sabato 21 maggio 2011

LOMBARDIA, SITRA IN ESTINZIONE

RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 21 maggio 2011
Anno IX° n° 13
le ultime news di Riab Info
Ci si può iscrivere a Riab Info inviando una e-mail a riab.info@libero.it
Graditi i commenti di chi ci legge.
ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “ FATELE GIRARE”
la redazione.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Gran bel colpo quello messo a segno dall'azione congiunta di Spif e Aifi Lombardia sui Servizi e sulle Dirigenze di area. Infatti, a poco meno di quattro mesi dal loro convegno sulla riabilitazione, patrocinato da Regione Lombardia, c'è stata una svolta, che non è retorica definire storica.
Per la prima volta, infatti, in Lombardia si prospetta la piena attuazione della legge 251/2000 superando la contestata fase provvisoria, che aveva visto sorgere i contestati Sitra intesi come “servizio omnibus” che raggruppano, indistintamente, tutte le professioni sanitarie sotto un’unica dirigenza.
Qualcosa che andava nella direzione opposta a quella della valorizzazione delle professioni ed al miglioramento del servizio reso all'’utenza.
Detto questo ci permettiamo di fare gli avvocati del diavolo, ma solo a fin di bene, e, in attesa dei prossimi eventi, che dovrebbero portare ad una legge regionale o ad una delibera di Giunta, che recepisca la mozione, che si pubblica, vogliamo fare i maliziosi.
Non è che andrà a finire che per gli infermieri verrà istituita una struttura complessa e per gli altri una struttura semplice, o meglio strutture semplici inserite in una struttura complessa, diretta da un/a infermiere/a che si è già fatta i titoli di carriera nel pregresso?

Comunicato Stampa Aifi Lombardia
TUTTI I CONSIGLIERI VOTANO LA MOZIONE 142 PER LA DIRIGENZA PROFESSIONALE
Il Consiglio Regionale della Lombardia oggi ha approvato all’'unanimità la mozione per la Dirigenza delle Aree delle Professioni Sanitarie, in applicazione della Legge 251 del 2000. Dopo una fine lavoro politico portato avanti dalla Presidente dell’'Aifi regionale Pierangela Torresani, in rappresentanza anche della Consulta Regionale delle Professioni Sanitarie, il documento è stato presentato dal Consigliere Giorgio Puricelli (PDL), a firma della Lega Nord per il tramite di Stefano Galli, ma l’importanza del contenuto e della ricaduta sul piano organizzativo e gestionale nelle Aziende Ospedaliere lombarde, ha portato tutte le forze politiche a condividere obiettivi e contenuti, con una espressione di voto unanime. Adesso si attende l'’applicazione nelle Aziende Sanitarie ed Istituti IRCCS, segnalati come idonei dall’Assessore Luciano Bresciani e dal Direttore Generale Regionale Carlo Lucchina, di concerto con le Direzioni Aziendali interessate dai provvedimenti.
Il plauso alle forze politiche che sono riuscite, anche in periodo elettorale, a condividere posizioni univoche importanti per il miglioramento del servizio sanitario regionale e quindi per l’efficienza usufruita dalla collettività, valorizzando equamente tutte le professioni sanitarie.

Nota bene: invieremo la mozione non appena in possesso della forma definitiva licenziata dalla Giunta Regionale

Dal sito dello Spif, la stessa notizia
Approvata oggi mozione dal Consiglio Regionale della Lombardia sulla istituzione di UU.OO.Professionali di tutte le aree specifiche

Milano 17 maggio 2011 data straordinaria
In un lavoro veramente collaborativo tra lo SPIF Lombardia e l'AIFi Lombardia, sotto la stretta e attenta regia del Consigliere Regionale della Lombardia, il Dott. Giorgio Puricelli, è stata approvata in data odierna la mozione che apre le condizioni migliori per l'istituzione delle Unità Operative Professionali delle specifiche Aree Infermieristiche, Riabilitative, Tecnico Sanitarie di Laboratorio e Tecnico Sanitarie Diagnostiche, aprendo così a Dirigenze, Attività di Coordinamento e soprattutto Attività Professionali un migliore governo clinico e assistenziale, molto più utili ai cittadini, alle professioni e alle istituzioni sanitarie.
La Direzione Nazionale SPIF e la Presidenza Nazionale nel compiacersi del risultato ringraziano personalmente il Dott. Puricelli e il Consiglio regionale della Lombardia e con molto piacere il Gruppo Dirigente dell'AIFi Lombardia con il quale hanno partecipato insieme nelle fasi di elaborazione e di discussione con l'Assessore alla Sanità Il Prof. Bresciani e il Direttore Generale il Dott. Lucchina.
Amaramente tutto ciò accade mentre in contemporanea in questi giorni nella Regione Liguria tali UU.OO. Professionali esistenti vengono restituite ai nostri concorrenti non senza la collaborazione di qualche collega compiacente.
Un personale ringraziamento dal Presidente SPIF A.Cartisano

RIAB INFO, ecco la mozione o almeno la bozza in circolazione

Il Consiglio Regionale della Lombardia
PREMESSO CHE
La Legge n. 251 del 10 agosto 2000 (Disciplina delle Professioni Sanitarie Infermieristiche, Tecniche, della Riabilitazione, della Prevenzione nonché della Professione Ostetrica) individua nelle regioni l’organo istituzionale atto a promuovere la valorizzazione e la responsabilizzazione delle funzioni e del ruolo delle professioni infermieristico-ostetriche, della riabilitazione, delle professioni sanitarie dell’area tecnico-sanitaria e dell’area della prevenzione al fine di contribuire alla realizzazione del diritto alla salute, al processo di aziendalizzazione del SSN, all’integrazione dell’organizzazione del lavoro della sanità in Italia con quelle degli altri Paesi
dell’Unione Europea;
PRESO ATTO
che attualmente nelle Aziende Sanitarie della Regione Lombardia è istituito il Servizio Infermieristico Tecnico e Riabilitativo Aziendale che prevede la Dirigenza delle Professioni Sanitarie Infermieristiche, Tecniche, della Riabilitazione, della Prevenzione e della Professione Ostetrica con qualifica unica di dirigente aziendale delle professioni dell’area infermieristica, tecnica, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica;
CONSIDERATO
che il completamento del percorso previsto dalla legge 251/2000 può prevedere l’istituzione di servizi per area a cui conferire un ruolo di dirigenza proveniente dall’area di appartenenza e con i requisiti previsti dalla normativa vigente; l’applicazione in tal senso porterebbe numerosi benefici, nei termini di una migliore e più efficiente gestione delle attività nell’interesse dei pazienti, di una maggiore funzionalità e responsabilizzazione
e valorizzazione dei professionisti della salute;
IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE
a prevedere, nelle linee guida per la redazione dei piani di organizzazione aziendale delle Aziende Sanitarie della Lombardia, senza oneri aggiuntivi e nel rispetto dei momenti di confronto previsti dai vigenti CCNL:

1 – l'’istituzione, in quelle Aziende Sanitarie ed Istituti di Ricovero e cura a carattere scientifico (I.R.C.C.S.) di cui all’art. 13 comma 1 della L.R. 33/2009 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità) individuate come idonee dall’Assessorato competente in sinergia con la propria Direzione Generale e di concerto con le relative Direzioni Generali Aziendali, di quelle Unità Operative delle Professioni Sanitarie, che essi ritenessero concordemente utili per le specifiche Aziende, con conseguente assegnazione della dirigenza per specifica area requisito di accesso laurea specialistica o magistrale nella area specifica) per quelle aree individuate fra le seguenti:

- Unità Operativa Professionale Infermieristica e Ostetrica
- Unità Operativa Professionale della Riabilitazione
- Unità Operativa Professionale Tecnico-Sanitaria
- Unità Operativa Professionale della Prevenzione

a cui attribuire la diretta responsabilità e gestione delle attività e delle funzioni connesse per ciascuna area di cui agli artt. 1,2,3,4, di cui alla legge 251/2000 e al CCNL della dirigenza sanitaria non medica STPA; le UU.OO Professionali in diretta relazione con la Direzione Sanitaria partecipano alla realizzazione degli obiettivi aziendali nel rispetto delle funzioni previste dalle norme istitutive dei relativi profili professionali attraverso il conferimento di incarico dirigenziale per ciascuna Unità Operativa, dirigenza per specifica area;

2 - l’'istituzione, in relazione a particolari complessità delle Aziende Sanitarie, delle seguenti strutture complesse:

- Direzione di Area Infermieristica e Ostetrica
- Direzione di Area delle Professioni Riabilitative
- Direzione di Area Tecnico Sanitaria
- Direzione di Area della Prevenzione

I Direttori assicurano il sistema di governo clinico assistenziale, riabilitativo, tecnico-sanitario e della prevenzione con funzioni organizzative e gestionali. Il conferimento dell’incarico avviene nel rispetto della normativa vigente e degli accessi previsti dalla legge 251/2000.

3 - di sensibilizzare la Conferenza Stato-Regioni sul modello organizzativo proposto che rappresenta l’attuazione e l’evoluzione di quanto previsto dalla Legge 251/2000.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, quando sulle dirigenze la confusione viene da lontano. Per capirci e comprendere il clima che ha imperversato in Lombardia, dove, una professione, aveva convinto la Regione che il vecchio diploma Dai fosse già la laurea specialistica, si riprende, con nostre note in corsivo, questo messaggio postato in data 8 gennaio 2004 alle 19 e 30 sul forum del Nursin di Bergamo.

"Oggi si è svolta l'assemblea RSU della nostra azienda con all'ordine del giorno la discussione del Piano Organizzativo Aziendale presentatoci in fretta e furia dall'Az. sollecitata dalla Regione.
Come Nursind abbiamo presentato un documento dove si denuncia per l'ennesima volta il ruolo di subordine e di penombra riservato alla nostra professione, alla quale l'azienda ha riservato comunque un Dipartimento (DISTRO) (questo ci mancava ndr) ma del tutto dissimile dagli altri per autorevolezza, autonomia e gerarchia. Fin qui nulla di strano. (dice questo infermiere ndr)
Ad un certo punto si alza una voce, fisioterapista schierato apertamente (omissis), che rivendica niente po po' di meno che un Dipartimento per ogni professione (ovviamente intende area ma lui non lo sa ndr) sanitaria, con propria gerarchia, il proprio dirigente ed i referenti d'area, in line con l'Ufficio di Direzione strategico.
Quindi non un unico Dipartimento come lo è ora il DISTRO, (diretto da un infermiere dirigente) bensì (orrore ndr) 4 Dipartimenti, uno infermieristico/ostetrico, uno Riabilitativo, uno Tecnico sanitario.
(quindi prima parlava davvero delle 4 aree non delle 22 professioni, ma si dimentica comunque il quarto ndr)
Il tutto motivato dal rispetto della legge 251/2001 (ASINO é del 2000 ndr) e dai decreti dei singoli profili professionali.
Alla faccia delle accuse di corporativismo che ci hanno appioppato dal nostro nascere!!!
Così facendo, loro non sarebbero corporativi perchè comunque associati ad OOSS confederali, pur permettendosi di fare tranquillamente tale proposta, in una situazione già di per sé in forse per l'esistenza stessa del Dipartimento Infermieristico, da più parte volutamente considerato più come servizio che dipartimento. Lascio ad ognuno i propri commenti.

RIAB INFO, anche noi!...ma vaff..day!
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
SI REPLICA
RIAB INFO, siccome sappiamo di essere letti a livello di più di un Ministero, si pubblica e si fa nostra la richiesta che ci arriva da una nostra lettrice. Se non si darà la possibilità, anche al pubblico dipendente, di accedere ad un trattamento integrativo si rischieranno pensioni intorno al 40-50% dell’ultimo stipendio per le nuove generazioni ancora prive di un fondo di previdenza complementare, nonostante le promesse

Spett Riab Info, sono una farmacista, dipendente di Asl. Ho letto un vostro articolo, a dicembre, dal titolo " Parte il fondo Perseo. " , poichè sono interessata ad accedervi, sapreste indicarmi che fine ha fatto, dal momento che se ne sono perse le tracce?
Grazie dott E. B. - ASS1 Triestina
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, nell'’informarvi che l’'abrogazione dell’articolo 1 septies è stata pubblicato in «Gazzetta Ufficiale» (la n. 104 del 6 maggio 2011) con il numero 63/2011 e che, la stessa, entra in vigore oggi sabato 21 maggio, si pubblica, dopo il comunicato dell’ Aifi, l'’intervista rilasciata a Riabilitazione Oggi di aprile dal collega Mauro Gugliucciello.

21 maggio: entra in vigore la Legge n. 63 del 21 aprile 2011
Domani (oggi per chi legge ndr) entrerà in vigore la Legge n° 63, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio c.a., che sancisce l'abrogazione dell'equipollenza dei laureati in scienze motorie ai laureati in fisioterapia.
Il nostro ordinamento giuridico torna ad essere coerente sotto ogni aspetto visto che, oltretutto, durante i suoi 5 anni di vigenza l'art. 1-septies non ha prodotto alcun effetto.

Art- 1-septies addio!
Intervista al Collega Mauro Gugliucciello*
(Da Riabilitazione Oggi di aprile 2011)

E'’ finita. “L'’ignobile tentativo di scippo” (così lo avevamo definito a suo tempo, sul numero di Riabilitazione Oggi di gennaio 2006), rappresentato dal famigerato art. 1-septies è stato sventato.
Ci sono voluti 5 anni. 5 anni per strappare la pag. 29 della G. U. del 4 febbraio 2006 che riportava la vergogna, appallottolarla e gettarla nei rifiuti.
E'’ giunto ora il momento delle spiegazioni e delle considerazioni. Abbiamo così posto alcune domande al collega Mauro Gugliucciello, Membro del Direttivo Nazionale dell’AIFI, con delega alla questione 1-septeis, che più volte abbiamo, in passato, ospitato sulle nostre pagine a proposito della questione. Ecco le sue conclusioni.

Per l’'abrogazione di questa astrusa norma ci sono voluti 5 anni spalmati su due legislature. Quali sono stati i principali ostacoli che si sono dovuti superare, per arrivare a questo risultato?
L'’ostacolo forse maggiore, o almeno più evidente, è stato rappresentato dall'’incapacità della Politica di dare risposte chiare e nette.
Di fronte a una norma illegittima e palesemente incostituzionale, la risposta non poteva essere che una sola: abrogazione, così da ripristinare condizioni di rispetto e di legalità nel Sistema Sanitario e in quello Universitario.
La cultura del compromesso ad ogni costo, invece, così radicata in alcuni esponenti politici, sia di centrosinistra, che di centrodestra ha determinato un rimpallo del provvedimento tra i due rami del Parlamento per ben cinque anni. Nonostante quella del fisioterapista, sia una professione sanitaria che viene esercitata a vantaggio dei cittadini, in un settore costituzionalmente protetto, ciò non è bastato alle forze politiche per assumersi, fin da subito, le doverose responsabilità.
Di questa vicenda, finemente pianificata, conosciamo l’esecutore materiale (prontamente rieletto), ma gli ideatori, rimangono tuttora oscuri.

Ma ora è veramente finita con l'’1septies, o potremmo aspettarci ancora sorprese?
Con la sua abrogazione, la questione dell’articolo 1-septies, è definitivamente risolta.
In realtà, quest'’articolo di legge non ha prodotto alcun effetto, perché il “corso su paziente”, previsto per ottenere l’equipollenza, non è mai stato attuato. Tutto ciò, nonostante che alcuni laureati in Scienze motorie, a legge vigente, rivolgendosi al Consiglio di Stato avessero costretto i Ministeri competenti a emanarlo.
Grazie alle continue pressioni dell’'Associazione, il decreto attuativo non è stato applicato.
Ricordo che l’'A.I.FI., aveva presentato, a suo tempo, ricorso al TAR contro tale atto.
Se non fossimo riusciti a concludere l'’iter del disegno di legge abrogativo, probabilmente già quest’anno, con la programmazione nazionale dei posti per fisioterapisti, sarebbe stata data la possibilità ai laureati in Scienze motorie di diventare fisioterapisti grazie a quella iniqua norma.
Il nostro ricorso, dopo il vaglio del Tar, sarebbe arrivato alla Corte Costituzionale, che probabilmente, fra qualche anno, avrebbe annullato retroattivamente l'’articolo di legge e ogni suo effetto prodotto.
A quel punto però, se alcuni laureati in Scienze motorie fossero diventati fisioterapisti grazie all’1-septies, la Politica si sarebbe interrogata sulla necessità di sanare tali titoli e ciò avrebbe innescato nuove pericolose derive.

Qual è, quindi, la reale portata del contestato comma due, introdotto e poi modificato già alla Camera? A cosa può portare?
Il comma due, introdotto dalla Camera dei Deputati, e che è stato sostanzialmente corretto grazie ai nostri interventi, contiene una certezza: i laureati in scienze motorie dovranno rispettare la programmazione dei posti per fisioterapisti e dovranno superare la prova di selezione, come ogni altro cittadino, per essere ammessi al nostro corso di laurea. Non avranno alcuna scorciatoia o corsia di favore.
Quanto al riconoscimento dei crediti formativi, che comprendono anche i crediti di tirocinio, l'’eventuale decreto ministeriale al riguardo non potrà che essere fatto nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Il riconoscimento dei crediti formativi, è delegato alle Università e alla loro autonomia, che, ricordiamo, è costituzionalmente garantita. Certamente, l'’Università non permetterà che queste sue prerogative vengano in alcun modo messe in discussione.

Ci sono stati momenti difficili? Quale, secondo te, il più impegnativo? Come si è comportata la categoria?
Indubbiamente, il passaggio alla Camera dei Deputati è stato lungo e difficile.
Le pressioni esercitate dall’Associazione e dalle Organizzazioni firmatarie, a suo tempo, del manifesto “NO all’equipollenza”, sono state incisive e determinanti.
Per ben due volte la sede legislativa, la possibilità, cioè, di votare direttamente il DL in Commissione, senza dovere andare in Aula, già concessa da tutte le Forze Politiche, è saltata.
Una situazione eccezionale da riscontrare e che fa capire il grado di penetrazione delle nostre richieste e delle nostre proteste. La Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha vissuto spesso profondi momenti di disorientamento, con una contrapposizione a volte aperta tra il Relatore del provvedimento e il Rappresentante del Governo.
Il ricordo più bello è legato all’'intuizione di proporre il Manifesto “NO all'’equipollenza”, e alla sua realizzazione. Manifesto sottoscritto dalle più prestigiose Associazioni di tutela del cittadino in ambito sanitario, dalle più importanti Organizzazioni Sindacali e dalle Professioni Sanitarie.
Tutte queste forze, hanno dato dignità alla nostra causa e ci hanno permesso, anche nei momenti più difficili, di far capire che la nostra non era una rivendicazione corporativa, ma una difesa d’interessi costituzionalmente garantiti e di Regole messe a tutela del Sistema sanitario e Universitario.
Senza queste Organizzazioni probabilmente non saremmo riusciti a portare fino in fondo questa battaglia.
Altro aspetto molto positivo è stato quello di essere riusciti a far approvare il provvedimento abrogativo con il consenso di tutte le forze politiche, dopo una discussione aperta di fronte al Paese. Questo ha richiesto, da parte nostra, un deciso e attento lavoro di tessitura dagli esiti non scontati. La categoria poi è stata splendida ed unita, a cominciare dalla manifestazione nazionale ”La Fisioterapia non è uno sport” tenuta a Roma il 21 marzo 2006.

C’è stato, invece, durante lo svolgersi degli eventi in questi 5 anni, qualcosa che non ti è piaciuto per niente? Qualche aspetto particolarmente negativo?
L'’aspetto più negativo, per il sottoscritto, è stato rappresentato dalla multa per eccesso di velocità, che mi è stata comminata dal Comune di Fiumicino. Mentre andavo a partecipare all'’Indagine Conoscitiva voluta dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, avendo ricevuto una telefonata che mi pregava di anticipare la mia presenza a Montecitorio, ho superato i limiti di velocità.
È stata l'’unica cosa “veloce”, di un iter lento ma simile al finale mozzafiato, che ha visto, al Senato, tempi strettissimi tra l’approvazione in Commissione e l’Aula.
Altra cosa che ricordo di quella giornata dedicata all’Indagine Conoscitiva, è stata la mia richiesta alle numerose Associazioni dei laureati in Scienze motorie che erano presenti all’audizione, prima di andare in seduta, di avere il coraggio di rinnegare quel furtivo regalo rappresentato dall’1-septies. Nulla di positivo poteva portare alla loro importante Categoria.
Purtroppo, non se la sono sentita. Di converso, in questi giorni, mi hanno chiamato molti laureati in Scienze motorie che sono poi diventati fisioterapisti o che si sono iscritti da poco ai nostri corsi di laurea, nel rispetto delle regole, felici del fatto che i furbi nel nostro Paese, questa volta, hanno dovuto fare un passo indietro.
Come promotore del Convegno di Udine del 3 dicembre 2003 dal titolo “Una scelta di campo tra comuni interessi” più volte citato durante l’iter del provvedimento abrogativo come esempio di collaborazione fra le due professioni, nonché come chiarimento delle diverse competenze, ribadisco la necessità della valorizzazione di questi Operatori nel loro specifico settore.
La regione Friuli Venezia Giulia emanò successivamente, anche a seguito di questo incontro, una legge per collocare obbligatoriamente i laureti in Scienze motorie come Direttori tecnici nelle palestre e nei centri sportivi, a garanzia di una corretta attività fisica e per combattere il doping e altri fenomeni distorsivi presenti nello sport. Di questo sono orgoglioso.

*Fisioterapista. Membro del Direttivo Nazionale AIFI, con delega alla questione 1-septies
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
RIAB INFO, volantino distribuito dalla Uil Fpl Lombardia

Svolta storica per la valorizzazione delle Professioni Sanitarie in Lombardia
Si prospetta, infatti, la piena attuazione della legge 251/2000 sull'istituzione di Servizi e Dirigenze di Area, superando la contestata fase provvisoria, che aveva visto sorgere i Sitra come servizi omni comprensivi a dirigenza unica.
E' questo il senso della mozione n° 142 approvata all'unanimità dal Consiglio Regionale, lo scorso 17 maggio, che, su proposta del Consigliere di maggioranza dott. Giorgio Puricelli, impegna la Regione in tal senso, valorizzando, così, sia l'apporto che le professioni possono dare al sistema, che l'efficacia e l'efficienza del servizio reso al cittadino utente.
Mozione, quest'ultima, fortemente voluta dalle Professioni Sanitarie e che sposa appieno la linea politica della Uil Fpl Lombardia, fatta propria “in primis” dalla Uil Fpl bresciana che, il 30 gennaio 2010, aveva organizzato un convegno, partecipatissimo, su questi temi, coinvolgendo sia i professionisti, che i loro Collegi e Associazioni, dal titolo:” Quale servizio infermieristico, tecnico e della riabilitazione aziendale in Regione Lombardia?”
Il convegno era stato poi ripetuto su Milano, il 20 marzo 2010, nella sede Associazione Italiana dei Fisioterapisti della Lombardia.
In quell'occasione il Segretario Regionale Uil Fpl, Salvatore Maisto, nell'annunciare il pieno appoggio della sua Organizzazione alle legittime richieste delle Professioni, annunciava che la linea politica del nostro Sindacato era quella tracciata nel convegno di Brescia e ora fatta propria dalla mozione di maggioranza.
La mozione impegna la Regione a prevedere, nelle linee guida per la redazione dei piani di organizzazione aziendale delle Aziende Sanitarie della Lombardia, senza oneri aggiuntivi e nel rispetto dei momenti di confronto previsti dai vigenti CCNL :

–l'’istituzione, in quelle Aziende Sanitarie ed Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (I.R.C.C.S.) di cui all’art. 13 comma 1 della L.R. 33/2009 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di sanità) individuate come idonee dall’Assessorato competente in sinergia con la propria Direzione Generale e di concerto con le relative Direzioni Generali Aziendali, di quelle Unità Operative delle Professioni Sanitarie, che essi ritenessero concordemente utili per le specifiche Aziende, con conseguente assegnazione della dirigenza (requisito di accesso laurea specialistica o magistrale nella area specifica) per quelle aree individuate fra le seguenti:

- Unità Operativa Professionale Infermieristica e Ostetrica,
- Unità Operativa Professionale della Riabilitazione
- Unità Operativa Professionale Tecnico-Sanitaria
- Unità Operativa Professionale della Prevenzione

a cui attribuire la diretta responsabilità e gestione delle attività e delle funzioni connesse per ciascuna area di cui agli artt. 1,2,3,4, di cui alla legge 251/2000 e al CCNL della dirigenza sanitaria non medica STPA; le UU.OO Professionali in diretta relazione con la Direzione Sanitaria partecipano alla realizzazione degli obiettivi aziendali nel rispetto delle funzioni previste dalle norme istitutive dei relativi profili professionali attraverso il conferimento di incarico dirigenziale per ciascuna Unità Operativa, dirigenza per specifica area;

2 - l'’istituzione, in relazione a particolari complessità delle Aziende Sanitarie, delle seguenti strutture complesse:

- Direzione di Area Infermieristica e Ostetrica
- Direzione di Area delle Professioni Riabilitative
- Direzione di Area Tecnico Sanitaria
- Direzione di Area della Prevenzione.
E’ decisamente una buona notizia che sia la Uil Fpl, che tutte le Professioni Sanitarie, aspettavano da 11 anni, da quando questa materia fu normata dalla legge 251 del 2000.

Il Segretario Responsabile
UIL FPL Lombardia
Salvatore Maisto

0 commenti: