domenica 31 ottobre 2010

REPORT DAL PAESE DEI BALOCCHI

RIAB INFO
Aperiodico del’IPY
Newsletter del 31 ottobre 2010
Anno VIII° n°18
Ci si può iscrivere a Riab Info inviando una e-mail a riab.info@libero.it Graditi i commenti di chi ci legge.
ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “FATELE GIRARE”
la redazione
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RIAB INFO, si pubblica un semplice accenno (in bozza) di un corsivo di prima pagina in preparazione per Riabilitazione Oggi di Ottobre.
A seguire l'intervista al Collega Alberto Cairo, candidato al Nobel per la pace 2010, pubblicata sul numero di settembre di Riabilitazione Oggi.
Segnaliamo che, ad ottobre, è uscito “Mosaico afgano”, il suo nuovo libro (Einaudi). E’ la storia dei suoi primi vent’anni in Afghanistan (1990-2010).

PRESENTATA LA BOZZA SULLE NUOVE LINEE GUIDA IN RIABILITAZIONE
Non ricordo bene come sia, ma mi pare proprio che Pinocchio e il suo degno compare Lucignolo, uscissero dal paese dei balocchi con la coda e le orecchie d'asino. Paese dei balocchi è l'unica immagine che mi si è parata davanti agli occhi prendendo visione dell'ultima proposta ministeriale sulle linee guida (LLGG) per la riabilitazione, presentate, lo scorso 6 ottobre, dal Ministro Ferruccio Fazio e dal Sottosegretario Francesca Martini. Ovviamente un luogo incantato, ad uso e consumo fisiatrico, dal quale, come i due personaggi del Collodi, potrebbero uscirne suonati come pelli di tamburo se solo si svegliassero gli altri specialisti, che si occupano di riabilitazione, o le sonnacchiose, quanto prone, professioni sanitarie dell'area della riabilitazione, praticamente, anche loro, dimenticate da questa bozza a favore del solo fisiatra. (Mg)
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RIAB INFO, intervista di Gianni Melotti al Collega Alberto Cairo

1) La dimensione umanitaria di quanto hai saputo costruire, e stai ancora costruendo in tutti questi anni in Afghanistan, e' nota a tutti. In breve, quali i numeri di questa "impresa" e quanti Centri di Riabilitazione hai aperto e gestisci? Chi collabora con te e quante persone hai recuperato alla vita con la tua attivita'?
- Il programma di riabilitazione fisica del Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) in Afghanistan ha sette centri, situati nelle principali città del paese. Essendo specifico compito del CICR assistere vittime di conflitti armati, per diversi anni si è occupato solo di feriti di guerra, principalmente vittime di mine antiuomo. Nel 1994 ha aperto a ogni tipo di disabili, indipendentemente dalla causa. Era diventato infatti assurdo rifiutare pazienti come i poliomielitici, chi aveva problemi congeniti o bambini con paralisi cerebrali. Le guerre, oltre a creare feriti, danneggiano (spesso distruggono) l’intero sistema sanitario. Senza efficaci medicine preventiva e curativa il numero delle persone disabili cresce in maniera esponenziale. Impossibile un intervento “verticale”.
Quante persone abbiamo assistito finora? Centomila sono quelle disabili registrate a tutt’oggi. Tornano regolarmente per nuove protesi e fisioterapia. Ogni anno se ne aggiungono sei-sette mila nuove (il numero non include i non-disabili, chi riceve un trattamento dopo una frattura per esempio). Produciamo 15.000 nuove protesi e ortesi l’anno, 1.500 carrozzine, 10.000 stampelle, deambulatori, ecc. Le sedute di fisioterapia sono 200.000 l’anno, una cifra enorme, eppure vera. Dal 1997 un importante cambiamento è avvenuto: fine ultimo del programma è diventato il reinserimento sociale del paziente. Come? Dopo la riabilitazione fisica, li aiutiamo con la scuola, con corsi professionali, micro-prestiti e impiego. Formiamo e diamo lavoro solo a ex-pazienti. I nostri dipendenti sono tutte persone disabili. Un forma di “discriminazione positiva”.

2) Ci ha molto colpito un recente servizio, quasi 25 minuti, su una tv australiana. Abbiamo apprezzato il fatto che, nei tuoi centri protesi, siano impegnati gli stessi disabili. Abbiamo visto, con piacere, anche un motivatissimo Collega afgano, anche lui disabile ed ex paziente. Hai avuto difficoltà a creare personale e Fisioterapisti preparati in loco? C'è chi ti ha dato una mano?

- Chiariamo subito: siamo un team di oltre 600 persone. E’ il team che porta avanti il programma. Da solo io non potrei fare nulla. L’afgano nel documentario è Najmuddin Helal, il mio braccio destro. A 18 anni ha perso entrambe le gambe per una mina anti-carro (un miracolo sia sopravvissuto). Nonostante il grave problema, è diventato fisioterapista. Si occupa della gestione del centro di riabilitazione di Kabul. Una persona indispensabile. Formare il personale afgano non è stato sempre facile. All’inizio, soprattutto negli anni 90, quando abbiamo aperto ad ogni tipo di pazienti, eravamo con l’acqua alla gola. Di fisioterapisti veri non ne avevamo, solo persone con qualche esperienza con gli amputati di membro inferiore. Allora dovevo veramente correre, insegnare e fare i trattamenti. Per fortuna una organizzazione americana aprì una scuola di fisioterapia. Il livello non era alto, ma offriva una buona base su cui costruire. Vi mandammo dei nostri studenti. Che avessimo mandato dei disabili fece molto scalpore. Il responsabile del Ministero della Sanità si oppose, “poveretti”, diceva, “non ce la faranno mai”. Risultarono i migliori del corso, grazie alla loro motivazione (avevano qualche cosa da provare) e al fatto che ogni giorno, dopo le lezioni, venivano a fare pratica. Ripensandoci adesso, credo di averli veramente “torchiati”, sono un insegnante esigente. Alcuni sono diventati molto bravi, decisamente migliori di me.

3) Prendendo ora in considerazione la tua professione specifica, quale ritieni essere attualmente la tua "mission" di Fisioterapista nella terra in cui hai scelto di esercitare la nostra professione? Come hai dovuto sviluppare, trasformare, adattare la tua professionalita' alla realta' in cui sei chiamato ad operare? Quanto ti e' servita la preparazione acquisita in Italia a suo tempo? "Cosa devi "sapere, saper fare, saper essere" come fisioterapista in terra afgana?

- La ragione per cui sono in Afghanistan è quella di aiutare le persone disabili a rimettersi in piedi nel vero senso della parola e quindi a ricominciare a vivere. E mi piace, con i risultati che otteniamo, provare agli afgani l’importanza ed efficacia della fisioterapia. Per molti, medici in primo luogo, la fisioterapia è ancora una sottomarca della medicina o un lusso occidentale, cui preferire chirurgia e pillole, con risultati spesso disastrosi. Per essere fisioterapista in Afghanistan occorre prima di tutto una solida preparazione di base che ti consenta di affrontare patologie inconsuete, in condizioni difficili, senza l’aiuto di specialisti (per fortuna adesso internet offre un grosso sostegno) e in tempi ridotti. Occorre spirito di adattamento, una gran voglia di imparare, senso pratico, capacità di individuare le priorità. Ho avuto la fortuna di avere frequentato una buona scuola e, soprattutto, di avere passato quasi tre anni in un centro di riabilitazione a Juba, Sudan (scuola e centro appartengono entrambi a “La Nostra Famiglia-OVCI” di Bosisio Parini, Como). Senza gli anni a Juba, in Afghanistan avrei trovato molte più difficoltà.

4) Come si svolge il tuo lavoro in equipe? Qual e' il tuo ruolo e con quali specialita' mediche collabori? Quali i rapporti professionali e le gerarchie fra di voi? Come collaborate per portare a buon fine il "Progetto Riabilitativo Individuale" dei pazienti che prendete in carico?

- Quando un paziente arriva in uno dei nostri centri, due sono le persone che lo accolgono: un fisioterapista ed un assistente sociale. Il primo per la valutazione e il piano di trattamento, l’altro per il reinserimento sociale. Il fisioterapista lavora con i tecnici ortopedici, insieme decidono il tipo di protesi o ortesi. I casi più complicati e quelli che necessitano di un intervento chirurgico vengono discussi con i medici. L’approccio multi-disciplinare è ormai la norma. All’inizio non è stato facile, ognuno tendeva a fare da sé, senza contatti. Ora tutti ne hanno capito l’importanza e i vantaggi. Sia tra i fisioterapisti che tra i tecnici ortopedici ci sono naturalmente gradi diversi, in base a capacità e esperienza. I fisioterapisti più giovani lavorano sempre sotto il controllo di quelli più anziani, i “supervisori”.
Coi nostri medici (principalmente orto e neuro) si è instaurato un rapporto di grande cooperazione e rispetto. Purtroppo non è così tra medici e fisioterapisti negli ospedali. Là i medici, spesso del tutto incompetenti, sono i re. Che dico? Gli dei.

5) Cosa ti senti mancare dal punto di vista professionale? Riesci ad aggiornarti? Trovi il tempo per confrontarti con altri colleghi o altri operatori sanitari impegnati, come te, in riabilitazione?

- Per anni aggiornarsi è stato un grande problema. Mi arrangiavo come potevo. Ora con internet è molto più facile. Nel programma CICR io non sono l’unico fisioterapista straniero. Altri vengono e restano per uno o due anni. Grazie a questi colleghi ho l’opportunità di discutere e imparare. Qualche tempo fa, per esempio, una bravissima fisioterapista italiana, Isabella Tornieri, ci ha molto aiutato ad aggiornare i metodi di valutazione del paziente e il piano di trattamento. Il mio ruolo, negli ultimi anni, è diventato sempre più organizzativo e di coordinamento. Preferirei fare il fisioterapista a tempo pieno, purtroppo mi devo accontentare di due o tre ore al massimo.

6) Cosa sai degli attuali problemi della Riabilitazione italiana e quali "echi" al riguardo ti giungono dal nostro Paese? Hai mantenuto o creato dei contatti professionali con l'Italia?

- Confesso di non sapere nulla dei problemi riabilitativi italiani. Non ho mantenuto contatti professionali. Me ne dispiace molto.

7) Quali situazioni (se ci sono) mettono in crisi il tuo "sapere, saper fare, saper essere" fisioterapista nel tuo lavoro quotidiano? Come hai imparato a superare questi momenti?

- Quello che più mi mette in crisi è l’incontrare ogni giorno persone divenute disabili per la malvagità o la sconsideratezza altrui e il constatare la mia impotenza davanti a loro. Esempio: un ragazzino divenuto poliomielitico perché il capo-villaggio ha detto ai genitori analfabeti che la vaccinazione era pericolosa. Le nuove vittime di mine antiuomo, ordigni sempre più potenti piazzati dove è certo che colpiranno civili innocenti. Il facchino poverissimo con la schiena rovinata cui dovrei dire di cambiare attività, di mangiare meglio e riposare. Mi risponde che a casa ha otto bocche da sfamare, quello è l’unico lavoro cosa che sa fare: “non avete una pillola che mi raddrizza?” chiede, già pronto a scappare per non perdere tempo.
Allora, malgrado tutte le tecniche e i metodi riabilitativi che puoi conoscere, ti viene il groppo in gola e non sai cosa rispondere.

8) La stampa ti ha definito come l'Angelo di Kabul o il dottor Schweitzer italiano, ma come è realmente Alberto Cairo, quali i suoi "sogni professionali"? Cosa tieni ancora nel cassetto? Quali le tue aspettative e, soprattutto, come vivi la candidatura al Nobel per la pace, indipendentemente da come andrà a finire?

- Quando leggo simili definizioni rido, che altro posso fare? Come autodefinirmi? Una persona fortunata che fa un lavoro che ama tra gente che ama. Un sogno? Tra i tanti scelgo: 1. aprire altri due nuovi centri di riabilitazione (non bastano mai). 2. Vederli gestiti da fisioterapisti afgani in totale autonomia.
Circa il Nobel, riconosco che sarebbe utilissimo per far parlare della piaga-vergogna delle mine anti-uomo e dei mille problemi dei disabili afgani. Ma, francamente, un premio del genere dato a me sarebbe decisamente eccessivo. Ve lo immaginate, dopo Obama, Alberto?

9) Abbiano letto che, nei pochi momenti liberi, leggi solo romanzi, perchè hai bisogno di sognare. Leggerai anche Riabilitazione Oggi, visto che da ora ti arriverà anche a Kabul?
- Leggo prevalentemente romanzi, ma non solo. Confermo, mi piace sognare. Leggerò molto volentieri Riabilitazione Oggi.
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TURBOLENZE POLITICHE e ASPETTATIVE DELUSE
da Riabilitazione Oggi di settembre 2010 di Mg

E' con un certo grado di malcelata rassegnazione che mi trovo a scrivere queste note per questo Notiziario Professionale. Una rassegnazione dettata più dal pessimismo della realtà che dall'ottimismo della ragione, ma ormai è una vita che vedo sfumare i risultati ad un soffio dal loro raggiungimento per stravolgimenti dei quadri politici sempre meno attenti alle esigenze di cittadini e professioni. E' sotto gli occhi di tutti quello che sta capitando e quanto sia difficile la fase politica che sta attraversando questa maggioranza. Non passa giorno, infatti, che qualcuno non auspichi le elezioni anticipate. Queste però potrebbero lasciare sul terreno molte opere incompiute, che bisognerebbe riprendere poi da capo con i nuovi governanti, perdendo così ulteriore tempo ed energie intorno all'incancrenirsi dei problemi ancora aperti.
Vediamone alcune:
- Gli Albi e gli ordini. Che sembravano a portata di mano, sei mesi diceva il ministro Fazio, potrebbero a malapena essere approvati dal solo Senato.
- L'articolo 1 septies se non ci si sveglia per tempo.
- Il Ddl sulla libera professione.
- i Decreti attuativi per permetterci di entrare nelle farmacie.
- Le equivalenze dei titoli pregressi in attuazione del secondo comma dell'articolo quattro della legge 42/99.
- E tanti altri provvedimenti che in questo momento mi sfuggono, ma sui quali bisognerà ripartire di nuovo da zero.
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RIAB INFO, lo scorso 9 ottobre, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha trasmesso alle Regioni i tre decreti attuativi
http://www.sanita.ilsole24ore.com/PrimoPiano/Detail/1339494 che disegneranno le farmacie del futuro, nelle quali avranno diritto di asilo anche le prestazioni erogate da Infermieri e Fisioterapisti. Interessante notare che
Fa piacere notare che, per scrivere il decreto che ci riguarda, si sia partiti dalla 502/92, passando poi alla 42/99, alla 251/2000 e alla legge 43/2006, arrivando al nostro profilo e per ultimo al decreto sull'equipollenza dei titoli pregressi del 27 luglio 2000, sentendo il parere sia dell' Aifi che della Fif. Guarda caso, infatti, all'articolo quattro possiamo leggere che a noi spetta:
a) la definizione del programma prestazionale per gli aspetti di propria competenza, volto alla prevenzione, all'individuazione ed al superamento del bisogno riabilitativo;
b) attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive e viscerali usando terapie manuali, massoterapiche ed occupazionali;
c) verifica delle rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale.
Tutto questo sarà erogabile sia in farmacia che al domicilio del paziente su prescrizione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta alle condizioni previste dall'articolo due di questo decreto. Qui sono presenti alcuni aspetti di criticità ai quali si spera di poter porre rimedio nel corso della discussione con le Regioni. Infatti, stando a quanto si legge in questo articolo, le prestazioni possono essere erogate sia a carico del SSN, previa prescrizione medica che, sempre su prescrizione medica, in regime privato con onere a carico del cittadino. Ma il servizio in farmacia nasce come un ampliamento dei punti di erogazione convenzionati e non già come posto dove esercitare una libera professione che per noi è già comunque senza prescrizione medica.
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RIAB INFO, nel ricordare analoghe iniziative da parte di Aifi, recentemente audita in Conferenza Stato Regioni sul riordino dell’area, come l’annunciata nota ufficiale ai Coordinatori del tavolo tecnico del ministero sulla bozza delle linee guida, si pubblica questo

COMUNICATO STAMPA SPIF che il 29 e 30 ottobre ha celebrato il suo CONGRESSO SCIENTIFICO NAZIONALE E a ROMA
Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti
PRESIDENZA NAZIONALE
indirizzo: C.so Garibaldi 98 – 81055 SANTA MARIA
CAPUA VETERE (Caserta) - Fax: 06 23328933
Web: http://www.spif.it/ e.mail: sindacatofisioterapisti@email.it

Roma, 29 ottobre 2010.
Nella giornata di ieri 28 ottobre 2010, la Direzione Nazionale del Sindacato Professionale Italiano Fisioterapisti S.P.I.F. (Antonio Cartisano e Simone Patuzzo), assieme ai Referenti Regionali Gianni Cavinato e Antonio Saldarini e alla collega
Elena Puma, è stata ricevuta dal Ministro della Salute On. Ferruccio Fazio per un incontro nel quale sono state trattate poche ma chiare tematiche per la tutela e la valorizzazione della Professione a tutti i livelli.
Il Sindacato Italiano Fisioterapisti ha sollecitato il rapido completamento dell’iter
del Disegno di Legge per l’Istituzione degli Ordini Professionali. Il Ministro a
questo proposito ci ha garantito con determinazione che l’istituzione degli
Ordini professionali è nel programma delle attività e che si concluderà entro
pochi mesi.
Il Ministro ha stabilito un’audizione con il Sottosegretario Martini per discutere sulle linee guida in riabilitazione appena individuate e confrontarci sulle proposte presentate dal Sindacato Italiano Fisioterapisti.
In successione, si è trattato anche il tema dell’abusivismo in riabilitazione con la
previsione di un documento ministeriale attraverso il quale sarà richiesta, alle istituzioni pubbliche delle periferie, particolare attenzione in merito alla vigilanza del territorio.
Altresì il confronto è proseguito sul decreto Farmacie, e lo SPIF ha sostenuto con il
Ministro la necessità, a tal proposito, di una precisa individuazione del ruolo dei
Fisioterapisti.

Dr Simone Patuzzo Dr Antonio Cartisano
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RIAB INFO, una cantonata?
http://www.operatoresociosanitario.net/forum/53-Leggi/25597-Re-Abuso-di-professionei-giudici-dicono-no
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RIAB INFO, notizie così si pubblicano volentieri

Comitato Spontaneo "ACCREDITAMENTO FISIOTERAPISTI SICILIANI"
Presentato Disegno di legge !!!!!!

28 ottobre 2009 "Estratto dal 1° comunicato stampa:
Si è nei giorni scorsi costituito il Comitato Spontaneo "ACCREDITAMENTO FISIOTERAPISTI SICILIANI". Il Comitato, ha tra i suoi obiettivi la promozione di una campagna di sensibilizzazione, mirata alla realizzazione di un Disegno di legge, da proporre al Parlamento Siciliano, che abbia quale oggetto l´accesso all´accreditamento/convenzionamento diretto dei Fisioterapisti siciliani.La campagna avrà inizio il 4 Novembre 2009, e si svilupperà attraverso una serie d´iniziative, quali la promozione di una raccolta di firme tra i fisioterapisti e studenti del corso di laurea in fisioterapia della Regione Siciliana e la realizzazione di incontri e convegni ".
E´ con questo comunicato che ci siamo presentati nell´ottobre 2009.
Ebbene, a meno di un anno dall´inizio della Campagna di sensibilizzazione, ho l´immenso piacere di comunicarvi che, il tutti gli obiettivi che ci eravamo posti come Comitato Spontaneo "Accreditamento Fisioterapisti Siciliani" sono stati pienamente raggiunti.
- Svolta una campagna di sensibilizzazione con convegni, incontri e attività sul territorio
- Superate abbondantemente le 1000 firme in meno di cento giorni
- Realizzato Disegno di legge, da proporre al Parlamento Siciliano, che abbia quale oggetto l´accesso all´accreditamento/convenzionamento diretto dei Fisioterapisti siciliani
E´ stato infatti nei giorni scorsi presentato all´ARS, a firma dell´On. Franco Rinaldi , il Disegno di legge "Disposizioni concernenti le procedure di autorizzazione ed accreditamento per la figura professionale del fisioterapista"
Un sentito ringraziamento va a tutti voi, componenti del Comitato spontaneo e non, che nel corso di questo anno hanno avete sostenuto, con il vostro impegno e la vostra presenza, l´iniziativa in oggetto.Vi invito, pertanto, a visitare la pagina istituzionale dell´On. F. Rinaldi , dove è possibile visionare il disegno di legge e seguirne il futuro iter.
http://www.ars.sicilia.it/deputati/scheda.jsp?idDeputato=727
Nel porgere a tutti voi cordiali e sentiti saluti, vi comunico che a breve dovremmo tenere una riunione per festeggiare il raggiungimento dell´obiettivo e per programmare l´attività futura perche il disegno di legge diventi finalmente LEGGE.
Carmelo Maccarrone

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