RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 24 dicembre 2010
Anno VIII° n°20
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Graditi i commenti di chi ci legge.
ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “FATELE GIRARE”
la redazione.
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PRIMO ANNUNCIO
Venerdì 21 gennaio 2010
A Milano sede da definire
Convegno SPIF
Il Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti
Chiama professione e istituzioni ad un “Confronto pubblico sullo stato della Riabilitazione in Lombardia: libera professione, strutture riabilitative accreditate e di sanità pubblica”
(seguirà programma ufficiale)
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RIAB INFO, cari lettori, non stiamo dormendo, ma vista la scarsità di notizie interessanti ci siamo presi un bel periodo di riposo. Ne avremmo volentieri fatto a meno, ma abbiamo dovuto fare di necessità virtù.
Comunque sia non potevamo mancare all'appuntamento con le festività natalizie e di fine anno per porgervi i nostri migliori auguri per il 2011 e per un sereno Natale da passare con le persone e gli affetti a voi più cari
BUON NATALE
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ATTENZIONE!!
MONITORIAMO LA STESURA DEI PIANI SANITARI REGIONALI
E' indispensabile che le conquiste legislative, che ci hanno coinvolto nell'ultimo decennio, si concretizzino e trovino spazio anche nei rispettivi Piani Sanitari Regionali, che si stanno predisponendo in questo periodo. Per questo motivo è assolutamente necessario che ognuno di noi ponga attenzione a quello che succede nella propria Regione, monitorandone la stesura perché, oltre ad essere una partita molto delicata, lì si potrebbero avviare interessanti sviluppi professionali, ma anche situazioni non chiare o restauri pericolosi. Nei casi dubbi sarà opportuno avvisare tempestivamente l'Aifi perchè intervenga a chiarire la situazione, nell'interesse di tutti noi.
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RIAB INFO, interessante intervento, a gamba tesa, del Collega Puricelli
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RIAB INFO, nonostante, lo scempio sui Servizi e le Dirigenze di area, segnaliamo una lodevole iniziativa che vede uniti sia lo Spif che Aifi Lombardia in convegno per un “Confronto pubblico sullo stato della Fisioterapia in Lombardia: dalla libera professione, alle strutture riabilitative accreditate e di sanità pubblica”. Il tutto, con il patrocinio di regione Lombardia, venerdì 21 gennaio presso la sede della Regione al numero 22 di via Fabio Filzi a Milano.
Siccome spopolano i concorsi per dirigenti unici aperti a tutti i possessori di una qualunque delle lauree quinquennali delle professioni sanitarie, proprio qui potrebbe essere trovato il grimaldello per inchiodare il sistema. Forse c'è un punto debole, un fatto che potrebbe essere impugnato dagli interessati. Orbene, siccome il decreto 25 gennaio 2008, sulle procedure concorsuali per assumere i nuovi dirigenti di area, prevede anche una prova pratica sull'utilizzo di tecniche professionali orientate alla soluzione di casi concreti, si potrebbero impugnare quei concorsi nei quali questa fosse troppo orientata in alcune aree e non in altre. Troppo facile? Chi ha orecchie da intendere intenda!
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RIAB INFO, se andrà in porto quanto segue ci sarà una risposta ad un annoso problema.
COORDINAMENTO ANCHE AI LAUREATI QUINQUENNALI?
(Da Riabilitazione Oggi di dicembre 2010)
Gira in questi giorni, a livello ministeriale, una “bozza di proposta legislativa per la definizione dello stato giuridico dei docenti, dipendenti da Aziende o Istituzioni del Ssn, dei corsi di studio delle professioni sanitarie”, che potrebbe andare a sanare alcune situazioni di sofferenza delle quali vi avevo già parlato. Si tratta, in buona sostanza, di andare ad integrare l'articolo sei della legge 43/06. Articolo, per intenderci, che prevede sia il possesso di un master per accedere alle funzioni di coordinamento, che quello di specializzazione per i professionisti specialisti. Se andrà in porto, quanto previsto, potranno, finalmente, accedere al coordinamento anche i possessori della Laurea magistrale della specifica area da coordinare, ai quali, ad oggi, è preclusa tale possibilità. L'altra novità riguarda i master di specializzazione che, oggi come oggi, sono praticamente ignorati sia dai contratti di lavoro, che nell'organizzazione dei servizi. Per questi si prevede che sia la contrattazione collettiva nazionale a sanare questa falla definendo sia i criteri, che le modalità per l'attribuzione di specifiche funzioni ai professionisti specialisti. Il tutto ovviamente con la dovuta calma perchè, se mai queste modifiche diventassero legge, dovremmo comunque attendere almeno tre anni visto il blocco dei contratti messo in piedi da chi pensa di non aver messo le mani nelle nostre tasche. Al “Bar Sport” sono tutti d'accordo: abbiamo già avuto un aumento del 40%. Per chiarire la cosa non è bastata una intera trasmissione su Tele Lombardia a far cambiare opinione “ad una nota oca giuliva” di questa maggioranza. Inutilmente si era tentato di farle notare che, effettivamente, un aumento simile c'era in effetti stato, ma solo per politici e magistrati!
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RIAB INFO, mentre si apprende che è stata fissata per febbraio la prima udienza per il ricorso di Aifi Lombardia contro la figura del Mcb si pubblica quanto apparso sul giornale di Carini a novembre
REGIONE LOMBARDIA GETTA LA MASCHERA SUL MASSAGGIATORE CAPO BAGNINO
(da Riab Oggi di Nov 2010)
Buffa la storia. Quando poi affronti certi argomenti corri sempre il rischio che qualcuno se la pigli e ti faccia scrivere da chi ne sa meno di lui. Ma, come avevo già avuto modo di scrivere, quando il risorto massaggiatore capo bagnino (Mcb), di cui al Regio Decreto 1334 del 1928, vorrà fare qualcosa scoprirà che l’evoluzione storica ha conferito ad altre professioni ogni sua eventuale pretesa. Resta il fatto che la svolta verso questa figura, almeno in regione Lombardia, era dettata dalla necessità impellente, della Regione stessa, di doversi tutelare da eventuali richieste di danni da parte di chi, partito con una formazione per Mft post ’96, era stato dirottato verso un corso di “massaggiatore e operatore della salute” (Mos) e si era visto poi annullare la validità del titolo dai tribunali. Sulla figura del Mcb c’è ora un’illuminante presa di posizione della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia che dà spudoratamente ragione a quanto vi abbiamo già raccontato da queste pagine. Questa, infatti, il 19 ottobre, richiamandosi ad alcune note del ministero della Salute, chiarisce che trattasi di figura rientrante tra le arti ausiliarie delle professioni sanitarie, senza alcuna possibilità di impiego nel pubblico e i cui corsi sono di competenza regionale ma, a differenza di quanto avviene per gli ottici e gli odontotecnici non esistono programmi di studio omogenei né norme che ne delinino le competenze. Quanto poi ad un loro impiego in strutture private convenzionate con il SSN o Il SSR si ribadisce come questa non sia una figura contemplata tra quelle che la normativa vigente individua come indispensabili per poter ottenere l’accreditamento delle strutture, ma potrebbero essere anche essere assunti in soprannumero, purchè non compiano atti riservati ai professionisti sanitari. Come dire: il titolo che vi abbiamo rifilato è valido e anche se “ ad oggi”, non vi abilita a niente, proprio perchè valido perdete ogni possibilità concreta di chiederci i danni! Sbaglio forse? Staremo a vedere.
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RIAB INFO, da Riabilitazione Oggi anche il pezzo che segue.
INFERMIERI E MEDICI IN ROTTA DI COLLISIONE, IN UNA BATTAGIA D'ALTRI TEMPI
(da Riab Oggi di Nov 2010)
Con una mossa, che definire anacronistica è fargli un complimento, l'Ordine dei medici di Bologna ha presentato un esposto, per abuso di professione, sia alla Procura della Repubblica di Bologna che a quella di Firenze. Nel mirino alcune delibere tosco emiliane tese a valorizzare la professione infermieristica secondo quanto sancito sia il loro profilo, che dai contenuti del corso di laurea. Sembra di essere tornati “ai bei tempi antichi” nei quali la Simfer si trastullava a farci la guerra ricorrendo contro il nostro profilo professionale, ma, sia le contingenze economiche attuali, che la stessa evoluzione normativa, che ha interessato le professioni sanitarie, potrebbero portare a considerare anche questa nuova battaglia una semplice schermaglia di retroguardia, una difesa corporativa, ad oltranza, di una presunta invasione di campo con esercizio o concorso in esercizio di abuso di professione medica. A finire, stavolta, sotto inchiesta è sia la delibera toscana sul “See and Treat” che, basandosi su modelli angloamericani, abilita gli infermieri del pronto soccorso a trattare direttamente i casi non urgenti, eliminando così inutili liste d'attesa, che un paio di delibere emiliano romagnole sulla regolamentazione del comportamento degli infermieri del 118 sulle autolettighe e il “Perimed” (medicina perioperatoria) nella fase preoperatoria in chirurgia. Comunque sia, la delibera toscana sul “Vedi e Tratta il paziente”, approvata tre anni or sono, è praticamente pronta per la fase di sperimentazione che è partita il 15 novembre in 6 ospedali nei quali, per sei mesi, gli infermieri di pronto soccorso saranno affiancati da un medico tutor operando in base a precisi protocolli operativi individuati ed approvati dal Consiglio Sanitario Regionale. Se la cosa dovesse funzionare, come detto, verranno abbattute le liste d'attesa nei pronto soccorso e ci sarà una indubbia valorizzazione della professione infermieristica, ma soprattutto si destinerà il personale medico alle vere emergenze. Guardiamoci, però, un attimo dritti negli occhi e pensiamo anche solo a cosa potrebbe succedere in casa nostra se solo si incominciasse a ragionare alla stessa maniera. Infatti, nonostante la bozza ministeriale sulle nuove linee giuda ci ignori a piè pari, esaltando il solo fisiatra, la cui operatività sul campo è a tutti noi ben nota, ho come l'impressione che anche stavolta si siano fatti i conti senza l'oste. Teniamo infatti presente che, con la riforma del Titolo V della Costituzione, sono state date alle Regioni e soprattutto ai loro bilanci, le competenze organizzative in ambito sanitario. Competenze organizzative che si trovano a fare i conti con leggi finanziarie che da un lato tagliano risorse e dall'altro chiedono un aumento di produttività e così, come nel gioco dell'oca, siamo tornati al punto di partenza: perchè incafonirci a non voler riconoscere e valorizzare le professionalità esistenti? Questo il senso delle dichiarazioni di Antonio Panti, Presidente dell'Ordine dei Medici di Firenze, in completo disaccordo con chi ha ingaggiato questa battaglia d'altri tempi contro la valorizzazione della professione infermieristica. Bene ha fatto quindi anche Aifi Emilia Romagna, seguita a ruota dall' Aifi nazionale, a scendere in campo a loro difesa. Infatti “ Non è comprensibile il motivo di un simile accanimento contro le professioni sanitarie, alla luce poi della decennale evoluzione professionale che vi è stata sia in ambito normativo che internazionale che accademico. La responsabilizzazione e la valorizzazione dei laureati sanitari non può arrecare danno ad alcuno ma solo portare valore aggiunto ai pazienti, soprattutto in una epoca di limitazione massima di risorse”. Questo si legge in un comunicato dei colleghi bolognesi...se ne accorgeranno anche i rappresentanti dei medici o dovranno attendere gli ambulatori infermieristici di base o l'infermiere di famiglia, che potrebbero essere già dietro l'angolo?
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RIAB INFO, segue una notizia importantissima che va a sanare una disparità incredibile che avrebbe portato in pensione i giovani con il 40% dell'ultimo stipendio. Un vero regalo di Natale!
COMUNICATO STAMPA
PA, al via la previdenza integrativa per Sanità ed Enti locali
Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl: “Una grande opportunità per i lavoratori”
Con la sottoscrizione del rogito notarile, decolla il Fondo Perseo: prestazioni complementari per garantire un reddito pensionistico adeguato
Con l’istituzione del “Fondo Perseo”, prende il via la previdenza complementare anche per i lavoratori pubblici di Sanità ed Enti locali.
La firma del rogito notarile e la nomina del Cda del Fondo completano infatti il percorso sostenuto dai sindacati di categoria per costruire un sistema pensionistico articolato, in grado di garantire ai lavoratori pubblici un reddito adeguato anche dopo l’uscita dal mercato del lavoro.
Per i segretari generali Rossana Dettori (Fp-Cgil), Giovanni Faverin (Cisl-Fp) e Giovanni Torluccio (Uil-Fpl) si tratta di una grande opportunità che riguarda un milione e 300 mila potenziali iscritti al Fondo.
Un risultato, rimarcano, che viene incontro alle richieste dei lavoratori giustamente preoccupati del loro futuro previdenziale. Tanto più alle soglie dell’andata a regime del sistema contributivo che determinerà una netta riduzione dell’importo della pensione “obbligatoria” erogata anche per i lavoratori pubblici.
Il rapporto tra pensione ed ultima retribuzione, infatti, è destinato a diminuire drasticamente, rispetto al sistema retributivo, scendendo dall’80% fino al 60% o 50%. Un rischio previdenziale che tocca soprattutto i lavoratori più giovani (in particolare nella fascia di età tra i 45 ed i 50 anni) ma che potrebbe non risparmiare coloro che rientrano nel cosiddetto sistema misto (parte retributivo e parte contributivo).
In questo senso, sottolineano Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl, la previdenza complementare è fondamentale sia per garantire un reddito pensionistico aggiuntivo, sia per annullare gli effetti della riduzione dell’importo della pensione.
Oltre ad un rendimento presumibilmente superiore a quello previsto per legge per il Tfr, chi deciderà di aderire al Fondo potrà infatti beneficiare di un versamento contributivo mensile da parte del datore di lavoro, della deduzione Irpef dei contributi versati, della possibilità di richiedere per specifiche esigenze l’anticipo su quanto maturato.
Completata l’istituzione del Fondo, parte ora la fase operativa. A breve inizierà la campagna di adesione tra i lavoratori pubblici di Sanità ed enti locali che vedrà i sindacati in prima linea per dare efficacia ad una conquista da lungo tempo inseguita e oggi finalmente realizzata.
Roma, 22 dicembre 2010
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