sabato 19 dicembre 2009

1 SEPTIES IN SEDE LEGISLATIVA n.5

RIAB INFO
Aperiodico del Qrp 108
Newsletter del 19 dicembre 2009
Anno VII° n° 30
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ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB INFO “ FATELE GIRARE”
la redazione
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BUON NATALE e FELICE ANNO NUOVO
da RIAB INFO
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RIAB INFO, che il 17 dicembre in commissione Cultura della Camera, dove era in discussione la sede legislativa per chiudere sull’articolo 1 septies, sarebbe potuto succedere di tutto ce lo aspettavamo e, per certi versi, è proprio andata così. Però, almeno stavolta, le sorprese erano dietro l’angolo per i sostenitori del provvedimento.
Che non tutto filasse liscio lo si era intuito di prima mattina con la scomparsa della sede legislativa, dall’ordine del giorno dei lavori.
Sapremo più tardi che, questa, era saltata perché, nel frattempo, era sparito l’accordo politico, che, con i suoi fragili equilibri, l’aveva resa possibile.
Inutile nasconderci che il “Popolo dell’abrogazione netta” ha fatto sentire, in maniera inequivocabile, la sua presenza a tutti i livelli e, forse anche per questo, quegli equilibri, costruiti su ambiguità e compromessi, si sono sciolti come neve al sole.
Se è fuori di discussione il ruolo di primaria importanza, che nell’elaborazione di un testo di legge, spetta al Relatore, dobbiamo, purtroppo, prendere atto che, questo incarico, in commissione Cultura, sia stato affidato ad un Parlamentare che o non si sta dimostrando all’altezza del suo compito o è fin troppo ligio nel cercare un compromesso indecoroso.
Già nella passata Legislatura, con fare dilettantesco, questo ruolo fu dato all’indimenticabile Vito Li Causi. Un personaggio con evidenti conflitti di interesse.
Questa volta, dopo che al Senato tutti i Gruppi Parlamentari ed il Governo si sono schierati per l’abrogazione secca dell’articolo 1 septies, nella speranza di trovare un’altra soluzione, a questo delicato ruolo è stato chiamato l’on Barbieri.
Un compito certo difficile, ma evidentemente ritenuto da qualcuno possibile anche su un provvedimento come quello dell’equipollenza della nostra Laurea con quella in S.M..

La stessa Presidente della Commissione, l’on. Valentina Aprea, che ha seguito personalmente le indagini conoscitive, ha avuto modo di dichiarare che:

Sarà veramente difficile decidere, relatore, perché si tratta di bianco o nero. Occorre tirare la monetina, la mediazione politica sarà molto difficile”.
A queste parole Le rispondeva il Relatore:
Presidente da buon democristiano troverò il grigio”.

E’ questa, per noi, la vera distorsione. Come si possono fare affermazioni simili quando le Forze Politiche e il Governo, non solo a parole, ma nella concretezza del voto, hanno definito questa equipollenza di volta in volta come:
1) INCOSTITUZIONALE
2) SCELTA ASSURDA E SCONCLUSIONATA
3) CONTRARIA ALLE NORMATIVE VIGENTI
Insomma tutto l’opposto di quello che il Relatore si promette ostinatamente di cercare.
La credibilità della Politica, così facendo, vacilla!
Che l’on Barbieri abbia indubbie capacità politiche è fuori discussione. E’ stato infatti in grado di portare il suo progetto in vista del traguardo, ma non tutte le ciambelle riescono con il buco nemmeno a lui.

Abrogazione art. 1-septies: si va in Aula
(dal sito Aifi)
Ancora una volta, come nella passata legislatura, in Commissione Cultura della Camera dei Deputati sono emerse le contraddizioni di un equilibrio basato su ambiguità di fondo che, complice anche un clima politico generale di scontro, non ha permesso la discussione in sede legislativa del provvedimento.
L'Aifi sente il dovere di ringraziare tutte le Organizzazioni firmatarie del Manifesto "No all'equipollenza", nonché tutti i Colleghi e quella parte sempre più importante di Società civile che, seriamente e con fermezza, chiede al Governo e a tutte le forze politiche scelte chiare e coerenti come, d'altronde, è già stato fatto in maniera ineccepibile nell'altro ramo del Parlamento.
Ribadiamo la nostra opposizione a compromessi indecorosi su un provvedimento che non ha colore politico e su cui continueremo a chiedere senso di responsabilità e misura, per la definitiva conversione in Legge del testo già approvato dal Senato.