i servizi di area e quant'altro. Per capire l' aria che tira ho fatto un giro sui soliti quattro siti, ma niente. Sono spariti i proclami di vittoria che avevano contrassegnato il tutto dal suo nascere. Ma il giro non è stato vano perchè mi sono reso conto che, nonostante cambiano i tempi, si continuano a ripetere sempre le stesse solfe, trite e ritrite, come se, continuando a ripetere la stessa frottola, prima o poi, si finisca per renderla credibile. A volte funziona, ma il più delle volte a scrivere la storia sono stati i vincitori. Per capirci, prendiamo ad esempio il “Giustini pensiero” legato al nuovo, quanto contestato, piano per la riabilitazione e così scopriamo che :
“Purtroppo assistiamo anche , solo in alcune frange segnate da preconcetti antichi e posizioni di parte, (Aifi? Ndr) ad episodi di grave mancanza di cultura scientifica, professionale ed etica e di apertura al confronto, che però sono anche conferme "per assurdo" della validità che la linea di sviluppo attuale rappresenta per tutto il mondo della riabilitazione italiana.”.
Insomma una solfa che ricalca, a mò di disco rotto, quanto ebbe già a scrivere, come Presidente della Simfer, a proposito dell'articolo dell' 1 septies nel 2006, quando così si esprimeva: “
Nelle scorse settimane il Parlamento ha stabilito che con un Corso specifico il Laureato in Scienze Motorie possa essere in grado di espletare la professione di Fisioterapista. Le motivazioni sono varie, le origini di questo evento stanno anche in alcuni comportamenti assurdi di una Associazione dei Fisioterapisti Italiani che hanno difeso più i loro interessi professionali che la qualità della loro formazione e tanto meno la qualità complessiva del settore delle attività riabilitative.”
Già, ma lui, come risulta da un verbale di una riunione tenutasi a Roma il 22 febbraio 2006 presso la sede del Cepas (presenti Berloffa pres. UNC, Palazzotti pres. Special Olimpics, Scipinotti per Federconsumatori, Palomba per i massaggiatori sportivi, Polidoro per l' AIMS, Falcioni pres Fif, Rossi pres registro degli osteopati, e Romano legale dell' Unc): “ritiene che, in attesa della concreta attuazione, a livello di principio, le novità normative contenute nell'articolo 1 septies della legge 3 febbraio 2006, n. 27, siano opportune, riservando il giudizio finale al riguardo, al momento dell'esame della disciplina di dettaglio, e suffragando, con esempi concreti, il proprio punto di vista, sottolineando alcune delle lacune nell'organizzazione delle professionalità afferenti al sistema riabilitativo.
Falcioni, attuale presidente dimissionario della Fif, è sulla stessa lunghezza d'onda di Giustini e ritiene che: “l'eventuale allargamento della categoria dei fisioterapisti è destinato a dare ad essa maggiore forza”.
Per nostra fortuna, anche Falcioni, in una recente intervista del 4 aprile al Corriere della Sera, ha cambiato opinione e ora si esprime in maniera diversa.
Sono lontani i tempi nei quali oltre a dare dell'infame al sottoscritto se la prendeva con l'allora Presidente dell'Aifi scrivendo:”
Forse finalmente Manigrasso avrà compreso che l'unica strada è quella del dialogo con gli altri, della revisione di alcune "credenze mitologiche" dell'AIFI e del confronto rispettoso con gli avversari. Vediamo se a questo punto i rappresentanti dell'AIFI la smetteranno di seminare odio, astio e rancori e chiederanno di sedersi ad un tavolo per discutere”.
Dal canto suo il professor Berloffa, non è stato da meno e prendendosi il vanto di aver ottenuto l'1 septies spiegava come la sua inesistente figura, i chinesiologi, “hanno sempre creduto che il vero operatore del movimento fosse colui che raccogliesse all'interno della sua formazione le competenze globali di questo mondo e cioè la capacità di lavorare sia sul sano che su quello che sano non è più. Chi meglio di colui che sa come avviene il movimento in assenza di patologie può interpretare le sue devianze in presenza di es­se e strutturare l'intervento necessario a ripararle? Questo era il nostro obiettivo, finalmente ora raggiunto, creare il super esperto del movimento. Intorno a questo evento è stato sollevata dai dirigenti dei fisioterapisti una corti­na di fumo che impedisce di percepirlo in tutta la sua grandezza e utilità. Certo i di­rigenti dell'AIFI invece di spiegare ai loro iscritti la loro difficoltà gestionale hanno pre­ferito, come sempre viene fatto, gridare al destino bieco e baro che viene a stravolgere il loro paradiso incantato”.
Ma come sempre chi disprezza compera e così, il Berloffa, è lo stesso personaggio che, per le cronache, aveva tentato di diventare fisioterapista cercando di convertire un titolo di mft non abilitante ed era stato cacciato dall'Università di Chieti e che da questo verbale, in risposta al rappresentante dei consumatori, ebbe a sostenere che: “la situazione di confusione e dubbio è stata essenzialmente ingenerata dalla campagna avviata da una singola associazione di fisioterapisti (Aifi ndr), di limitata rappresentatività, per scopi estranei alla tutela degli interessi dei consumatori, e mediante la diffusione di notizie infondate, dal punto di vista scientifico.
Insomma un sacco di fandonie fin dall'inizio, anche se, fin dall'inizio, era chiaro che questa norma andasse abrogata. In questi cinque anni se ne sono viste di tutti i colori.
Ad esempio, nella passata legislatura, a guardia del provvedimento abrogativo fu messo l'indimenticabile Vito Li Causi, lui stesso laureato in Scienze Motorie e sedicente massofisioterapista dalla mai chiarita annualità, un personaggio con il quale non si poteva che avere il sospetto che si stesse giocando una partita truccata con un arbitro che, più che “super partes”, fosse sceso in campo con la squadra avversaria.
A confermarci nei nostri dubbi, all'epoca, arrivarono i calorosi ringraziamenti del solito Berloffa secondo il quale il già allora contestato comma due “è stato ottenuto grazie al lavoro svolto dall’UNC e alla passione e dedizione con cui il relatore On. Vito Li Causi ha lavorato per rendere giustizia ai Laureati in Scienze Motorie”.
Alla Camera non abbiamo mai avuto troppa fortuna con i relatori. E' successo anche in questa legislatura con l'on Barbieri che ci ha fatto perdere un sacco di tempo in audizioni dove se ne sono sentite di ogni.
Ci siamo dovuti pure sciroppare le toccanti storie di “mamme miracolate” dall'intervento dei loro pargoli laureati in SM, di professori che chiedevano, giustamente, sbocchi seri e non palliativi come l'1 septies per i laureati in SM o quelle balle galattiche, spacciate per vangelo, su portantini diventati improvvisamente fisioterapisti.
O anche, per nostra fortuna, la sconfessione del “Giustini pensiero” quando il suo successore alla presidenza della Simfer, il dr Fletzer, in audizione alla Camera si dichiarò contrario all'equipollenza. E vorrei ben vedere se fosse successo il contrario, visto che lo stesso Ordine dei medici ebbe a firmare il documento, voluto dall'Aifi, “No all'equipollenza”!
Comunque sia, a furia di strizzare l'occhio a SM l'on Barbieri non è riuscito nemmeno a fare i loro veri interessi come aveva per altro suggerito correttamente il Sen Caforio quando ebbe a presentare contestualmente due ddl uno abrogativo dell' 1septies e l'altro, tuttora a disposizione nei cassetti del Parlamento, a tutela degli spazi occupazionali dei laureati in SM impropriamente occupati da chiunque, anche senza titolo.
Ma nonostante i suoi sforzi, alla fine, anche con quanto aggiunto dalla Camera, con i commi 2 e 3, e oggi trasformati in legge dal Senato non cambia nulla rispetto all'esistente e i Laureati in SM che vogliono fare anche i fisioterapisti devono accedere alla prova di selezione, prevista dal numero chiuso, come ogni altro cittadino e, una volta superata, come ogni altro Laureato, potranno far valere eventuali crediti formativi.
Questi potrebbero essere definiti da un decreto, che non potrà certo modificare le normative vigenti e che sarà emanato di concerto con il ministero della Salute. L'unico dato certo e di rango è quanto si afferma al primo comma di questa legge:” L'articolo 1-septies del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, è abrogato”. Il resto è e resta, solo aria fritta! O forse no, visto che proprio la previsione di questo decreto aveva messo in crisi il Governo e il Miur perchè andava a minare l'autonomia degli Atenei appena riconfermata con la recente riforma dell'università a firma Gelmini.
L'ho fatta lunga e non mi sono tolto nemmeno tutti i sassolini finiti nelle scarpe in questi lunghi cinque anni di “pane e cicorie”. La notizia, dell'abrogazione della paventata equipollenza ha avuto un notevole eco anche su tutta la stampa nazionale e locale, con un piccolo, quanto divertente, diversivo nella pagina della “Cronaca di Udine” del “ Messaggero Veneto” di venerdì 8 aprile. In buona sostanza, con tanto di foto del Collega Mauro Gugliucciello, il quotidiano, prendendo lucciole per lanterne, così scrive” Finalmente il Governo ha cancellato l'equipollenza dei fisioterapisti ai laureati in Scienze Motorie”, cioè l'esatto contrario di quanto è successo! Mettiamola sul ridere, anche se in Friuli non l'hanno presa bene e hanno bombardato il giornale con mail di protesta.
Probabilmente Mauro si sarebbe dovuto spiegare meglio! Nell'aspettarmi, ora, le sue di proteste, chiudo ringraziando quanti si sono prodigati per questo risultato dall'Aifi alle Organizzazioni Sindacali, compreso, permettetemelo, il “popolo di Riab Info” che ha fatto sentire la sua voce inviando le sue “proteste mirate” nelle Commissione con migliaia di email, ma anche tutti coloro che “ sono andati avanti”, come direbbero gli Alpini, e che, con Angelo Fabbri, sono sicuramente in festa per questo risultato.
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RIAB INFO, dopo la pubblicazione della riforma universitaria, targata Gelmini, che ha allargato la platea dei nuovi “dottori”, ci stanno arrivando le mail di protesta degli esclusi. Infatti la legge 240/10, all'articolo 17, dà la possibilità, a chi è in possesso di un diploma triennale delle scuole dirette a fini speciali, istituite dal decreto del Presidente della Repubblica 10 marzo 1982 o di un diploma universitario, sempre triennale, di cui alla legge 19 novembre 1990 n. 341, di fregiarsi del titolo accademico di dottore. Risulta difficile capire perché siano stati esclusi tutti gli altri che uscivano da corsi triennali, a quali si accedeva con una maturità quinquennale, in base al D.M. del 10 /02/ 1974, che pure sono equipollenti. Da qui le mail di protesta.

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