RIAB
INFO
Aperiodico dell'IPY
Newsletter del 2 maggio 2013
Anno XI° n° 03
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ALLARGATE AD ALTRI LE NEWS DI RIAB
INFO “ FATELE GIRARE”
la redazione.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° ULTIM’ORA
Dal “Corriere Economia” di lunedì scorso:
“E’ stato riconosciuto il diritto a detrarre le spese per
prestazioni sanitarie rese da appartenenti alle “professioni sanitarie riabilitative” anche in assenza di una
specifica prescrizione medica. Come le prestazioni rese da podologo,
fisioterapista, logopedista, ortottista”.
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RIAB
INFO, per evitare facili, quanto scontate strumentalizzazioni da parte dei
soliti noti che non sanno più a che Santo votarsi, facciamo il punto sulla
recente sentenza del CdS che “ha
dichiarato la legittimità di due atti regionali e sulla loro correttezza
amministrativa si è pronunciato”, come si può leggere nell’articolo, preso in
anteprima da Riabilitazione Oggi di marzo, che pubblichiamo. A seguire il
comunicato Aifi e la sentenza.
PER IL CONSIGLIO DI STATO SONO
LEGITTIME DUE DELIBERE VENETE SU UNA REALTA’ DA CAMBIARE
Di Gianni Melotti
C'è stata una cosa che mi ha angosciato per un paio di giorni,
poi, con il tempo, ho capito che non era così nera come me l'ero dipinta.
Ovviamente sto parlando della recente sentenza del Consiglio di Stato, la n.
1890 del 5 aprile, sulla realtà veneta. Detto questo e prima di procedere, dico
subito che lascio ad altre penne il commento della sentenza, ma, di primo
acchito, mi ero proprio imbestialito chiedendomi che film guardassero a Palazzo
Spada. Perché, se è di tutta evidenza che la classe politica, tutta presa dalle
sue beghe, di basso cabotaggio, non ha capito la drammaticità in cui versa il
Paese reale, anche il CdS non mi sembra essere da meno. Come si fa, infatti, a
definire il Ft un semplice esecutore? Ma, davvero i Giudici ancora pensano che
il Ft stenda il tappetino per poi far intervenire il “magico Alvermann”, che,
dall'alto del suo filosofeggiare, risolva i guai del paziente? Ma, qualsiasi
persona in buona fede e dotata di un minimo di spirito di osservazione, sa che
la realtà, anche legislativa, è decisamente un'altra, anzi il suo contrario. E'
il Ft, infatti, che dovrà cavare le
castagne dal fuoco, risolvere i problemi del paziente e rispondere, “con titolarità e autonomia professionale”,
di quello che pone in essere per arrivare al risultato voluto. Eh vivaddio, se
non partiamo da queste considerazioni, ma di cosa stiamo parlando? Dopo quanto
è successo mi viene spontaneo pensare che non siano solo i fisiatri a fare
ricorsi suicidi, come quello sulle farmacie, dove lo schiaffo gli è arrivato
forte e chiaro, sentendosi dire che “non esiste alcuna norma” che
sostenga quello che loro affermano, ma, anche i colleghi veneti, quando si
mettono in testa obiettivi prettamente politici, come in questo caso, non
sempre lo centrano . Dovete sapere che i radioamatori , in gergo “O.M.”, che
vanno in “cw” o codice morse, che dir si voglia, sono quasi sempre in grado di
capire anche gli umori del corrispondente, ascoltando semplicemente come questo
manipola il tasto e, l’allegria o il nervosismo, non scappa ad un orecchio
allenato. Alla stessa maniera, ma molto più modestamente, il sottoscritto, da
“Old Man in fonia”, non può non notare come questa sentenza sia stata messa
assieme da magistrati estremamente piccati. Solo così si può spiegare la
cattiveria con la quale sono intervenuti, a gamba tesa, sul nostro profilo,
nella parte che riguarda l'attività svolta in collaborazione con il medico,
confondendo, come ha scritto il giurista Luca Benci “ i piani
dell’organizzazione amministrativa con le norme sull’esercizio professionale,
le linee guida con le leggi ordinarie, l’abilitazione all’esercizio
professionale con i livelli essenziali di assistenza”. Il tutto nella consapevolezza
che nessuna sentenza può stravolgere quanto disposto da norme primarie che
reggono il nostro agire. In pratica, ed in estrema sintesi, il CdS ha
dichiarato la legittimità di due atti regionali e sulla loro correttezza
amministrativa si è pronunciato. Indipendentemente dal fatto che, ad oggi, il
contestato “piano di indirizzo per la riabilitazione” precisi che il Progetto
Riabilitativo Individuale, considerato appannaggio del solo fisiatra, venga
elaborato a livello di team riabilitativo. Questo al CdS non interessa perché,
scrive, trattasi di una “argomentazione inammissibile, in base al principio
“tempus regit actum”, perché ha riguardo ad un atto di indirizzo intervenuto
successivamente all’adozione delle delibere della Regione Veneto”. In fin dei
conti questo pronunciamento non modifica nulla, a parte il fatto che, come si
legge in un comunicato di Aifi Nazionale, il CdS “mostra di essere ancorato
a modelli passati di funzionamento e di relazioni tra Professioni superati e
non più proponibili”, avvalorando, per giunta, “una inspiegabile
“gabella” nei confronti dei Cittadini che, per accedere a prestazioni di
riabilitazione erogate dal SSR, sono obbligati non dalla necessità clinica ma
da una norma regionale ad una doppia visita con gli aggravi di costi e tempi di
attesa che conosciamo. Le sentenze hanno giustificato la scelta politica della
Regione Veneto di limitare la proprietà prescrittiva di riabilitazione ai soli
Medici Fisiatri, quando invece la normativa statale permette di farlo sia al MMG
che agli altri specialisti. ”. Ma, ha ancora senso una cosa del genere?
Direi proprio di no. E’ indispensabile, quindi, che Aifi Veneto, di concerto
con le altre professioni, si attrezzi per far si che la Regione apporti le
giuste e doverose correzioni ad un contesto che limita le potenzialità dei
professionisti del SSR, medici compresi, nel rispetto delle giuste esigenze ed
aspettative dei cittadini.
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Comunicato Aifi Nazionale
Il CdS
si è espresso con sentenza n. 01890/2013 su appello di AIFI che aveva impugnato
delibere della Regione Veneto.
La
sentenza non modifica il quadro normativo, confermando il Collegio quanto già
regolamentato dalla Regione Veneto e valido esclusivamente per le prestazioni
erogate dal SSR veneto.
Purtroppo
dobbiamo rilevare, analizzando il pronunciamento del CdS, che ancora una volta
il Collegio mostra di essere ancorato a modelli passati di funzionamento e di
relazioni tra Professioni superati e non più proponibili.
Come
AIFI aveva sottolineato nei ricorsi, le delibere della Regione Veneto
determinano una inspiegabile “gabella” nei confronti dei Cittadini che,
per accedere a prestazioni di riabilitazione erogate dal SSR, sono obbligati
non dalla necessità clinica ma da una norma regionale ad una doppia visita con
gli aggravi di costi e tempi di attesa che conosciamo.
Le
sentenze hanno giustificato la scelta politica della Regione Veneto di limitare
la proprietà prescrittiva di riabilitazione ai soli Medici Fisiatri, quando
invece la normativa statale permette di farlo sia al MMG che agli altri
specialisti.
Leggi
la sentenza
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RIAB INFO, una ulteriore conferma che il Laureato in
Scienze Motorie è escluso dal sanitario ci arriva dalla Liguria. Infatti l’ Aifi regionale, nel 2011, aveva proposto un ricorso alla Giustizia
Amministrativa per la cancellazione
della figura del Laureato in SM dalla delibera 862/11 che lo aveva
inserito nell’organico delle strutture residenziali, semiresidenziali e centri
diurni di 2° livello, affiancandolo al fisioterapista senza prevedere un proprio monte ore, ma
semplicemente sottraendolo al nostro minutaggio settimanale.
Il ricorso, obbligò la Regione ad emanare dapprima
una nuova D.G.R. che nell’escluderlo dal minutaggio riservato alla
fisioterapia, lo inseriva nell’area non
sanitaria dell’ animazione, con la D.G.R. n° 1749 del 29/12/2011. Ora
anche il Tar Liguria, il 30 gennaio, con
Sentenza n. 219/2013 ha accolto
le tesi avanzate da AIFI Liguria, annullando la DGR 862/11.
Pubblichiamo qui
sotto la sentenza.
N. 00219/2013 REG.PROV.COLL.
N. 01267/2011 REG.RIC.
REPUBBLICA
ITALIANA
IN NOME DEL
POPOLO ITALIANO
Il Tribunale
Amministrativo Regionale per la Liguria
(Sezione
Seconda)
ha pronunciato
la presente
SENTENZA
sul ricorso
numero di registro generale 1267 del 2011, proposto dall’ A.I.FI. associazione
italiana fisioterapisti per la regione Liguria in persona del legale
rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Valeria Gennari,
presso cui ha eletto domicilio a Genova in via xx settembre 40/3;
contro
Regione Liguria
in persona del presidente in carica;
nei confronti di
D.M.S.A. doctors in movement science association, associazione nazionale
dottori in scienze motorie, con sede a Verona in persona del legale
rappresentante in carica;
per
l'annullamento della deliberazione 15.7.2011, n. 862 della giunta della regione
Liguria.
Visti il ricorso
e i relativi allegati;
vista la propria
ordinanza 14.12.2011, n. 559
vista la memoria
depositata dall’associazione ricorrente;
Relatore
nell'udienza pubblica del giorno 23 gennaio 2013 il dott. Paolo Peruggia e
uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e
considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
La sezione
ligure dell’associazione italiana fisioterapisti si ritiene lesa dalla
deliberazione 15.7.2011, n. 862 della giunta della regione Liguria, per cui ha
notificato l’atto 11.11.2011, depositato il 3.12.2011, con cui denuncia:
eccesso e sviamento
di potere
violazione
dell’art. 117 cost., e dei principi generali in materia di professione e
formazione professionale.
Nessuna delle
parti intimate si è costituita in causa.
Con ordinanza
14.12.2011, n. 559 il tribunale ha respinto la domanda cautelare proposta.
L’impugnazione
riguardava la deliberazione 15.7.2011, n. 862 della giunta della regione
Liguria, nella parte in cui aveva ammesso i laureati in scienze motorie
all’espletamento delle attività a cui avevano accesso solo le persone titolate
in base alle disposizioni previgenti.
Con l’atto
datato 30.4.2012 il difensore dell’associazione interessata rappresenta che
l’amministrazione regionale ha rivisto le posizioni assunte con l’atto
impugnato; la lettura della deliberazione 29.12.2011, n. 1749 della giunta
della regione Liguria (burl 5/2012) convince effettivamente che
l’amministrazione ha aderito alle censure dedotte, nella parte in cui queste
avevano denunciato l’illegittimità della previsione dell’assunzione di funzioni
sanitarie o parasanitarie da parte dei laureati in scienze motorie.
Consegue da ciò
la cessazione della materia del contendere; le spese possono essere liquidate
in favore dell’associazione ricorrente ed a carico della sola p.a. virtualmente
soccombente, atteso che la deliberazione rettificativa ha ripreso in parte le
argomentazioni esposte nell’atto di impugnazione.
P.Q.M.
Il Tribunale
Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda)
Dichiara cessata
la materia del contendere, e condanna la regione Liguria al pagamento delle
spese di causa sostenute dall’associazione interessata, che liquida in euro
2.000,00 duemila(00), oltre ad iva, cpa e contributo unificato.
Ordina che la
presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in
Genova nella camera di consiglio del giorno 23 gennaio 2013 con l'intervento
dei magistrati:
Giuseppe Caruso,
Presidente
Oreste Mario
Caputo, Consigliere
Paolo Peruggia,
Consigliere, Estensore
DEPOSITATA IN
SEGRETERIA
Il 30/01/2013
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
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Riabilitazione Oggi di marzo commenta la cosa così:
Riabilitazione Oggi di marzo commenta la cosa così:
LIGURIA UNA CONFERMA
ALL’ESCLUSIONE DI SM DALLA SANITA’
di Gianni Melotti
"Un atto di irresponsabilità del governo e di tutte le forze
politiche". Così, la
Dmsa, un’associazione di laureati in Scienze Motorie, aveva commentato la
decisione di abrogare definitivamente l’articolo 1 septies che avrebbe potuto
equiparare le loro lauree alla nostra. I loro intenti erano chiari e lo si intuisce
bene da quanto apparso il 17 dicembre 2007 sull'Arena di Verona. In una sorta
di articolo- intervista ad un rappresentante Dmsa, associazione di ex diplomati
Isef e Laureati in Scienze Motorie, tra le altre cose, si poteva leggere quanto
segue: “Studiare per anni, conquistarsi due lauree, ( una in S.M. e
l’atra in Osteopatia conseguita in Svizzera n.d.r.) investire tempo e denaro
per costruirsi una professionalità e, dopo anni di esperienza, rischiare di
essere considerato, da un giorno all’altro, un abusivo. Non ci
sta Giorgio Pasetto, segretario dell’associazione dei laureati in Scienze
motorie e diplomati Isef (Dmsa). E come lui non ci stanno i 40 mila
colleghi italiani che, dopo una laurea in Scienze motorie, hanno
deciso di dedicarsi, piuttosto che a sport e fitness, al variegato mondo della
riabilitazione”. Come noto l’articolo 1 septies era sbucato fuori, in
maniera quasi truffaldina, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250,
convertito poi, con modificazioni, nella legge 3 febbraio 2006 n. 27, ma sul
sito di questa associazione, inspiegabilmente, si continuava a citarlo come
appartenete ad una non meglio precisata legge n. 6293. Evidentemente a questi veri abusivi dichiarati, gli unici a
chiede l’attuazione del secondo comma della legge che lo ha abrogato
definitivamente, senza capire che era davvero finita, piaceva spararle grosse e
“6293” doveva essere grosso abbastanza! Ora però, sembra che abbiano cambiato
registro. Lo si intuisce da una loro risposta ad una mia lettera, apparsa su
“Quotidiano sanità” il 10 aprile. Lettera scritta per celebrare i due anni
dall’abrogazione del discusso articolo 1 septies. Con mia sorpresa, nella loro
missiva affermano testualmente di non essere sanitari e così scrivono: “..le
Scienze Motorie invece, non-sanitarie si occupano della Prevenzione generale e
specifica, del recupero e del mantenimento della migliore efficienza fisica,
anche nei soggetti diversamente abili e nelle diverse specificità di genere.”
Beh, mi fa piacere, anche perché, loro, sono gli stessi che, solo due anni or
sono, il 20 settembre 2011, avevano organizzato quella pagliacciata davanti a
Montecitorio per chiedere l'inclusione del Laureato in SM in sanità. Ve la
ricordate? L'avevano studiata in grande: dall'abbigliamento (camice bianco – t-shirt
o camicia bianca e jeans), alla parte coreografica. Si sarebbero dovuti
assembrare a drappelli di 100. Disporsi su file 10 per 10, distanziati di un
paio di metri l'uno dall'altro, con tanto di responsabile per ogni gruppo.
Costui sarebbe stato deputato a dire: “ ORGANIZZIAMOCI !” a questo segnale ogni
manipolo avrebbe dovuto assumere una posizione di semi attenti, in silenzio,
eseguendo un “sinist-riga” per allinearsi. Sarebbe poi seguito “l'onore dei
Laureati in SM alle Istituzioni della Repubblica Italiana” e l'inno di Mameli.
Seguivano, nell’ordine e non sto scherzando: otto squat a braccia in avanti;
12 slanci delle braccia avanti; 12 braccia in alto; skip lento modello
marcetta; 12 calciate lente; 12 slanci delle braccia avanti alternati ad
altrettanti delle braccia in alto! Insomma una vera scemenza, poi
miseramente naufragata sui numeri, perchè dei 3000 partecipanti attesi se ne
sono contato poco più di una cinquantina. Insomma, dopo tutto sto “ambaradan” i
responsabili avrebbero dovuto dire: “Rompete le righe”…. già, rompete…comunque
sia ora sembra abbiano cambiato registro, anche se una certa confusione sembra
ancora presente. Così almeno sono portato a pensare leggendo le numerose
dichiarazioni pubbliche, apparse su Fb, di un loro giovane e ardimentoso
dirigente. Costui, che “vorrebbe spaccare tutto per farci vedere chi sono”,
così si esprime:” il dott. in SM dovrebbe collaborare con il medico, cosa
c'entra il fisioterapista? il fisioterapista deve solo eseguire tecnicamente
ciò che prescrive il medico, io non voglio essere equiparato ad un sanitario,
non ho studiato 5 anni all'università per essere considerato sullo stesso piano
del fisio, con tutto il rispetto”. Già, con tutto il rispetto. Vedo che è
comunque sulla buona strada. Quanto al resto, come diceva Petrolini: “ Zitti
tutti che adesso il Signore ci dice chi è!” Penso comunque che ad
ammorbidire gli animi più indomiti e a chiarire le cose anche ai più duri di
cervice possa aiutare anche una recente sentenza del Tar ligure, del 30 gennaio
2013, promossa dall’Associazione regionale, che ha ottenuto l’annullamento
della delibera n. 862 del 15 luglio 2011 “nella parte in cui aveva ammesso i
laureati in Scienze Motorie all’espletamento di attività
(sanitarie-sociosanitarie ndr) a cui avevano accesso solo le persone titolate
in base alle disposizioni previdenti”,
affiancandolo al fisioterapista senza prevedere un monte ore specifico per
questa figura professionale, ma semplicemente sottraendolo al nostro minutaggio
settimanale. Quanto disposto vede soccombere, oltre alla Regione, proprio
anche Dmsa. Insomma, le spese di lite,
stavolta non le ha pagate Aifi Liguria. ”Ad maiora!”
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Carissimi, come negli scorsi anni
sono a richiamare la vostra attenzione sull’associazione “il Sole Splende per
Tutti” ONLUS, realtà che con Angelo abbiamo voluto e creato. Il mio impegno
continua, grazie al lavoro di preziosi volontari e collaboratori e grazie al
contributo di quanti ci sostengono con le loro donazioni o, semplicemente, con
la destinazione del 5 per mille.
E’
questo un prezioso contributo, che ci consente di realizzare progetti mirati al
sostegno delle famiglie di persone con disabilità o per intraprendere
iniziative di sensibilizzazione sulle problematiche che caratterizzano questa
fragile realtà.
Particolare
attenzione è stata data in questi anni all’animazione del tempo libero di
giovani con disabilità, proprio perchè questo tempo è spesso per loro un “tempo
vuoto” di senso. Noi vogliamo invece che anche questo tempo possa
essere per loro occasione di crescita e di godimento di pari opportunità.
Potete conoscere le nostre
iniziative visitando il sito http://www.ilsolesplendepertutti.it/Nel ringraziarvi per l’attenzione che ci vorrete accordare mi è gradita l’occasione per porgervi il mio più cordiale saluto.
Adele Nebuloni Fabbri Presidente Associazione “il Sole Splende per Tutti” ONLUS